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NOTIZIE · OI-297181 · 26/10/2012 22:00:00 · 4985 g fa7 min lettura
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Falso Watergate o omissione professionale dei media

DiOsservatorio ItalianoSommario

Zagabria - Lo scandalo di spionaggio associato alla fuga di informazioni riservate delle indagini sulla criminalità organizzata sembra basarsi su una grande farsa mediatica, nei confronti della quale i media si sono resi complici. Nella rivelazione…

Zagabria - Lo scandalo di spionaggio associato alla fuga di informazioni riservate delle indagini sulla criminalit&agrave; organizzata sembra basarsi su una grande farsa mediatica, nei confronti della quale i media si sono resi complici. Nella rivelazione dello scandalo&nbsp;intitolato &quot;Watergate croato&quot;, il quotidiano&nbsp; Večernji list, ha trascurato&nbsp; le regole del giornalismo, ritiene Boris Pavelić, relatore del quotidiano Novi list. In un commento dal titolo &quot;Večernji corresponsabile&quot;, Pavelić rivela che la giornalista di&nbsp;Večernji list non ha nemmeno visto i documenti sui quali scriveva e sui quali &egrave; stato basato l&#39;intero scandalo. &quot;In un articolo pubblicato domenica 21 ottobre, &egrave; chiaro che lo scandalo si &egrave; intrecciato sulla base di relazioni che i giornalisti non hanno visto. Hanno creduto alle parole degli informatori. Ci&ograve; &egrave; consentito nel giornalismo, soprattutto se sono fonti vicine al Governo, come afferma il&nbsp; Večernji list, ma ciononostante la versione data sembra poco convincente. Non &egrave; detto che bisogna credere sempre alle fonti&quot;, scrive il commentatore del Novi list. Ricordiamo che la giornalista Ivana Toma, la quale ha firmato l&#39;articolo originale pubblicato domenica 21 ottobre, ha scritto: &quot;La polizia sotto la guida politica del Ministro, Ranko Ostojić, ha violato il sistema di raccolta di informazioni segrete e ha monitorato diverse persone della sfera dirigenziale delle Agenzie di sicurezza e intelligence (SOA), nonch&eacute; diverse persone chiave della societ&agrave; Agrokor&quot;. Tre giorni dopo, la stessa giornalista del Večernji ha dato un&#39;affermazione completamente opposta, affermando che &quot;lo scandalo che &egrave; scoppiato, &egrave; dovuto al fatto che la polizia ha redatto l&#39;elenco dei contatti telefonici dell&#39;ex capo&nbsp;dell&#39;Agenzie di sicurezza e intelligence, Josip&nbsp;Buljević. E&#39; stato possibile risalire al numero di Buljević, seguendo una&nbsp;serie di contatti che portavano fino ai gruppi appartenenti alla criminalit&agrave; organizzata&quot;.&nbsp; &quot;Un&#39;omissione cos&igrave; grave non pu&ograve; passare inosservata. Quello che il&nbsp;Večernji list, ha indicato come &#39;Watergate croato&#39; non &egrave; nient&#39;altro che una serie di omissioni professionali, che possono avere solo due ragioni: o rivela negligenza professionale e superficialit&agrave; del Večernji, che ha dovuto pubblicamente ammettere di aver fatto un errore di valutazione, o mette in risalto l&#39;intenzionalit&agrave; delle azioni.&nbsp;Ma il&nbsp;Večernji ha voluto continuare ad indagare e a controllare le informazioni. Se era realmente impegnato nell&#39;indagine, in breve tempo sarebbe venuto in possesso di vere informazioni&quot;, conclude Pavelić.