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decisi a bloccare la Serbia

Pristina – Si è protratta per tutta la giornata di domenica la manifestazione del movimento Vetevendosje lungo le strade nazionali che portano ai valichi di confine di Merdare e Dheu i Bardhe, volta a rivendicare l’attuazione di misure di reciprocità verso la Serbia e a bloccare tutte le merci che entrano in Kosovo. La protesta si è svolta pacificamente, senza alcun ostacolo da parte della Polizia.

Osservatorio Italiano · · Aggiornato il · OI-288684 · 3 min di lettura

OsservatorioItalianoLa cibernetica dell’informazione

I manifestanti sono rimasti lontani dai punto di frontiera, ma sono riusciti a bloccare il passaggio di qualche camion serbo che cercava di entrare, come riportano i media kosovari. Come nella protesta del 14 gennaio, gli attivisti dell’Albania hanno incontrato degli ostacoli al valico di confine di Morina, dove sono stati bloccati per circa 7 ore.

La polizia ha messo delle barriere e si è posizionata dinanzi ai manifestanti senza autorizzare il passaggio oltre la linea rossa tracciata, mentre l’unita speciale si è posizionata a 100 metri più lontano. 

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Grazie all`intervento dell&rsquo;Ombundsman del Kosovo, Sami Kurteshi, gli attivisti provenienti dall&rsquo;Albania sono stati autorizzati a fare il proprio ingresso nel Paese ed unirsi alla protesta di Vetevendosje. Presenti cittadini provenienti dalla Fyr Macedonia.

Molti i media che hanno seguito e trasmesso non-stop la grande protesta guidata dai deputati di Vetevendosje Glauk Konjufca, Visar Ymeri e Liburn Aliu, Rexhep Selimi, Shpend Ahmeti nonch&eacute; Albin Kurti. La protesta &egrave; stata osservata da vicino dall&rsquo;ex ambasciatore OSCE in Kosovo, William Walker. &ldquo;Sono qui giunto per assistere alle proteste, per vedere la reazione della polizia verso i manifestanti.

Ho visto i rapporti sulle proteste della scorsa settimana, in cui si dice che il Governo ha agito in modo proporzionale, ma Amnesty International e alcune ONG hanno diversi pareri in merito&quot;, ha detto Walker, osservatore come 12 anni fa.&nbsp;Gli attivisti hanno espresso l&rsquo;intenzione di proseguire la protesta pacifica anche nelle tarde ore della notte, con un minor numero di persone, protraendosi sino alle ore 22.

Alla domanda su quando avr&agrave; fine la protesta, Albin Kurti ha detto &quot;la reciprocit&agrave; non ha termine. Noi continueremo, faremo pressioni per bloccare l`entrata delle merci serbe in Kosovo&quot;.&quot;Continueremo anche nei giorni successivi, fino a quando il Governo del Kosovo non dir&agrave; &#39;ora faro uno stato degno, difender&ograve; la repubblica&#39;.

Il confine con la Serbia &egrave; internazionale, la Serbia &egrave; uno stato nemico ed impediremo un intervento e il suo avanzare&quot;, ha detto Kurti. Ha inoltre ringraziato i cittadini per l`aiuto dato con legna alimenti e manifestanti.

Durante la giornata, il leader Kurti ha parlato anche di due incontri segreti che secondo lui il Primo Ministro Hashim Thaci ha avuto con il Presidente serbo, Boris Tadic.<br /> Questa &egrave; la seconda protesta che Vetevendosje ha tenuto lungo i due valichi di confine con la Serbia, e giunge a seguito dell`approvazione della mozione di venerd&igrave; in seno al Parlamento, che fa appello al rispetto degli accordi con la Serbia, raggiunti nel quadro del dialogo a Bruxelles. Questa mozione &egrave; stata presentata su iniziativa del gruppo parlamentare del PDK, respingendo quella di Vetevendosje del 7 dicembre, che chiedeva il rispetto della reciprocit&agrave; economica, politica e commerciale con la Serbia.

Misure di reciprocit&agrave; sono state decise dallo stesso governo del Kosovo nel mese di luglio, da imporre in autunno, dopo gli accordi raggiunti a Bruxelles. Il leader del movimento Vetevendosje, Albin Kurti, ha detto che la protesta di domenica mira la difesa della Repubblica del Kosovo e della produzione nazionale.<br /> &nbsp;

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