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Niš - Che il Centro anti-crisi regionale per le emergenze diventi una base militare russa, dipende solo dal paese ospite, ha dichiarato il giornalista del quotidiano russo Kommersant, Gennady Sysoev, in una dichiarazione per Radio B92. Giustifica…
Niš - Che il Centro anti-crisi regionale per le emergenze diventi una base militare russa, dipende solo dal paese ospite, ha dichiarato il giornalista del quotidiano russo Kommersant, Gennady Sysoev, in una dichiarazione per Radio B92. Giustifica così le speculazioni di chi ritiene che a Niš si possa sviluppare un centro militare, in quanto "il desiderio intimo della Russia è di essere presente nei Balcani, considerando che in quasi tutti i paesi vicini si stanno costruendo base militari americane". La rivista britannica Economist, ha definito queste speculazioni come le tipiche balcaniche "teorie della cospirazione", ma non ha perso l'occasione di dire che il Centro a Niš rappresenta la potenziale risposta della Russia all'allargamento della NATO nei Balcani. Secondo altre opinioni, la Russia in questo modo vuole solo proteggere il proprio investimento nel gasdotto South Stream che attraversa la Serbia, tenendo conto che nelle dirette vicinanza vi è la più grande base americana in questa parte d'Europa, Bondsteel. "In questi caotici rapporti globali non vi sono cose prefissate e nessuno sa in che direzione tali rapporti possono svilupparsi. E' ancora possibile un diverso sviluppo degli eventi, e le grandi forze si stanno preparando per i diversi scenari. Non appena sono giunte le speculazioni provenienti dagli Stati Uniti, sulla vera natura di questo centro, la Commissione europea annuncia che si aspetta che non si moltiplichino in futuro le attività di strutture simili nell'UE, e questo dimostra che l'Occidente presta attenzione a tale evento, e quindi c'è qualche verità di fondo", ha detto Dragan Petrović, collaboratore dell'Istituto per la politica internazionale. "Lo scudo missilistico in Romania ha un grande significato per la strategia di sicurezza degli Stati Uniti d'America. La sua costruzione ha un ruolo fondamentale nella separazione dell'Europa e della Russia, che potrebbe portare ad una nuova versione della guerra fredda", continua. Zoran Dragišić, il professore dalla Facoltà di sicurezza ritiene invece che "gli americani danno troppa importanza a questa storia. La presenza russa in questo ambiente è ancora cerimoniale. Niš non è Bondsteel, l'America non è la Russia, e non può ancora paragonarsi alle basi militari dell'America". <strong>Timori di Washington e replica di Belgrado.</strong> Janusz Bugajski, Direttore Eastern Europe Project of the Center for Strategic and International Studies (CSIS) di Washington, ha detto che Mosca ha certamente l'ambizione di fare del centro di emergenza in Serbia una base militare russa, ma potrebbe non avere mezzi per farlo, dati i crescenti vincoli finanziari ed economici che si stagliano dinanzi alla Russia. "Se i ricavi dalla vendita di energia avranno un significativo aumento, come previsto, l'avvento della presidenza di Putin al Cremlino, tuttavia, potrebbe portare a rafforzare la presenza militare russa nei Balcani, facendo da contrappeso a ciò che vedono come l'espansione americana nella regione attraverso le strutture militari statunitensi in Kosovo, in Romania e Bulgaria, oltre che della commercializzazione dei componenti di difesa missilistica in diversi paesi dell'Europa centrale e orientale", afferma Bugajski per Blic.<br /> <br /> Il Ministro Ivica Dacic, in apertura degli uffici amministrativi del centro di Nis, ha detto che tale centro non sarà una base militare, aggiungendo che "nessuno è obbligato a condividere le scelte e i partner con i quali possiamo cooperare" perché "questo è uno stato indipendente". Dacic ha ricordato che la Serbia è un Paese neutrale e in grado di stabilire basi militari sul suo territorio se lo desidera, mentre ha scelto di lavorare con la Russia per costruire un Centro umanitario a Nis. Allo stesso modo, il Ministro delle situazioni di emergenza russo Sergey Shoygu, ha definito assurde e senza senso le speculazioni sulla creazione di una base militare, mentre ha invitato "chi parla" ad unirsi allo sminamento. "Abbiamo intenzione di stoccare qui dei mezzi di assistenza umanitaria, e a tal fine il governo della Russia ha stanziato due milioni di dollari. Invito coloro che dicono che quella della Russia sarà una base ad unirsi alla squadra per lo sminamento nel ruolo di sminatori ed assistente sminatori", ha detto Shoygu. Ricordando che la NATO ha bombardato la Serbia nel 1999 con bombe a grappolo, ha rilanciato ancora invitato "coloro che hanno bombardato la Serbia a venire qui, invece di raccontare storie, e contribuire allo sminamento". Vuk Jeremic, replicando alle voci di preoccupazione e disapprovazione, spiega che "questi centri umanitari hanno di grande importanza per tutti, e non si dovrebbe cercare in essi una retrovia, perché resta un progetto aperto e non è diretto nei confronti di nessuno. Sarà esclusivamente un centro umanitario, e non una base militare straniera", ha dichiarato Vuk Jeremić,aggiunendo però: "Le basi militari straniere si trovano in un altro territorio della Serbia ".
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