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Belgrado - La Germania ha chiesto che la Serbia firmi un accordo vincolante per instaurare relazioni di buon vicinato prima dell'inizio dei negoziati con l'Unione Europea. La richiesta è stata presentata per la prima volta giovedì 13…
Belgrado - La Germania ha chiesto che la Serbia firmi un accordo vincolante per instaurare relazioni di buon vicinato prima dell'inizio dei negoziati con l'Unione Europea. La richiesta è stata presentata per la prima volta giovedì 13 settembre a Belgrado da Andreas Schokenhof, il capo del gruppo parlamentare del CDU Bundestag tedesco. Il portavoce di Angela Merkel ha spiegato che il nuovo accordo tra Belgrado e Pristina verrebbe siglato a conclusione dei negoziati di adesione. Anche se non si è mai parlato pubblicamente di questo accordo di buon vicinato così come della richiesta, Schokenhof ha riferito che non si tratta di una nuova condizione e che di questo erano al corrente i rappresentanti del precedente Governo e dell'opposizione di allora, che oggi si trova alla guida della Serbia. "Siamo consapevoli che si tratti di una questione delicata per la Serbia, ma proprio per questo è importante aprire su questo fin da subito un tavolo di confronto. In vista di un'adesione della Serbia devono essere chiarite le frontiere esterne della UE. Per questo ci aspettiamo che affinché la Germania prenda una decisione sull'inizio dei negoziati di adesione, la Serbia dimostri chiaramente la volontà a normalizzare giuridicamente i rapporti con il Kosovo", ha dettto Schokenhof. In questi giorni i capi di Stato stanno vagliando i messaggi giunti dai funzionari tedeschi, spiegano dal Governo della Serbia. Con la delegazione dei parlamentari tedeschi ha parlato il primo vice primo ministro Aleksandar Vucic, che non voleva direttamente commentare la nuova condizione del partito governativo tedesco. "Siamo pronti a continuare i negoziati con Pristina e ad adempiere gli obblighi presi dal Governo precedente", ha detto Vucic. Il capo della diplomazia Ivan Mrkic ha detto ai rappresentanti del CDU che i presupposti per l'apertura dei negoziati con l'UE dovrebbero essere chiari e precisi e non dovrebbe essere aggiunto ogni volta un nuovo requisito. "Siamo orientati all'adesione della UE e pronti a soddisfare i criteri previsti, includendo anche la realizzazione di tutti gli accordi previsti nel dialogo Belgrado-Pristina", ha detto Mrkic. <strong>Pareri degli analisti</strong> Ognjen Pribicevic, l'ex ambasciatore della Serbia a Berlino ha dichiarato al quotidiano Novosti che le nuove disposizione sulle "relazioni di buon vicinato" possono essere accolte solo in via ufficiosa, ma non devono essere presentate pubblicamente come una condizione vincolante. "Questo significa che la Serbia deve decidere tra l'adesione con la UE e la questione Kosovo. E' evidente che in questo caso si tratta di un'azione degli USA che operano attraverso la Germania. Il professore della Facoltà di Scienze politiche Predrag Simic ha detto che con le nuove condizioni poste dalla Germania è del tutto evidente che la futura adesione alla UE 'è molto lontana e molto incerta' ". "I tedeschi hanno riferito al nuovo Governo della Serbia che non devono illudersi riguardo a una prossima adesione alla UE e che la data per l'avvio dei negoziati potrebbe essere prorogata nel prossimo futuro, senza dover soddisfare un lungo elenco di richieste". L'ex capo del team di negoziazione della Serbia Borislav Stefanovic ha detto che "la gestione del problema Kosovo rappresenta un banco di prova dopo aver ottenuto chiare condizioni e che la nuova richiesta di firmare l'accordo di buon vicinato con Pristina rappresenta un aspetto particolarmente problematico". "Questo messaggio dovrebbe essere preso sul serio" ha detto Stefanovic. "E' certamente qualcosa a cui dobbiamo prestare attenzione e non ignorare, perché per la prima volta le condizioni sono state messe nero su bianco, sistematizzate, apertamente presentate al nostro pubblico in modo perentorio", ha detto Stefanovic. Questi ha ha aggiunto che l'atteggiamento della Germania viene preso come esempio anche da altri paesi occidentali. Riguardo al nuovo accordo di buon vicinato, non sono tardate ad arrivare anche le reazioni del Demokratska stranka Srbije (Partito Democratico della Serbia - DSS), il quale ritiene che si tratti di una nuova strategia dell'Occidente, che utilizza come pretesto il problema del Kosovo per prorogare ulteriormente l'adesione della Serbia alla UE. "E' un buon motivo affinché in Serbia venga avviato un dibattito serio e responsabile per scegliere se adottare la linea della neutralità politica o proseguire sulla strada dell'integrazione europea", ha detto il portavoce del DSS Petar Petkovic. "Il DSS ritiene sia più proficuo adottare la linea della neutralità politica: questa è la migliore risposta a un occidente che continua a porre sempre nuove condizioni". <strong>Le sette condizioni</strong> Oltre all'accordo di buon vicinato sono state poste altre sette condizioni per avviare i negoziati per l'adesione alla UE della Serbia. Queste sono l'eliminazione di 'strutture parallele' serbe nel nord del Kosovo, il progresso visibile nei negoziati con Pristina, ridurre l'influenza di Belgrado nei confronti dei serbi nel nord del Kosovo che collaborano con Eulex e Kfor, normalizzare i rapporti con il Kosovo e fornire chiarimenti in merito all'attacco all'ambasciata tedesca di Belgrado avvenuta nel febbraio 2008, dopo che la Germania aveva riconosciuto l'indipendenza del Kosovo. Durante la riunione di giovedì 13 settembre a Strasburgo il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla sicurezza e la politica estera, nella quale viene disposto un impegno ulteriore da parte dell'Unione Europea nel promuovere un miglioramento dei rapporti tra Belgrado e Pristina.
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