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Zagabria - Neanche il recente aumento dei prezzi dell'energia ha prodotto una tregua delle azioni distributori di gas in Croazia, che continuano a lottare a causa della bassa redditività delle loro operazioni, ma anche per la manutenzione della…
Zagabria - Neanche il recente aumento dei prezzi dell'energia ha prodotto una tregua delle azioni distributori di gas in Croazia, che continuano a lottare a causa della bassa redditività delle loro operazioni, ma anche per la manutenzione della rete, che è un problema particolarmente acuto per quasi tutte le aziende che si occupano della distribuzione di gas ai piccoli e medi consumatori.<br /> Tra questi è la "Prvo plinarsko društvo" (PPD) di Vukovar, distributore e fornitore di gas nella zona di concessione della Contea di Vukovar-Srijem. La PPD, a partire dal 2010, è partner della società tedesca "E.ON Ruhrgas", mentre da giugno dello scorso anno è anche importatore di gas naturale. Il direttore della PPD, Pavao Vujnovac, sostiene che le condizioni in cui operano i distributori di gas in Croazia sono sempre più difficili, perché neanche l'ultimo aumento di circa 20 kune del canone fisso di distribuzione ha portato a una tregua delle operazioni. "I distributori che hanno deciso di correre il rischio, cioè di investire fondi propri nello sviluppo della rete, con la tariffa attuale non coprono i costi di tali investimenti, creando così delle perdite a lungo termine. Il sistema tariffario attuale garantisce appena la sopravvivenza della distribuzione del gas e la copertura dei costi operativi di base, il che rende del tutto impossibile gli investimenti nello sviluppo delle società e della rete. Questa situazione è abbastanza demotivante per qualsiasi investitore serio, a maggior ragione per quelli stranieri, che non decideranno facilmente di entrare nel mercato se sono a conoscenza del fatto che nessuno può garantire loro un ritorno degli investimenti né tantomeno un profitto", ha osservato Vujnovac in un'intervista per il portale "Busines".<br /> Egli ha inoltre sottolineato che i distributori hanno praticamente smesso di investire nella rete del gas perché i problemi del mercato ricadono interamente sulle loro spalle, e si tratta di problemi legati al settore delle costruzioni, al declino degli standard industriali, e alla riduzione del consumo di gas. Vujnovac ha tuttavia elogiato gli sforzi del nuovo team creato presso il Ministero dell'economia che accetta la cooperazione con i professionisti, ma ha osservato che la normativa è complicata e richiede ingenti investimenti; inoltre – ha aggiunto - la strategia del gas viene adottata con una legge separata, inviando così ai potenziali investitori un messaggio che fa apparire la Croazia un paese con un mercato instabile, che regola di continuo ciò che è già stato regolato. "Il Ministero dell'economia dovrebbe adottare delle linee guida relative alla regolamentazione dei prezzi del gas e al sistema tariffario per il trasporto del gas, così come alla regolamentazione dei prezzi del gas per l'industria. Le linee guida sono necessarie sia per i grossisti che per tutti i distributori e i fornitori di gas. Una volta elaborato, il regolamento non dovrebbe essere sottoposto a cambiamenti per almeno un anno, e questo per assicurare la sicurezza agli attori del mercato. Infatti, le frequenti modifiche apportate ai regolamenti per tenere sotto controllo i prezzi non fanno che scoraggiare i grossisti dall'entrare nel mercato croato", ha detto Vujnovac. A suo parere, la decisione, presa nel 2011, di congelare i prezzi del gas per l'industria a 2,13 HRK/m3 ha mostrato chiaramente che in Croazia non si può contare sulla sicurezza delle operazioni e su un normale funzionamento del mercato.<br />
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