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Podgorica - Il movimento ecologico "Ozon" ha invitato il Governo montenegrino a dichiarare pubblicamente il suo atteggiamento ufficiale relativo all'annuncio delle costruzioni delle centrali idroelettriche sul fiume Drina, nel territorio della…
Podgorica - Il movimento ecologico "Ozon" ha invitato il Governo montenegrino a dichiarare pubblicamente il suo atteggiamento ufficiale relativo all'annuncio delle costruzioni delle centrali idroelettriche sul fiume Drina, nel territorio della Republika Srpska. Dalla Ozon affermano che si tratta di un progetto che gravita sulla zona di confine e che, come tale, dimostra che tale progetto ha un impatto transfrontaliero per quanto riguarda l'ambiente. Proprio per questo motivo, è necessario a loro parere assicurare il rispetto dei contratti internazionali sottoscritti nel settore ambientale e che permettono al pubblico interessato del Montenegro di partecipare alle discussioni pubbliche, che sono alla base della stima dell'impatto ambientale nel contesto transfrontaliero e della Convenzione di Arhusm, i cui firmatari sono entrambi i paesi", dichiara il direttore esecutivo di Ozon, Aleksandar Perovic. Secondo quanto riferisce Perovic, il Governo del Montenegro ha l'obbligo, al momento opportuno, di informare i cittadini sullo stato ecologico e su tutte le questioni importanti del settore ambientale e di permettere al pubblico interessato di partecipare alle decisioni relative al patrimonio pubblica, precisamente alle questioni ufficiali. L'ONG spera che il Governo, in concomitanza della stessa manifestazione:"Il giorno dell'Ecologia del Montenegro", avvisi i cittadini su tale evento e su cosa è stato fatto e cosa si prevede di fare, per ciò che concerne la costruzione delle centrali sul fiume Drina, e come tale piano assicuri la partecipazione del pubblico interessato alle discussioni pubbliche sulla stima dell'impatto ambientale. L'organizzazione non governativa "Green Home" dichiara che un anno fa la Bosnia non ha notificato al Montenegro l'inizio di tale progetto, come confermato a Vijesti dal Ministero dello Sviluppo sostenibile e del turismo, sottolineando che il Montenegro è stato invitato a partecipare alle pubbliche discussioni del progetto e sul suo impatto nelle zone protette del Montenegro, primo fra tutti il fiume Tara. Il direttore degli investimenti di Elektroprivreda RS, Zeljko Ratkovic, dichiara a "Radio Slobodna Evropa" che il Montenegro "anche se poteva, non ha fornito alcuna obiezione sullo studio dell'impatto sull'ambiente in relazione anche all'intenzione della RS di costruire nella zona protetta di confine la centrale idroelettrica sulla Drina". "In realtà,durante le discussioni pubbliche che sono state organizzate a Foca, da nessuno degli organi o delle istituzioni è giunta qualche obiezione, che affermasse che la costruzione delle centrali abbia un impatto sull'ambiente nel territorio del Montenegro", ha dichiarato Ratkovic. Ricordiamo che, all'inizio del 2005, l'Assemblea del Montenegro ha formulato una dichiarazione della tutela della Tara, tramite i voti dell'opposizione e della coalizione governativa dell'SDP, con la quale si vieta qualsiasi richiesta di concessione o progetto nella gola del fiume. Per intenzione della RS, si riapre dunque,il problema se nella zona protetta si debba costruire o no la centrale. Dopo ciò, il Montenegro ha rinunciato a partecipare al progetto nel comune di Buk Bijela, e laRS ha deciso di costruire una centrale più piccola nell'area di Drina. "La centrale idroelettrica prevista a Buk Bijela, non si trova nel territorio del Montenegro ma al confine con il Montenegro, precisamente a 8 chilometri. Questa centrale di bassa accumulazione, cioè 30 volte in meno rispetto a quello che era il piano per la grande centrale di Buk Bijela. In base all'informazione che tale centrale e la sua accumulazione non rientrano nel suo territorio, siamo arrivati a concludere che non c'è un impatto sull'ambiente del Montenegro nè sul territorio", ha dichiarato Ratkovic alla RSE.
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