Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
E' da oltre dieci anni che si parla dei legami e delle forti connessioni tra la BiH e le cellule terroriste a livello internazionale, divenutei ancora una volta protagoniste della cronaca locale, a seguito delle rivelazioni legate all'attentato di…
E' da oltre dieci anni che si parla dei legami e delle forti connessioni tra la BiH e le cellule terroriste a livello internazionale, divenutei ancora una volta protagoniste della cronaca locale, a seguito delle rivelazioni legate all'attentato di Francoforte da parte di un ragazzo di origine kosovara. In realtà la presenza delle file di Al Qaeda e Mujahedin in Bosnia e il loro coinvolgimento con le strutture statali sono la dura eredità della sanguinosa guerra del 1995. Sul tema vi è un'ampia documentazione prodotta dai rapporti ONU, NATO e EUFOR, che confermano il collegamento dei vertici politici bosniaci con i mujahideen (mujahedeen), che ancora oggi sono coperti dalla cittadinanza bosniaca. <br /> L`ultimo caso che associa la BIH ad un atto di terrorismo e ad un altro rapporto “segreto” della NATO, conferma il legame tra terrorismo e gruppi islamici radicali. La trasmissione del 28 giugno di Panorama, della televisione tedesca Norddeutscher Rundfunk (NDR.de), parla di una connessione tra gli islamisti tedeschi e l'organizzazione missionaria "Einladung zum Paradies - La via per il paradiso - Poziv u raj", che ha tra le sue fila Bilal Philips, Pierre Vogel (Abu Hamza), Sven Lau (Abu Adam) e Muhamed Sejfudin Ćifći (Abu Enes). La stessa organizzazione opera in vari Paesi come BiH (Pozivuraj.com), Ungheria (Meghivoaparadicsomba.com) e Turchia (Cennetedavet.net). Si parla anche del caso di Arida Uke, il kosovaro accusato dell'omicidio di due soldati e del ferimento di altri due nell'aeroporto di Francoforte lo scorso 2 marzo. La stessa città tedesca ospita il movimento islamico “La via per il paradiso” tra Germania e BIH raggruppando e reclutando persone disposte ad andare a combattere in Afghanistan, da cui nasce tra i circoli di esperti di terrorismo internazionale il termine di rete terroristica afghano-bosniaca. Il cosiddetto movimento sufista sembra essere molto attivo negli ultimi anni sia in Germania sia in BiH. Nel rapporto NATO viene confermata la permanenza di Arida Uke a Zenica l`anno scorso per due mesi, in occasione di un seminario che gli esponenti tedeschi della missione hanno tenuto un paio di seminari sull'Islam nelle varie città della BIH. Il rapporto NATO-EUFOR parla anche dell`organizzazione Aatrij di Zenica, come entità che supporta i mujahideen in BiH. “La via per il paradiso” e la Aatrij si uniscono così per il reclutamento dei combattenti per la guerra in Afghanistan, e non viceversa, come abbiamo visto negli anni '90 in BIH. Pierre Vogel si reca due volte in BIH nel 2007 e 2010. La prima volta è stato ospitato dall'organizzazione di Sarajevo Demus, dove si era incontrato anche con il reis Mustafa Ceric. Nella seconda visita Vogele ha tenuto una conferenza a Zenica e Sarajevo. Gli organizzatori erano l'associazione bosniaca “Poziv u raj”, mentre il tema era "La nostra strada dell'Islam". Intanto continuano a venir fuori i nomi delle organizzazioni coinvolte per il finanziamento dei mujahedin in BIH: “IIRO International Islamic Relief Organization” ; “UGC Union of Good Coaliton” ; Islamska omladinska organizacija (Organizzazione islamica per i giovani); Bosanski akademski klub Fatih (Club dell`Accademia bosniaca) ; Crveni polumjesec (Mezzaluna Rossa); Comitato per gli aiuti del Kuwait. Nel rapporto nel novembre del 2010 viene riportato come le organizzazioni Inter-aktiv e Aatrij reclutano combattenti per la guerra in Afghanistan contro gli Stati Uniti nella zona di Bužim, Velika Kladuša e Bosanska Krupa. Per l'ennesima volta si