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Pristina / Belgrado - Il procuratore europeo, Jonathan Ratel, ha incontrato, a Belgrado, il Pubblico Ministero serbo, al quale ha chiesto aiuto nel fornire prove alla Russia in merito ad eventuali sospetti di trapianti illeciti di organi all'interno…
Pristina / Belgrado - Il procuratore europeo, Jonathan Ratel, ha incontrato, a Belgrado, il Pubblico Ministero serbo, al quale ha chiesto aiuto nel fornire prove alla Russia in merito ad eventuali sospetti di trapianti illeciti di organi all'interno della Clinica “Medicus”, in Kosovo. Il Ministero della Giustizia della Serbia, ha stilato una lettera di garanzia da inviare a Mosca, garantendo la presenza di tre testimoni ed altre prove. L'avvocato Florim Vertopi, ha dichiarato che queste testimonianze sono inammissibili, dal momento che i due Paesi non riconoscono il Kosovo. Presso la Corte di Pristina, mercoledì 5 dicembre, si è tenuta la seduta relativa al caso, conosciuto come “Medicus”, dove gli imputati sono Lutfi Dervishi, Arben Dervishi, Ilir Rrecaj, Driton Jilta, Sokol Hajdini, Islam Bytyqi e Sylejman Dulla. Dal canto suo, il procuratore, Jonathan Ratel, ha informato la Corte in relazione alle affermazioni e alle prove materiali raccolte, grazie all'assistenza giudiziaria internazionale.<br />
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