&nbsp;Il Presidente della Repubblica della Croazia, Ivo Josipović, che ha letto la relazione dove presumibilmente &egrave; stato scritto che gli agenti di polizia dell&#39;USKOK hanno registrato illegalmente dei numeri telefonici, ha commentato le affermazioni del&nbsp; Večernji dicendo che il giornale aveva l&#39;opportunit&agrave; di leggere il presunto contenuto che non era presente nella relazione. &quot;Affermo responsabilmente, che tutte quelle storie e i nomi che vengono menzionati, non erano presenti nella relazione&quot;, ha detto&nbsp;Josipović. Quindi, il quotidiano&nbsp;Večernji list, ha&nbsp;agito superficialmente, in fretta, con fonti dubbie di fiducia. Fidandosi della parola di persone che non nascondono le motivazioni politiche e di interesse, a appoggiato questi informatori. Ha smesso di essere un media, ed &egrave; diventato uno strumento, della criminalit&agrave;, delle spie, di una parte del&#39;HDZ. Lo ha fatto per caso?&nbsp;Intenzionalmente? Chi indagher&agrave; sui ricercatori?&quot;, chiede&nbsp; Boris Pavelić, il commentatore del Novi list. <strong>Il caso mediatico</strong> L&#39;articolo sullo scandalo intitolato &quot;Watergate croato&quot; &egrave; stato pubblicato domenica 21 ottobre, dalla giornalista di Večernji list Ivana Toma. L&#39;articolo scrive &nbsp;che la polizia sotto la guida politica del Ministro Ranko Ostojić ha violato il sistema di raccolta di informazioni segrete e ha monitorato diverse persone dell&#39;Agenzia di sicurezza e intelligence, nonch&eacute; diverse persone chiave dalla societ&agrave; Agrokor. Lo stesso giorno, 21 ottobre, l&#39;HDZ ha chiesto una dichiarazione urgente del Presidente croato, Josipović &nbsp;e del Primo Ministro Milanović.&nbsp;&quot;Il controllo non autorizzato dei capi della comunit&agrave; dell&#39;intelligence, &egrave; violazione grave e senza precedenti, una violazione del sistema di sicurezza nazionale. Anche se sono state rilevate numerose speculazioni, a questo punto non &egrave; chiaro esattamente ci&ograve; che ha motivato quest&#39;atto inaccettabile e illegale, quindi non vogliamo che la presente situazione sia usata come una opportunit&agrave; per i calcoli giornalieri politici&quot;, scrive la nota del 21 ottobre, presentata dal partito HDZ, spiegando cos&igrave; il motivo per cui hanno deciso di rivolgersi al pubblico &quot;a causa delle numerose richieste dei media che il Presidente dell&#39;Unione democratica croata ha ricevuto&quot;. &nbsp; Successivamente, luned&igrave; 22 ottobre, il Presidente croato Josipović ha confermato per il quotidiano&nbsp;Večerni list di aver ricevuto la&nbsp;relazione&nbsp;dell&#39;Ufficio del Consiglio di sicurezza nazionale, relativa alla vigilanza sulla raccolta segreta dei dati. Il Presidente, tuttavia, non ha voluto dire se il controllo del Centro tecnico-operativo (OTC - Operativno-tehničkog centra za nadzor telekomunikacija) per la sorveglianza delle telecomunicazioni &nbsp;ha individuato la lista delle chiamate, come ha detto il Večernji List citando le diverse fonti a conoscenza del contenuto della relazione. Lo stesso giorno, sempre il 22 ottobre, il Presidente&nbsp;Josipović e il Primo Ministro Milanović, hanno informato che, dopo aver esaminato gli eventi sullo scandalo delle intercettazioni dei tabulati delle chiamate telefoniche, &egrave; emerso che non sono state violate le misure previste dalla legge per i poteri delle autorit&agrave; statali, in particolare per il Ministero degli Interni.