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Belgrado - Il Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, ha dichiarato oggi che le porte dell'Europa sono aperte per la Serbia, mentre resta in desiderio che sia apportato un miglioramento alle relazioni tra Belgrado e Pristina nonché…
Belgrado - Il Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, ha dichiarato oggi che le porte dell'Europa sono aperte per la Serbia, mentre resta in desiderio che sia apportato un miglioramento alle relazioni tra Belgrado e Pristina nonché l'implementazione di soluzioni concordate nei colloqui fino ad ora. "I prossimi passi sono chiari: un paio di settimane lo status di candidato, e per alcuni mesi iniziare i negoziati per l'adesione. Per far questo l'UE vuole solo il miglioramento delle relazioni con il Kosovo e Metohija", ha detto Buzek alla conferenza stampa congiunta con il Presidente del Parlamento serbo Slavica Djukic-Dejanovic. Buzek ammette che fare questo passo non è facile, ma le due parti dovrebbero prendere spunto dalle esperienze degli altri paesi dell'UE, come il caso della riconciliazione tra Polonia e la Germania dopo la Seconda guerra mondiale. Afferma inoltre che non si aspetta dalla Serbia il soddisfacimento di tutte le condizioni in soli alcuni mesi, ma che cominci a porre in essere qualcuno dei punti concordato nel dialogo con Pristina. "Sono stati discussi quattro punti, dei quali solo uno è entrato in vigore", ha detto Buzek, aggiungendo che la pace e la stabilità nel regione sono la condizione della sua prosperità. Il Presidente del Parlamento serbo ha chiesto a Buzek e ai partner europei di lavorare "sul miglioramento del desiderio di partecipazione al dialogo". "Sono profondamente convinta che la Serbia ha serie intenzioni di realizzare molte questioni, ma all'altra parte non c'è sincerità nel dialogo", ha detto DJukic Dejanovic. Ha inoltre aggiunto che EU aiuterà la Serbia nel suo cammino verso all'EU, se mostrerà una certa sincerità nel dialogo e nel suo proseguimento della sua estensione. Djukic ha valutato la visita di Buzek al Parlamento serbo come una sorta di riconoscimento, nei confronti di questa istituzione, per tutto ciò che ha fatto per l'adesione fino ad ora, ma anche degli stessi cittadini della Serbia<br />
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