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Podgorica - E' stata approvata dall'Assemblea parlamentare, grazie ai voti della coalizione governativa e dei partiti albanesi, la legge sulla grazia, che prevede che il Presidente del Montenegro nel concedere la grazia non venga limitato…
Podgorica - E' stata approvata dall'Assemblea parlamentare, grazie ai voti della coalizione governativa e dei partiti albanesi, la legge sulla grazia, che prevede che il Presidente del Montenegro nel concedere la grazia non venga limitato dall'opinione del Ministero della Giustizia e del Tribunale. Il partito nazionale socialdemocratico (SNP) di è astenuto, mentre contro questa legge hanno votato i deputati del PzP (Movimento per il rinnovamento). Il Ministero della Giustizia ha accettato l'emendamento di Ervin Spahic (SDP - Partito Socialdemocrtico) che chiedeva che il Presidente, nel corso del processo di elaborazione della decisione sulla grazia possa consultarsi con il Ministero della Giustizia, anche se non prescritto. L'emendamento proposta da NOVA, secondo cui il Presidente non possa dare la grazia contro la volontà dell'accusato, è stata rifiutata da NOVA, affermando che senza questo emendamento la volontà del Presidente si antepone a quella dell'accusato che, avendo capito la gravità del reato che ha fatto, non vuole che gli sia data la grazia. D'altra parte, il presidente dell'Assemblea, Ranko Krivokapic, afferma che questo emendamento non è accettabile, perché il Presidente non darà la grazia senza aver studiato bene il caso. Il PzP ha chiesto al Presidente di non accettare una legge che dia la possibilità di decidere sulla grazia senza consultare l'opinione del Ministero della Giustizia. Nella stessa seduta, viene approvata la legge sull'amnistia dei condannati per i crimini di diffamazione, proposta dall'SDP, la legge sulla consulenza giuridica, in attuazione della quale il Presidente del Consiglio di Giustizia deve presentare la relazione sui lavori del Parlamento almeno una volta all'anno. Adottate anche le leggi sui pagamenti, quella sulla gestione dei beni sequestrati e quella sulla diffusione radiofonica digitale.
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