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NOTIZIE · OI-290634 · 19/03/2012 18:00:00 · 5205 g fa3 min lettura
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I giacimenti di petrolio dell'INA venduti alla russa Gazprom

DiOsservatorio ItalianoSommario

Zagabria- I pozzi dell'INA in Siria, giacimenti di petrolio e gas del valore di diversi miliardi di dollari, saranno acquisiti dal gigante russo Gazprom. Lo ha dichiarato per il quotidiano "Večernji list" il presidente dell'Associazione…

Zagabria- I pozzi dell&#39;INA in Siria, giacimenti di petrolio e gas del valore di diversi miliardi di dollari, saranno acquisiti dal gigante russo Gazprom. Lo ha dichiarato per il quotidiano &quot;Večernji list&quot; il presidente dell&#39;Associazione della Camera di Commercio della Siria nonch&eacute; consigliere del Ministro dell&#39;economia, Mohamed Al-Kshto. D&#39;altro canto, dall&#39;INA affermano di non essere stati informati circa l&#39;acquisto dei propri giacimenti da parte della Gazprom, ragion per cui non possono esprimersi ulteriormente sulla questione. Tuttavia, che l&#39;INA abbia dei problemi e che i suoi interessi imprenditoriali in Siria siano messi a repentaglio, lo ha confermato per il quotidiano&nbsp;&quot;Večernji list&quot; anche il Ministro del Petrolio della Siria,&nbsp;Sufian Al-Alaw.<br /> <strong>Russi e serbi&nbsp;al posto di INA e societ&agrave; europee</strong><br /> &quot;La Siria non ha subito nessuna conseguenza dopo che le pi&ugrave; grandi societ&agrave; mondiali hanno lasciato il paese a causa delle sanzioni UE. Queste societ&agrave; infatti risultano perdenti perch&eacute; la concorrenza nel paese &egrave; ancora alta. Quando la Shell, la Total e l&#39;INA se ne sono andate, al loro posto sono arrivate la societ&agrave; petrolifera cinese CNPC, la russa Tatneft, la rumena SNP Petrom e la serba NIS, le quali erano disposte a continuare a lavorare nei nostri giacimenti petroliferi&quot;, ha confermato Sufiyan, contraddicendo cos&igrave; i titoli dei giornali che parlavano del ritiro dalla Siria delle societ&agrave; europee cos&igrave; come della russa Tatneft.<br /> Alla domanda del quotidiano&nbsp;&quot;Večernji list&quot; di commentare le affermazioni di Sufiyan sulla violazione delle sanzioni da parte della societ&agrave; romena, l&#39;INA ha detto che non essere al corrente di tali affermazioni. Tuttavia, ha ricordato che i &ldquo;contratti sulla divisione della produzione stipulati dall&#39;INA con la Siria hanno&nbsp;forza di legge in quel paese e definiscono con precisione in che modo e secondo quale procedura un contratto pu&ograve; essere sciolto o trasferito. Pertanto, queste accuse sono ritenute infondate. Inoltre &ndash; affermano dall&#39;INA - sottolineiamo che il nostro ufficio a Damasco &egrave; ancora aperto, e che la societ&agrave; continua a proteggere attivamente i propri interessi in Siria, sperando in una prossima risoluzione delle circostanze che hanno portato a uno stato di forza maggiore, per poter cos&igrave; riprendere lo svolgimento delle proprie attivit&agrave;. Quanto a quesate ultime, esse sono coordinate a livello imprenditoriale e giuridico con le altre compagnie petrolifere internazionali presenti in Siria&quot;.<br /> &quot;Non &egrave; un segreto che a Damasco vi sia un solo dipendente dell&#39;INA, il capo del ramo siriano Željko Mlinarić&quot;, ha detto il console onorario croato in Siria, Nisan Kusaba. Questi sospetta che i giacimenti di petrolio croati possano essere facilmente trasmessi ad altre societ&agrave;.<br /> &quot;L&#39;INA ha parlato di una &ldquo;forza maggiore&quot;, ma questo non significa che perder&agrave; automaticamente i propri giacimenti. Se cos&igrave; fosse, infatti, anche la parte siriana agirebbe in modo illegale. Tuttavia, il ritorno sar&agrave; difficile&quot;, ha detto Kusaba, ribadendo il fatto che l&#39;INA in Siria &egrave; registrata come una societ&agrave; elusivamente croata, a prescindere dalla quota di propriet&agrave; della MOL.<br /> <strong>Nessun commento dalla Shell</strong><br /> Di tutte le societ&agrave; sopra menzionate, solo la Shell ha risposto con le parole &quot;non commentiamo&quot; alla domanda del quotidiano&nbsp;&quot;Večernji list&quot; se i suoi lavoratori sono ancora presenti nei giacimenti siriani. D&#39;altra parte, nemmeno la romena SNP Petrom ha voluto rispondere alla domanda sulla violazione delle sanzioni UE.<br /> Lo sviluppo della situazione in Siria &egrave; incerto e le elezioni indette per il 7 maggio potrebbero portare a un aumento delle tensioni.<br /> &nbsp;

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Altri luoghi citati (non mappati): Damasko · Zagabria
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