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Jahorina - Una collaborazione più intensa tra BIH, Croazia e Serbia nei processi dei crimini di guerra sarà la proposta del Presidente croato Ivo Josipović, all'incontro trilaterale che si tiene a Jahorina, accanto al Presidente serbo Boris…
Jahorina - Una collaborazione più intensa tra BIH, Croazia e Serbia nei processi dei crimini di guerra sarà la proposta del Presidente croato Ivo Josipović, all'incontro trilaterale che si tiene a Jahorina, accanto al Presidente serbo Boris Tadic e il membro bosniaco della Presidente della BiH Bakir Izetbegovic. La proposta di Josipovic prevede l'assegnazione della giurisdizione ai Tribunali degli Stati in cui risiedono gli accusati. In tal modo, a suo parere, si eviterebbero casi come quello di Purda, come stimato dal consigliere di Josipović per l'Europa Sudorientale, Romana Volahutin. Il Presidente del Comitato dei Cittadini per i diritti umani, Zoran Pusić, sosterrà questa iniziativa, con un emendamento serio, affinchè i processi giudiziari non diventino delle farse. "Non si può permettere che i processi diventino personali. Nel caso in cui questo accada, dobbiamo informare la procura nazionale ed internazionale", ha detto Pusić. La cooperazione tra la Procura di Croazia e Serbia, si è complicata quando è stato arrestato Tihomir Purdah al confine tra BIH e la Croazia, sulla base di un mandato di arresto della Serbia. Il Parlamento croato, il 21 ottobre, ha approvato una legge che ha dichiarato queste accuse come non valide. Il Presidente della Croazia , Ivo Josipović, ha chiesto intanto la revisione della costituzionalità di questa legge. La riunione che si terrà a Jahorina rientra nell'ambito del processo iniziato con la riunione del luglio 2011 a Brioni. La Presidenza della BIH ha proposto i temi della discussione: attività nella lotta contro la criminalità organizzata, la possibilità delle candidatura comuni per le manifestazioni sportive, la richiesta comune per i fondi dell'UE per la cooperazione transfrontaliera, le preparazioni per il cambio del regime di frontiera dopo l'ingresso della Croazia nell'UE e la possibilità di rappresentanza reciproca nelle questioni consolari nei Paesi terzi.
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