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Zagabria - Gli imputati nel 'caso Fimi Media' che non hanno raggiunto un accordo con l'Ufficio per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata (USKOK), martedì mattina 20 marzo si sono presentati un'altra volta …
Zagabria - Gli imputati nel 'caso Fimi Media' che non hanno raggiunto un accordo con l'Ufficio per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata (USKOK), martedì mattina 20 marzo si sono presentati un'altra volta all'udienza preliminare, dinanzi al Tribunale della Contea di Zagabria.<br /> Per gli inquirenti non c'è più alcun dubbio: Mladen Barišić, Nevenka Jurak e Branka Pavošević hanno ammesso la loro colpevolezza. Tuttavia, non hanno raggiunto un accordo con l'USKOK, ma tramite il processo giudiziario cercheranno di diminuire la pena. "Devo dire che non abbiamo raggiunto nessun accordo - ha affermato l'avvocato Ante Madunić - ma non possiamo rinunciare alla difesa, in quanto l'accusa non è vera e questa è la nostra più importante attenuante. Quindi - continua l'avvocato - non possiamo permetterci nessun errore, in questa fase del processo". La colpa per l'estorsione di denaro dalle imprese pubbliche e dalle istituzioni non è ancora stata ammessa da Ivo Sanader e da Ratko Maček. "Alcuni ammettono di essere colpevoli e di aver commesso il reato, precisando però 'Sanader mi ha detto di farlo'. In questo processo dimostreremo che non è stato così. Questo film non lo vedrete sicuramente", ha detto l'ex Primo Ministro croato. Anche l'HDZ respinge le accuse che gli vengono mosse, affermando che, secondo lo statuto, la gestione dei conti del partito non è una responsabilità esclusiva del Presidente, ma di tutta la Presidenza. "L'HDZ non può, come afferma, essere penalmente responsabile", ha detto il rappresentante dell'HDZ Damir Sesvečan. Ricordiamo che i due imputati, Anita Lončar Papeš e Bojan Dimić, le cui imprese hanno prelevato denaro dalle istituzioni e dalle società statali dai fondi neri dell'HDZ, si sono dichiarati colpevoli e sulla base dell'accordo con l'USKOK sono stati condannati a 11 mesi, ovvero a 6 mesi di carcere e a un rimborso totale di 3,8 milioni di kune allo Stato.
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