Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Zagabria- I pozzi dell'INA in Siria, giacimenti di petrolio e gas del valore di diversi miliardi di dollari, saranno acquisiti dal gigante russo Gazprom. Lo ha dichiarato per il quotidiano "Večernji list" il presidente dell'Associazione…
Zagabria- I pozzi dell'INA in Siria, giacimenti di petrolio e gas del valore di diversi miliardi di dollari, saranno acquisiti dal gigante russo Gazprom. Lo ha dichiarato per il quotidiano "Večernji list" il presidente dell'Associazione della Camera di Commercio della Siria nonché consigliere del Ministro dell'economia, Mohamed Al-Kshto. D'altro canto, dall'INA affermano di non essere stati informati circa l'acquisto dei propri giacimenti da parte della Gazprom, ragion per cui non possono esprimersi ulteriormente sulla questione. Tuttavia, che l'INA abbia dei problemi e che i suoi interessi imprenditoriali in Siria siano messi a repentaglio, lo ha confermato per il quotidiano "Večernji list" anche il Ministro del Petrolio della Siria, Sufian Al-Alaw.<br /> <strong>Russi e serbi al posto di INA e società europee</strong><br /> "La Siria non ha subito nessuna conseguenza dopo che le più grandi società mondiali hanno lasciato il paese a causa delle sanzioni UE. Queste società infatti risultano perdenti perché la concorrenza nel paese è ancora alta. Quando la Shell, la Total e l'INA se ne sono andate, al loro posto sono arrivate la società petrolifera cinese CNPC, la russa Tatneft, la rumena SNP Petrom e la serba NIS, le quali erano disposte a continuare a lavorare nei nostri giacimenti petroliferi", ha confermato Sufiyan, contraddicendo così i titoli dei giornali che parlavano del ritiro dalla Siria delle società europee così come della russa Tatneft.<br /> Alla domanda del quotidiano "Večernji list" di commentare le affermazioni di Sufiyan sulla violazione delle sanzioni da parte della società romena, l'INA ha detto che non essere al corrente di tali affermazioni. Tuttavia, ha ricordato che i “contratti sulla divisione della produzione stipulati dall'INA con la Siria hanno forza di legge in quel paese e definiscono con precisione in che modo e secondo quale procedura un contratto può essere sciolto o trasferito. Pertanto, queste accuse sono ritenute infondate. Inoltre – affermano dall'INA - sottolineiamo che il nostro ufficio a Damasco è ancora aperto, e che la società continua a proteggere attivamente i propri interessi in Siria, sperando in una prossima risoluzione delle circostanze che hanno portato a uno stato di forza maggiore, per poter così riprendere lo svolgimento delle proprie attività. Quanto a quesate ultime, esse sono coordinate a livello imprenditoriale e giuridico con le altre compagnie petrolifere internazionali presenti in Siria".<br /> "Non è un segreto che a Damasco vi sia un solo dipendente dell'INA, il capo del ramo siriano Željko Mlinarić", ha detto il console onorario croato in Siria, Nisan Kusaba. Questi sospetta che i giacimenti di petrolio croati possano essere facilmente trasmessi ad altre società.<br /> "L'INA ha parlato di una “forza maggiore", ma questo non significa che perderà automaticamente i propri giacimenti. Se così fosse, infatti, anche la parte siriana agirebbe in modo illegale. Tuttavia, il ritorno sarà difficile", ha detto Kusaba, ribadendo il fatto che l'INA in Siria è registrata come una società elusivamente croata, a prescindere dalla quota di proprietà della MOL.<br /> <strong>Nessun commento dalla Shell</strong><br /> Di tutte le società sopra menzionate, solo la Shell ha risposto con le parole "non commentiamo" alla domanda del quotidiano "Večernji list" se i suoi lavoratori sono ancora presenti nei giacimenti siriani. D'altra parte, nemmeno la romena SNP Petrom ha voluto rispondere alla domanda sulla violazione delle sanzioni UE.<br /> Lo sviluppo della situazione in Siria è incerto e le elezioni indette per il 7 maggio potrebbero portare a un aumento delle tensioni.<br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.