ribadisce che le azioni di reclutamento sono finanziate da organizzazioni come IIRO, IHH e la Coalizione UG. Sei anni fa un altro rapporto NATO-EUFOR, collega l'organizzazione AIO con Inter-aktiv, un internet caffé a Zavidovici, e la Aatrij con il centro culturale AIO a Zenica, tutti punti d'incontro per i giovani. Nel rapporto vengono citati anche luoghi per l'addestramento Ostrožac, Buturovićevo Polje, Travnik, Bugojno, Visoko, Dragovići, Ligatići, Mizinovići. Nell'aprile di quest'anno, ancora una volta, si tiene a Francoforte una riunione pubblica, con la partecipazione di Pierre Vogele e Bilal Philips, un controverso missionario islamico che durante la guerra in BIH ha presentato il progetto "Project Bosnia" con lo scopo di mandare in BIH ex istruttori militari dei soldati americani che durante la guerra del Golfo si sono convertiti all'Islam. Dopo questo Philips ha avuto ordine di lasciare la Germania per i motivi di sicurezza. Da osservare che la riunione a Francoforte si è tenuta dietro l`approvazione giudiziaria, nonostante l'opposizione delle autorità locali. A Philips è stato in precedenza vietato l`ingresso in Australia e Gran Bretagna, mentre la BiH lo ha ospitato volontariamente. Durante una riunione della 'Einladung zum Paradies' in Turchia si parlava anche della visita in BIH di Zakir Naika nel dicembre di quest'anno, a cui tuttavia è stato vietato l'ingresso in Gran Bretagna e Canada. Le autorità britanniche e canadesi lo hanno respinto mentre i bosniaci seguono anche le sue conferenze. Il messaggio iniziale che si può scorgere sui siti www.pozivuraj.com e www.pozivudzennet.com spiega che la 'Einladung zum Paradies' è parte di una rete internazionale: ”Gira il tuo viso verso la religione, come un vero credente, verso la fede, l`opera di Allah, che ha fatto gli uomini. Non c'è bisogno di cambiare perchè quella è la vera religione, ma la maggior parte delle persone non lo sanno” (Sura Er-Rum, 30). Dall'altra parte sorge la contraddizione che la lista nera dell'ONU sulle organizzazioni islamiche in BIH, che avevano legami con Al Qaeda, viene di volta in volta cancellata. Così organizzazioni "Global Relief Foundation", "Benevolence International Foundation" e "Bosanska Idealna Futura", rimarranno sulla lista ma con nessun collegamento con la BIH. La lista ONU consolidata è disponibile a tutti i Governi, ma è oggi soggetta a revisione allo scopo di epurarla delle informazioni di propaganda e di confermare le informazioni ivi contenute. Lo scorso mese viene così cancellato dalla lista anche il professore Safet Durguti, della madrassa Elči Ibrahim-pasina di Travnik. La richiesta di cancellazione dalla lista ONU viene inviata anche da 'Mondher ben Mohsen ben Ali el-Bazaoui', presente sulla lista Interpol diffusa anche in Italia ( <a href="http://www.interpol.int/public/Data/NoticesUN/Notices/Data/1998/41/1998_4041.asp">si veda Rapporto 1998</a> ), che era in possesso anche del passaporto della BIH, “acquistato perchè allora sul mercato costava meno degli altri”. Tuttavia, se il rapporto era davvero manipolato, perchè la stessa lista è stata inviata dal Ministero di Sicurezza della BiH, e il suo ex funzionario Vjekoslav Vukovic è stato arrestato nel 2009, subito dopo aver inviato tale rapporto all'ONU. <br /> Sono inoltre numerose le pubblicazioni sul terrorismo nei Balcani che hanno in qualche modo anticipato eventi puntualmente verificatisi. Oltre ai documenti ufficiali, vi sono saggi e libri che descrivono questo fenomeno, tra cui quello di Jürgen Elsässer "Wir der Dschihad nach Europa kam: Gotteskrieger und Geheimdienste auf dem Balkan" (NP Buchverlag, 2005) o di Evan Kohlmann "Al-Qaida’s Jihad in Europe: The Afghan-Bosnian Network" (New York Berg, 2004), e di Antonio Evangelista "Madrasse". Di tali fonti e rapporti segreti in BIH resta soltanto