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Tirana - La Corte di Giustizia egiziana ha chiesto alle autorità albanesi di svolgere un'inchiesta in merito alle proprietà dell'ex Presidente egiziano, Hosni Mubarak, di sua moglie Suzanne Saleh Sabet, dei loro due figli, come anche…
Tirana - La Corte di Giustizia egiziana ha chiesto alle autorità albanesi di svolgere un'inchiesta in merito alle proprietà dell'ex Presidente egiziano, Hosni Mubarak, di sua moglie Suzanne Saleh Sabet, dei loro due figli, come anche dei parenti, in seguito alle indagini avviatasi a Il Cairo, in quanto sospettati di corruzione e appropriazione indebita di beni. Prima di iniziare i controlli dei 70 nomi tra parenti, funzionari, collaboratori, ex Ministri dell'ex Presidente Mubarak, presenti nella lista con l'accusa di avere beni e conti bancari in Albania, l'unità della Task force si è rivolta alla Corte Penale con la richiesta per l'esecuzione della rogatoria. Solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione da parte del tribunale, il cui processo verrà esaminato dal giudice Altin Abdiu, la Procura di Tirana inizierà ad effettuare le procedure processuali in base alla rogatoria egiziana. Quest'ultima è stata inviata un mese fa anche ad altri Stati con lo stesso oggetto d'inchiesta ed è stata consegnata inizialmente al Ministero della Giustizia albanese che a sua volta ha trasmesso la domanda all'ufficio della Procura Generale, mentre il Pubblico ministero l'ha inviata all'unità della Task-force della capitale. Pertanto, il 31 ottobre, la rogatoria dalle autorità egiziane è stata presentata presso il tribunale di Tirana e presto verrà fissata una data per l'esame e l'esecuzione della stessa. Solo in seguito a questa decisione il Pubblico ministero darà il via libera alle azioni necessarie per verificare se le circa 70 persone, che figurano nella lista ,hanno o meno dei conti bancari o altre attività in Albania e se compaiono come proprietari, soci o azionisti. Esistono forti sospetti che l'ex Presidente dell'Egitto, nel periodo tra il 2000 ed il 2008, abbia allontanato dal Paese una somma pari a 57 miliardi di dollari, trasferita in seguito presso le banche svizzere o investita in beni immobili negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.
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