decisi a bloccare la Serbia
Pristina – Si è protratta per tutta la giornata di domenica la manifestazione del movimento Vetevendosje lungo le strade nazionali che portano ai valichi di confine di Merdare e Dheu i Bardhe, volta a rivendicare l’attuazione di misure di reciprocità verso la Serbia e a bloccare tutte le merci che entrano in Kosovo. La protesta si è svolta pacificamente, senza alcun ostacolo da parte della Polizia.
I manifestanti sono rimasti lontani dai punto di frontiera, ma sono riusciti a bloccare il passaggio di qualche camion serbo che cercava di entrare, come riportano i media kosovari. Come nella protesta del 14 gennaio, gli attivisti dell’Albania hanno incontrato degli ostacoli al valico di confine di Morina, dove sono stati bloccati per circa 7 ore.
La polizia ha messo delle barriere e si è posizionata dinanzi ai manifestanti senza autorizzare il passaggio oltre la linea rossa tracciata, mentre l’unita speciale si è posizionata a 100 metri più lontano.
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Grazie all`intervento dell’Ombundsman del Kosovo, Sami Kurteshi, gli attivisti provenienti dall’Albania sono stati autorizzati a fare il proprio ingresso nel Paese ed unirsi alla protesta di Vetevendosje. Presenti cittadini provenienti dalla Fyr Macedonia.
Molti i media che hanno seguito e trasmesso non-stop la grande protesta guidata dai deputati di Vetevendosje Glauk Konjufca, Visar Ymeri e Liburn Aliu, Rexhep Selimi, Shpend Ahmeti nonché Albin Kurti. La protesta è stata osservata da vicino dall’ex ambasciatore OSCE in Kosovo, William Walker. “Sono qui giunto per assistere alle proteste, per vedere la reazione della polizia verso i manifestanti.
Ho visto i rapporti sulle proteste della scorsa settimana, in cui si dice che il Governo ha agito in modo proporzionale, ma Amnesty International e alcune ONG hanno diversi pareri in merito", ha detto Walker, osservatore come 12 anni fa. Gli attivisti hanno espresso l’intenzione di proseguire la protesta pacifica anche nelle tarde ore della notte, con un minor numero di persone, protraendosi sino alle ore 22.
Alla domanda su quando avrà fine la protesta, Albin Kurti ha detto "la reciprocità non ha termine. Noi continueremo, faremo pressioni per bloccare l`entrata delle merci serbe in Kosovo"."Continueremo anche nei giorni successivi, fino a quando il Governo del Kosovo non dirà 'ora faro uno stato degno, difenderò la repubblica'.
Il confine con la Serbia è internazionale, la Serbia è uno stato nemico ed impediremo un intervento e il suo avanzare", ha detto Kurti. Ha inoltre ringraziato i cittadini per l`aiuto dato con legna alimenti e manifestanti.
Durante la giornata, il leader Kurti ha parlato anche di due incontri segreti che secondo lui il Primo Ministro Hashim Thaci ha avuto con il Presidente serbo, Boris Tadic.<br /> Questa è la seconda protesta che Vetevendosje ha tenuto lungo i due valichi di confine con la Serbia, e giunge a seguito dell`approvazione della mozione di venerdì in seno al Parlamento, che fa appello al rispetto degli accordi con la Serbia, raggiunti nel quadro del dialogo a Bruxelles. Questa mozione è stata presentata su iniziativa del gruppo parlamentare del PDK, respingendo quella di Vetevendosje del 7 dicembre, che chiedeva il rispetto della reciprocità economica, politica e commerciale con la Serbia.
Misure di reciprocità sono state decise dallo stesso governo del Kosovo nel mese di luglio, da imporre in autunno, dopo gli accordi raggiunti a Bruxelles. Il leader del movimento Vetevendosje, Albin Kurti, ha detto che la protesta di domenica mira la difesa della Repubblica del Kosovo e della produzione nazionale.<br />