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Tirana - Dopo un incontro di oltre due ore a porte chiuse tra i deputati di PS e PD in seno alla Commissione sulla Sicurezza, il Ministro della Difesa, Arben Imami, ha dichiarato che consentirà che l’istituzione da lui guidata venga…
Tirana - Dopo un incontro di oltre due ore a porte chiuse tra i deputati di PS e PD in seno alla Commissione sulla Sicurezza, il Ministro della Difesa, Arben Imami, ha dichiarato che consentirà che l’istituzione da lui guidata venga indagata, ma solo da una commissione parlamentare. Il ministro fa così riferimento ai sospetti dell’opposizione riguardo a presunte intercettazioni irregolari e al traffico d’armi. Imami ha dichiarato che il Parlamento non può esercitare un controllo incondizionato sul Ministero e ha respinto le accuse relative ad intercettazioni irregolari, sulle quali creare una commissione. Prima di iniziare i lavori, i membri dell’organismo, secondo Imami, dovrebbero prestare giuramento per tenere segreto quanto emerso nelle sedute. Davanti ai media Imami ha respinto le accuse dell’opposizione riguardanti il traffico d’armi e le intercettazioni eseguite nei confronti di esponenti dell’opposizione e diplomatici esteri. "Niente tutto ciò corrisponde al vero - ha detto Imami, ripetendo per l`ennesima volta che il Ministero della Difesa vende armi, ma non le traffica -. Tuttavia, vi sono diversi elementi legati alla confidenzialità e al segreto. E’ quindi opportuno creare una commissione con persone affidabili che giurino di non diffondere queste notizie. La stessa commissione deve produrre una dichiarazione congiunta. Sono interessato alla creazione di una commissione, la bozza è pronta: si appurerà che noi non lavoriamo per intercettare i nostri oppositori o altri politici, ma lottiamo contro il terrorismo a fianco dell’esercito della NATO. Non abbiamo le capacità tecniche di intercettare funzionari e diplomatici. Non siamo nel periodo del Patto di Varsavia: anche queste accuse si riveleranno infondate". "Non esiste alcun traffico, io relaziono al Parlamento ogni tre mesi riguardo a tutte le vendite nei dettagli. Relaziono anche al Primo Ministro - ha sottolineato Imami -. La vendita di armi non e` traffico. Si tratta di un’operazione necessaria: o si vendono o si distruggono a un costo superiore". In seguito alle forti accuse mediatiche, non era inattesa la tensione e l’acceso dibattito durante la riunione della Commissione sulla Sicurezza. I toni alti e le parole forti sono cominciati dopo che i deputati dell’opposizione avevano chiesto spiegazioni riguardo al divieto di eseguire controlli all’interno del ministero della Difesa. In nome della maggioranza il deputato del gruppo democratico Astrit Potozi ha riferito che la commissione sulla sicurezza non aveva votato per un controllo al ministero ma solo per la creazione di gruppi di lavoro. L’opposizione ritiene l’esistenza di casi di corruzione al ministero della Difesa riguardanti il commercio di armi, oltre che di intercettazioni illecite. Mentre il deputato di PS, Ilir Gjoni ha sottolineato che l’opposizione è riuscita ad imporre la richiesta di un controllo al Ministero della Difesa e che ora proprio il ministero sta tornando sui suoi passi per evitare un controllo.<br />
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