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Zagabria - Lo scandalo di spionaggio associato alla fuga di informazioni riservate delle indagini sulla criminalità organizzata sembra basarsi su una grande farsa mediatica, nei confronti della quale i media si sono resi complici. Nella rivelazione…
Zagabria - Lo scandalo di spionaggio associato alla fuga di informazioni riservate delle indagini sulla criminalità organizzata sembra basarsi su una grande farsa mediatica, nei confronti della quale i media si sono resi complici. Nella rivelazione dello scandalo intitolato "Watergate croato", il quotidiano Večernji list, ha trascurato le regole del giornalismo, ritiene Boris Pavelić, relatore del quotidiano Novi list. In un commento dal titolo "Večernji corresponsabile", Pavelić rivela che la giornalista di Večernji list non ha nemmeno visto i documenti sui quali scriveva e sui quali è stato basato l'intero scandalo. "In un articolo pubblicato domenica 21 ottobre, è chiaro che lo scandalo si è intrecciato sulla base di relazioni che i giornalisti non hanno visto. Hanno creduto alle parole degli informatori. Ciò è consentito nel giornalismo, soprattutto se sono fonti vicine al Governo, come afferma il Večernji list, ma ciononostante la versione data sembra poco convincente. Non è detto che bisogna credere sempre alle fonti", scrive il commentatore del Novi list. Ricordiamo che la giornalista Ivana Toma, la quale ha firmato l'articolo originale pubblicato domenica 21 ottobre, ha scritto: "La polizia sotto la guida politica del Ministro, Ranko Ostojić, ha violato il sistema di raccolta di informazioni segrete e ha monitorato diverse persone della sfera dirigenziale delle Agenzie di sicurezza e intelligence (SOA), nonché diverse persone chiave della società Agrokor". Tre giorni dopo, la stessa giornalista del Večernji ha dato un'affermazione completamente opposta, affermando che "lo scandalo che è scoppiato, è dovuto al fatto che la polizia ha redatto l'elenco dei contatti telefonici dell'ex capo dell'Agenzie di sicurezza e intelligence, Josip Buljević. E' stato possibile risalire al numero di Buljević, seguendo una serie di contatti che portavano fino ai gruppi appartenenti alla criminalità organizzata". "Un'omissione così grave non può passare inosservata. Quello che il Večernji list, ha indicato come 'Watergate croato' non è nient'altro che una serie di omissioni professionali, che possono avere solo due ragioni: o rivela negligenza professionale e superficialità del Večernji, che ha dovuto pubblicamente ammettere di aver fatto un errore di valutazione, o mette in risalto l'intenzionalità delle azioni. Ma il Večernji ha voluto continuare ad indagare e a controllare le informazioni. Se era realmente impegnato nell'indagine, in breve tempo sarebbe venuto in possesso di vere informazioni", conclude Pavelić. Il Presidente della Repubblica della Croazia, Ivo Josipović, che ha letto la relazione dove presumibilmente è stato scritto che gli agenti di polizia dell'USKOK hanno registrato illegalmente dei numeri telefonici, ha commentato le affermazioni del Večernji dicendo che il giornale aveva l'opportunità di leggere il presunto contenuto che non era presente nella relazione. "Affermo responsabilmente, che tutte quelle storie e i nomi che vengono menzionati, non erano presenti nella relazione", ha detto Josipović. Quindi, il quotidiano Večernji list, ha agito superficialmente, in fretta, con fonti dubbie di fiducia. Fidandosi della parola di persone che non nascondono le motivazioni politiche e di interesse, a appoggiato questi informatori. Ha smesso di essere un media, ed è diventato uno strumento, della criminalità, delle spie, di una parte del'HDZ. Lo ha fatto per caso? Intenzionalmente? Chi indagherà sui ricercatori?", chiede Boris Pavelić, il commentatore del Novi list. <strong>Il caso mediatico</strong> L'articolo sullo scandalo intitolato "Watergate croato" è stato pubblicato domenica 21 ottobre, dalla giornalista di Večernji list Ivana Toma. L'articolo scrive che la polizia sotto la guida politica del Ministro Ranko Ostojić ha violato il sistema di raccolta di informazioni segrete e ha monitorato diverse persone dell'Agenzia di sicurezza e intelligence, nonché diverse persone chiave dalla società Agrokor. Lo stesso giorno, 21 ottobre, l'HDZ ha chiesto una dichiarazione urgente del Presidente croato, Josipović e del Primo Ministro Milanović. "Il controllo non autorizzato dei capi della comunità dell'intelligence, è violazione grave e senza precedenti, una violazione del sistema di sicurezza nazionale. Anche se sono state rilevate numerose speculazioni, a questo punto non è chiaro esattamente ciò che ha motivato quest'atto inaccettabile e illegale, quindi non vogliamo che la presente situazione sia usata come una opportunità per i calcoli giornalieri