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Zubin Potok - I rappresentanti dei serbi del Nord e della KFOR hanno raggiunto un accordo, consentendo ai soldati di sgomberare la strada Kosovska Mitrovica-Zubin Potok, nel vilaggio Jagnjenica, dove questa mattina hanno cercato di stabilire un posto di…
Zubin Potok - I rappresentanti dei serbi del Nord e della KFOR hanno raggiunto un accordo, consentendo ai soldati di sgomberare la strada Kosovska Mitrovica-Zubin Potok, nel vilaggio Jagnjenica, dove questa mattina hanno cercato di stabilire un posto di blocco I soldati della KFOR hanno controllato questa mattina tutti i veicoli che percorrevano il tragitto di strada, ma in segno di protesta si è riunito un numero significativo di serbi che hanno bloccato il convoglio militare. Il sindaco del comune di Zubin Potok, Slavisa Ristic, ha avuto dei colloqui con il comandante del contingente tedesco-austriaco Glab Klaus, convenendo che i soldati si possano ritirare da quella parte della strada, restando però sul tragitto che porta al villaggio albanese Cabra. Ristic ha detto ai giornalisti che gli abitanti del villaggio rispetteranno l'accordo, ma che "non si può sempre credere" alla KFOR, perché può rimanere valido solo fino a quando non giungono i successivi comandi della sede centrale. Il sindaco ha stimato che l' ufficiale tedesco ha garantito che la KFOR non permetterà che l'unità speciale della polizia kosovara ROSU entri nel territorio di Zubin Potok, attraverso Cabra. "Per i serbi è inaccettabile che questa parte strada venga bloccata dalla KFOR, perché così rimarrebbero isolati dal nord di Mitrovica", precisa Ristic, aggiungendo che il tentativo di imporre un confine statale con la Serbia a nord del Kosovo non è un evento innocuo, perché i confini rappresentano il simbolo più importante della statualità. Nella mattinata di oggi, i dipendenti di una delle più grandi società di trasporto nel nord del Kosovo, "Kosmet prevoz", hanno tenuto un corteo di protesta per le strade di Kosovska Mitrovica. Hanno chiesto che gli venga concesso il diritto al lavoro e alla libertà di movimento,appoggiando le proteste dei loro connazionali che si oppongono all'istituzione della dogana sui valichi di frontiera Jarinje e Brnjak. Intanto, la scorsa notte non si è verificato alcun incidente, ma i serbi hanno continuato a presidiare per il quarto giorno tutte le strade principali e i due valichi di frontiera amministrativi nel nord del Kosovo. Il silenzio del coprifuoco della parte settentrionale di Kosovska Mitrovica è stato tuttavia rotto dai festeggiamenti per la vittoria della squadra di pallavolo serba nella finale del Campionato europeo contro l'Italia. Nella città continuano ad essere presenti posti di blocco misti, ma la presenza della polizia locale è sempre più visibile. Restano inoltre le barricate sul ponte sul fiume Ibar a Mitrovica e nel quartiere di Bošnjačka mahala, mentre quelle di Zupce sono state ulteriormente rafforzate, ed i veicoli di Leposavic anche oggi vengono lasciate passare solo su una carreggiata. La direzione stradale Zvečan–Banjska–Izvori–Novi Pazar è una delle strade laterali più trafficate dai serbi, soprattutto dopo la chiusura del valico di frontiera Jarinje, per arrivare in Serbia centrale. Nella giornata di oggi, infine, il Comitato politico e di sicurezza dell'Unione Europea ha ricevuto una lettera di Belgrado, in cui chiede di aprire un dibattito sulla situazione dei valichi di confine nel Nord. E' opinione diffusa degli ambasciatori locali, che non è stata apportata alcuna modifica importante, e che l'EULEX ha reagito secondo uno status neutrale, come riporta l'Agenzia di stampa Beta.
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