&nbsp; Il Presidente ha inoltre aggiunto che sono necessari i cambiamenti del personale, per sviluppare un sistema in conformit&agrave; alla Costituzione e alla legge ordinaria, per poi applicare tutte le misure nella lotta alla criminalit&agrave; organizzata&quot;. In relazione a questi cambiamenti, &egrave; stato concordato il licenziamento del capo del Consiglio per la sicurezza nazionale, Petar Mi&scaron;ević, annunciando l&#39;imminente decisione della nomina di un nuovo capo ufficio. E&#39; interessante notare che alla domanda diretta e spesso ripetuta &quot;perch&eacute; &egrave; stato licenziato il capo del Consiglio per la sicurezza nazionale Petar Mi&scaron;ević&quot; &nbsp;n&eacute; il Presidente n&eacute; il Primo Ministro hanno dato risposta. Non hanno neanche chiaramente detto se la vigilanza dell&#39;OTC attuata dall&#39;Ufficio del Consiglio di sicurezza nazionale, ha evidenziato che &egrave; stato fatto un abuso degli elenchi di chiamate telefoniche, o ha avvertito qualunque altra irregolarit&agrave;. Josipović ha detto solo che non c&#39;&egrave; stata la vigilanza. Il 24 ottobre, il quotidiano&nbsp; Večerni list, pubblica l&#39;articolo firmato dalla giornalista&nbsp;Ivana Toma, &quot;Il trigger dello scandalo che &egrave; scoppiato &egrave; stato motivato dal fatto che la polizia ha redatto un elenco dei contatti telefonici dell&#39;ex capo dell&#39;Agenzie di sicurezza e intelligence, Josip Buljević. Sono arrivati al telefono di Buljević, seguendo una serie di contatti che portavano fino ai gruppi della criminalit&agrave; organizzata&quot;. Poi, sempre il&nbsp;Večerni list, ha pubblicato il 24 ottobre che il Ministro degli Interni, Ranko Ostojić, vive nell&#39;appartamento del&nbsp;magnate del media&nbsp;Ninoslav Pavić, il proprietario dell&#39;Europapress holding, che pubblica i giornali Jutarnji list, Globus, Glorija. Questa notizia &egrave; stato motivo del conflitto tra i due quotidiani croati pi&ugrave; letti&nbsp;Večernji list e Jutarnji list, per gli articoli sul &quot;Watergate croato&quot;.&nbsp;Come ha sottolineato Jutarnji&nbsp;list, Večernji list e Dnevnik 24 sata &nbsp;da domenica 21 ottobre, hanno attuato&nbsp;un&#39;azione&nbsp;compromettente &nbsp;allo scopo di licenziare il Primo Ministro e il Ministro degli Interni. &quot;Il presunto scandalo Watergate croato &nbsp;&egrave; considerato falso, non &egrave; stata svolta una intercettazione n&eacute; da parte del capo del servizio segreto n&eacute; della famiglia&nbsp;Todorić. &nbsp;Piuttosto, il Večernji ha ammesso un errore e comunica ai lettori che sono stati manipolati, cercando di inventare un nuovo scandalo per attirare l&#39;attenzione del proprio ruolo vergognoso &quot;, scrive Jutarnji. <strong>Il Comitato parlamentare discuter&agrave; luned&igrave; 29 ottobre lo scandalo Watergate&nbsp;</strong> Dopo che a met&agrave; di questa settimana il Comitato parlamentare per gli affari interni e della sicurezza nazionale, su richiesta del Presidente del Comitato, Miroslav Tuđman, ha ricevuto una relazione dall&#39;Ufficio del Consiglio per la sicurezza nazionale, che &nbsp;espone lo scandalo Watergate e la relazione del Centro tecnico-operativo, venerd&igrave; mattina 26 ottobre, presso la sede del Parlamento croato &egrave; giunto un poliziotto recante l&#39;ultima relazione del Ministero degli Interni.&nbsp;Tenuto conto del fatto che il Consiglio ha tutte le relazioni necessarie per indagare su questa vicenda, sulla quale i media e i politici hanno discusso per giorni, il Presidente del Comitato, Miroslav Tuđman, ha convocato una riunione per&nbsp;luned&igrave;&nbsp;29 ottobre, alle ore 13. All&#39;ordine del giorno proposto sar&agrave; discusso solo un tema: &quot;I rapporti dei media, &nbsp;l&#39;abuso del sistema della raccolta dei dati segreti, la discussione sulle segnalazioni ricevute con il &nbsp;&#39;Massimo segreto&#39; &quot;. Dopo tale sessione devono essere chiariti i fatti relativi a questa vicenda, che molti indicano come una diatriba tra i partiti.

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