politici", scrive la nota del 21 ottobre, presentata dal partito HDZ, spiegando così il motivo per cui hanno deciso di rivolgersi al pubblico "a causa delle numerose richieste dei media che il Presidente dell'Unione democratica croata ha ricevuto". Successivamente, lunedì 22 ottobre, il Presidente croato Josipović ha confermato per il quotidiano Večerni list di aver ricevuto la relazione dell'Ufficio del Consiglio di sicurezza nazionale, relativa alla vigilanza sulla raccolta segreta dei dati. Il Presidente, tuttavia, non ha voluto dire se il controllo del Centro tecnico-operativo (OTC - Operativno-tehničkog centra za nadzor telekomunikacija) per la sorveglianza delle telecomunicazioni ha individuato la lista delle chiamate, come ha detto il Večernji List citando le diverse fonti a conoscenza del contenuto della relazione. Lo stesso giorno, sempre il 22 ottobre, il Presidente Josipović e il Primo Ministro Milanović, hanno informato che, dopo aver esaminato gli eventi sullo scandalo delle intercettazioni dei tabulati delle chiamate telefoniche, è emerso che non sono state violate le misure previste dalla legge per i poteri delle autorità statali, in particolare per il Ministero degli Interni. Il Presidente ha inoltre aggiunto che sono necessari i cambiamenti del personale, per sviluppare un sistema in conformità alla Costituzione e alla legge ordinaria, per poi applicare tutte le misure nella lotta alla criminalità organizzata". In relazione a questi cambiamenti, è stato concordato il licenziamento del capo del Consiglio per la sicurezza nazionale, Petar Mišević, annunciando l'imminente decisione della nomina di un nuovo capo ufficio. E' interessante notare che alla domanda diretta e spesso ripetuta "perché è stato licenziato il capo del Consiglio per la sicurezza nazionale Petar Mišević" né il Presidente né il Primo Ministro hanno dato risposta. Non hanno neanche chiaramente detto se la vigilanza dell'OTC attuata dall'Ufficio del Consiglio di sicurezza nazionale, ha evidenziato che è stato fatto un abuso degli elenchi di chiamate telefoniche, o ha avvertito qualunque altra irregolarità. Josipović ha detto solo che non c'è stata la vigilanza. Il 24 ottobre, il quotidiano Večerni list, pubblica l'articolo firmato dalla giornalista Ivana Toma, "Il trigger dello scandalo che è scoppiato è stato motivato dal fatto che la polizia ha redatto un elenco dei contatti telefonici dell'ex capo dell'Agenzie di sicurezza e intelligence, Josip Buljević. Sono arrivati al telefono di Buljević, seguendo una serie di contatti che portavano fino ai gruppi della criminalità organizzata". Poi, sempre il Večerni list, ha pubblicato il 24 ottobre che il Ministro degli Interni, Ranko Ostojić, vive nell'appartamento del magnate del media Ninoslav Pavić, il proprietario dell'Europapress holding, che pubblica i giornali Jutarnji list, Globus, Glorija. Questa notizia è stato motivo del conflitto tra i due quotidiani croati più letti Večernji list e Jutarnji list, per gli articoli sul "Watergate croato". Come ha sottolineato Jutarnji list, Večernji list e Dnevnik 24 sata da domenica 21 ottobre, hanno attuato un'azione compromettente allo scopo di licenziare il Primo Ministro e il Ministro degli Interni. "Il presunto scandalo Watergate croato è considerato falso, non è stata svolta una intercettazione né da parte del capo del servizio segreto né della famiglia Todorić. Piuttosto, il Večernji ha ammesso un errore e comunica ai lettori che sono stati manipolati, cercando di inventare un nuovo scandalo per attirare l'attenzione del proprio ruolo vergognoso ", scrive Jutarnji. <strong>Il Comitato parlamentare discuterà lunedì 29 ottobre lo scandalo Watergate </strong> Dopo che a metà di questa settimana il Comitato parlamentare per gli affari interni e della sicurezza nazionale, su richiesta del Presidente del Comitato, Miroslav Tuđman, ha ricevuto una relazione dall'Ufficio del Consiglio per la sicurezza nazionale, che espone lo scandalo Watergate e la relazione del Centro tecnico-operativo, venerdì mattina 26 ottobre, presso la sede del Parlamento croato è giunto un poliziotto recante l'ultima relazione del Ministero degli Interni. Tenuto conto del fatto che il Consiglio ha tutte le relazioni necessarie per indagare su questa vicenda, sulla quale i media e i politici hanno discusso per giorni, il Presidente del Comitato, Miroslav Tuđman, ha convocato una riunione per lunedì 29 ottobre, alle ore 13. All'ordine del giorno proposto sarà discusso solo un tema: "I rapporti dei media, l'abuso del sistema della raccolta dei dati segreti, la discussione sulle segnalazioni ricevute con il 'Massimo segreto' ". Dopo tale sessione devono essere chiariti i fatti relativi a questa vicenda, che molti indicano come una diatriba tra i partiti.
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