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Tirana - Il tribunale penale di Hadramout ha confermato le accuse di violazione della sicurezza delle acque yemenite, nei confronti dell'equipaggio albanese fermato nel porto di Al-Mukalla lo scorso 19 dicembre, alla guida della nave che trasportava un…
Tirana - Il tribunale penale di Hadramout ha confermato le accuse di violazione della sicurezza delle acque yemenite, nei confronti dell'equipaggio albanese fermato nel porto di Al-Mukalla lo scorso 19 dicembre, alla guida della nave che trasportava un carico di munizioni ed esplosivi di circa 179 tonnellate. Secondo le autorità portuali della Yemen Arabian Sea Ports Corporation, sono state riscontrate delle incongruenze sulla nazionalità e proprietà del cargo, rispetto alle prime dichiarazioni degli imputati, che facevano risalire la nave (denominata dai media come Ayos) registrata alle Maldive. A seguito di accertamenti, è risultato che il nome della nave è EOS (identificativo nr. IMO-8213445), battente bandiera moldava, mentre sino al gennaio 2012 il suo nome era Ardent. La nave ha come autorità portuale di origine quella del porto di Mombasa (Kenya), registrata nel 1983. Il suo precedente proprietario era la Yorkshire Dry Dock (Regno Unito), mentre quello attuale è la Eos Navigation Sa (Marshall Islands). La società manager è la Coasters Maritime SA (Grecia), tuttavia risulta che sia stata cancellata. Secondo i dati rintracciabili dal sistema AIS, la nave è partita il 17 luglio 2012 aveva come destinazione il porto dell'Iraq Umm Qasr, mentre l'ultimo porto in cui ha ormeggiato è quello di Alessandria (Egitto) intorno al 26 novembre 2011, prima di essere fermato presso il porto di Al-Mukalla. Nel dettaglio, ha attraccato nel porto yemenita il 16 dicembre dello scorso anno presso questo porto per approvvigionarsi di carburante ed alimenti, mentre il 19 dicembre è stata messo sotto sequestro dalla polizia portuale di Al Mukalla. La nave era guidata dal capitano di nazionalità albanese Arif Bakillari, che viaggiava insieme al primo ufficiale, Mihal Cangonji ed il capo meccanico, Nezir Shahaj, anch'essi albanesi. A bordo si trovavano anche tre marinai, due indiani ed uno greco. Nei loro confronti, il Tribunale della regione di Hadramaut ha formulato l`accusa di violazione delle leggi nazionali e delle convenzioni internazionali, tra cui la navigazione in mare con materiali esplosivi e munizioni, senza attenersi alle coordinate definite. Contattato telefonicamente dai media albanesi, Arif Bakillari ha affermato che la nave EOS era partita dalla Grecia per poi dirigersi verso Durazzo, ed in seguito ha viaggiato verso il Montenegro, dove è stata caricata con container contenenti esplosivo, munizioni ed armi. Il capitano ha confermato i dati contrattuali sul carico e la destinazione, negando il fatto che il carico d`armi era in contrasto alle leggi nazionali e agli accordi internazionali. Il capitano Bakillari, insieme ad altri 5 marinai, sono ancora in stato di fermo, e sono assistiti nel processo solo da un traduttore. Come afferma, i diplomatici indiani, iracheni e greci si stanno mettendo in moto per la sorte dei marinai, intanto fonti diplomatiche di Tirana precisano che l`ambasciata in Arabia Saudita sta seguendo il caso anche attraverso il console d`onore nello Yemen. Il capitano Bakillari afferma che "il fermo è spinto dal desiderio degli yemeniti di appropriarsi del carico destinato all'Iraq". Secondo i media yemeniti, il carico è stato fermato per evitare che finisse nelle mani di organizzazioni sospette o gruppi illegali, visto che avrebbe messo a rischio la sicurezza per la società civile. Quello della EOS presenta molteplici punti in comune con il precedente caso della Pyramis, come la destinazione verso il porto iracheno di Umm Qasr nonché per l'organizzazione della logistica di navigazione, e probabilmente anche per la natura del carico. In primo luogo, anche in questo caso si tratta di una nave battente bandiera moldava, considerando che nel precedente la nave risultava essere di proprietà di Aleksander Kalivopulli, titolare della società Ukro Metal di Picar, e registrata presso l’autorità di Chisinau dalla società Flamur Moldav (Motor Vessel M/S IMO, nr. 7725647). La Pyramis era partita l’8 ottobre del 2011 da Salonicco, giungendo a Durazzo il giorno successivo, prima di continuare il suo itinerario verso Bar (Montenegro) e Ploce (Croazia) per effettuare il carico. La nave trasportava un contingente di armi prodotte in Serbia ed esportate dalla SDPR-Jugoimport, e destinato alla Trade Bank of Iraq (TBI). Come si può notare, il tragitto dai Balcani all'Iraq risulta essere lo stesso, essendo giunta in Iraq dopo oltre due mesi di navigazione.
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