il gioco è finito
"<em>Il dado è tratto</em>".<br />
(Alea iacta est) Così esclamò Giulio Cesare mentre passava il Rubicone, cosa che a nessun capitano in armi era permessa.<br />
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"<em>Serbia, l’Olanda vincola l’adesione all’UE alla cattura di Mladic e Hadzic</em>".<br />
La piena collaborazione significa, per i Paesi Bassi, la cattura di Ratko Mladic (arrestato il 26 maggio 2011) e Goran Hadzic (arrestato il 20 luglio 2011), considerata la condizione principale per il prosieguo del processo di integrazione della Serbia nell'Unione europea.<br />
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"<em>La Serbia ha portato a termine i suoi impegni internazionali, ma anche quelli morali</em>“, sono state le prime parole del presidente della Serbia, Boris Tadic, fino a "poco tempo fa" senza potere politico, un presidente deboluccio, senza la maggioranza nell'Assemblea popolare. Un Capo dello Stato con funzioni protocollari e attività consultive. Può rivendicare di essere il padrone dell'ufficio tra le mura storiche del Novi Dvor - Palazzo Nuovo a Belgrado, rimandando la legge al Parlamento per una nuova votazione, costretto poi a siglarla. Nonostate abbia funzioni protocollari e cerimoniali al vertice dello Stato serbo, con le sue uscite e appelli, sin dal primo giorno del suo insediamento, Tadic si comporta come se a caratterizzare il sistema nazionale sia il sistema presidenziale americano, con tutti i poteri nelle mani del Capo dello Stato.<br />
"Belgrado chiude un capitolo“, precisa il democratico e visionario Tadic, ricordando di aver lavorato "duramente" e in modo "sistematico" in tutti questi anni. La consegna di Hadzic alle autorità giudiziare "internazionali" darà una spinta "europea" alla Serbia, impegnata nel processo di avvicinamento e di futura adesione all'Unione europea, trascurando la situazione di crisi dell'euro e delle economie europee che non accenna a calmarsi. Trascurando anche gli euroscettici, attaccati in questi giorni, da Helmut Kohl, tornato dopo tredici anni di silenzio assoluto a difendere sé stesso e la "sua Europa", stanca e divisa.<br />
"Grazie Presidente", diranno, comunque, in molti a Tadic per il lavoro portato a termine. "Non c'è di che", risponderà il Capo dello Stato serbo, come si usa dire nella lingua serba, retorica a parte. "Un risultato niente male", si dirà invece all'Aja, dove il Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia mette a segno l'ultimo colpo e festeggia la cattura di tutti i sospetti criminali di guerra, con il gioco del nascondino che sembra essere finito.