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Zagabria - Proprio quando si pensava che i rapporti tra Zagabria e Mosca stessero migliorando, sono apparse nuove turbolenze, derivanti dal rifiuto di acquistare i MIG russi. Lo scorso anno è infatti giunta l'offerta della compagnia statale…
Zagabria - Proprio quando si pensava che i rapporti tra Zagabria e Mosca stessero migliorando, sono apparse nuove turbolenze, derivanti dal rifiuto di acquistare i MIG russi. Lo scorso anno è infatti giunta l'offerta della compagnia statale russa per l'esportazione di armi e attrezzature militari, Rosoboronexport, adattata alla situazione economica in Croazia, e relativa alla fornitura per l'Aeronautica militare della Croazia (HRZ) di velivoli rimodernati MiG-29, utilizzati dalle Forze aeree ungheresi. L'offerta è stata confermata per l'intero 2012, quando però viene bruscamente interrotta da parte croata. L'offerta russa è stata presentata come una soluzione per le esigenze delle Forze aeree croate, così anche per l'economia in difficoltà, in quanto correlata ad un "programma offset". Il programma è stato sviluppato ulteriormente, tale che la delegazione croata lo scorso anno ha visitato la base aerea ungherese, dove erano depositati gli aerei offerti. I rappresentanti croati hanno ottenuto dal produttore della società russa "RSK MiG" tutta la documentazione tecnica sullo stato degli aerei. La popolarità dell'offerta russa culmina nel mese di ottobre del 2012, quando il Ministero della Difesa della Croazia ha chiesto ufficialmente e con urgenza delle informazioni sul prezzo totale della flotta aeree e sul pagamento a lungo termine con delle dilazioni. Tuttavia, appena un mese dopo l'invio della richiesta sopramenzionata, il Ministero della Difesa della Croazia ha cambiato idea, e ha improvvisamente rifiutato l'offerta russa. "Sono molto deluso e offeso", ha detto in esclusiva per il portale croato "Slobodna Dalmacija" Anatoly Isaykin, l'amministratore delegato della Rosoboronexport, la società russa di proprietà statale e gigante internazionale, che lo scorso anno dalla vendita di armi ed equipaggiamenti militari in tutto il mondo ha guadagnato 14 miliardi di dollari. Isaykin ha detto ai giornalisti di "Slobodna Dalmacija" di aver ricevuto una lettera firmata dal Vice Ministro della Difesa per l'Aviazione, il generale Viktor Koprivnjak. Come ha spiegato Isaykin, la richiesta dei dettagli relativi al prezzo totale del pacchetto degli aerei ed altri elementi finanziari comporta un serio lavoro da parte degli esperti russi, per oltre tre mesi. Pertanto, come ha spiegato l'interlocutore russo, è stato rimasto offeso dall'atteggiamento del Ministero della Difesa croato e anche "imbarazzato", perché un team di esperti russi aveva già iniziato a lavorare sull'offerta finale quando è arrivato il rifiuto croato. "Non è chiaro perché il Ministero della Difesa croato abbia chiesto l'offerta finanziaria con tutti gli elementi dettagliati, specificati di solito nelle fasi finali delle trattative, per poi - solo tre settimane dopo - rifiutare del tutto. Potevano dire subito come stavano le cose", ha detto Isaykin. "Abbiamo investito molto nella campagna croata per la vendita dei MiG-29. Questa non era la prima offerta. Abbiamo offerto anche una nuova generazione con dei MiG-29M/M2, dotati di sistemi NATO compatibili. Abbiamo fornito più che un'offerta amichevole, perché la Croazia è un utente di lunga data di armi russe. La nostra offerta includeva il sostegno globale per la manutenzione tecnica, la formazione, i pezzi di ricambio, e soprattutto le armi, che nessun offerente occidentale ha offerto alla Croazia, insieme agli aerei. Inoltre, abbiamo presentato alcuni progetti di grande valore per rilanciare la produzione industriale della Croazia, dalla cantieristica navale ai tram, dall'energia fino all'edilizia, nel quadro di un "programma offset". Anche in questo settore non abbiamo ottenuto una dichiarazione chiara da parte croata - ha detto Isaykin, concludendo -. La Croazia si è comportata in modo passivo verso l'offerta russa".
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