una montagna di carta, anche se nelle montagne della Bosnia si nascondono ancora quelle cellule dormienti che un domani potranno risvegliarsi. “Alcune di queste persone sono sotto la sorveglianza delle forze di sicurezza nazionali e internazionali che operano in Bosnia-Erzegovina. Tuttavia, per quanto riguarda le attività delle agenzie straniere, esiste un problema di coordinamento e di subordinazione. Diversi rami della presenza internazionale di sicurezza in Bosnia-Erzegovina non sono reciprocamente d'accordo su come potrebbero essere assunte. Chi almeno una volta ha visitato la base militare internazionale "Camp Butmir" a Sarajevo potrebbe sentire la tensione che esiste tra le varie intelligence, le forze dell'ordine e le agenzie militari provenienti da diversi Paesi che condividono questo spazio. Spesso accade che questi servizi non condividono le informazioni di intelligence da cui essi provengono. La rivalità che esiste tra loro rende difficile monitorare le attività degli individui e dei gruppi di cui stiamo parlando. Un dato numero di persone che sono nella NATO in Bosnia-Erzegovina dovrebbero essere sottoposte ad un controllo effettivo, ma non è così", afferma Kohlmann. Da parte sua, il Congressional Research Service (CRS) che, pur salutando la presenza euro-atlantica nei Balcani e la loro lotta al terrorismo, denuncia il fatto che i vari processi intrapresi sono stati archiviati nel maggior parte dei casi per mancanza di dati. L`unico imputato di origine bosniaca accusata di aver progettato degli attentati in Bosnia-Erzegovina è un cittadino svedese Mirsad Bektasevic, arrestato a Sarajevo lo corso 19 ottobre 2005. Insieme con altre due persone, Bektasevic è stato accusato e condannato (10 gennaio 2007) a 15 anni e 4 mesi di carcere per la preparazione di "un attacco terroristico per costringere un Paese europeo, non identificato, a ritirare le truppe dall'Iraq e dall'Afghanistan". Tuttavia, molti di questi testi serviranno soltanto per il circolo dei professionisti ma il fenomeno ancora non si arresta. "Ho analizzato le relazioni dei servizi segreti occidentali sulla situazione in Bosnia nel 2003 e 2004. Questi rapporti indicano chiaramente, che nelle zone rurali che vi è una sorta di campo di terroristi e l'educazione religiosa dei giovani viene organizzata dalle organizzazioni giovanili associate con il Partito di Azione Democratica (SDA). Si tratta di campi estivi per indottrinare gli studenti il cuiwahhabismo radicale insegna religione e a uccidere ", scrive Jürgen Elsässer, autore del libro "Come è arrivata la Jihad. Guerrieri Santi e il servizio segreto nei Balcani”. Tutt'oggi, sembrano solo parole che ruotano attorno al terrorismo, al punto in cui in BIH ci si può attendere un miglioramento e finalmente la formazione del governo, qualora si continua parlare di 'terrorismo balcanico'. Un passo avanti e tre indietro, per tutti coloro che affrontano la loro lotta terrorista sempre più forte e pericolosa per la sicurezza, non soltanto nel regione ma anche a livelo internazionale. "Il nido dei terroristi" viene fomentato dai professionisti della propaganda per creare ostacoli politici e fare di questo paese un buco nero sulla carta geografica. Ogni qualvolta si tenta di chiudere i "contratti" appaiono dei personaggi con la cintura all'esplosivo, tenuti buoni proprio per questo momento di decisioni. Dove sono oggi Karray Kamel Bin Ali, detto Abu Hamza, e dell'omonimo Abu Hamza, Ali Hamad o Abu Mali? Cosa è avvenuto con il gruppo degli attentatori di Bugojno, Haris Causevic e Rijad Rustampasic, oppure al gruppo wahhabita di Gornja Maoca dopo il sequestro di un'ingente quantità di armi? Tutto non può avvenire senza una politica diabolica che manipola interi Stati ed è sempre pronta a svegliarsi con lo stesso allarme terroristico. <br /> <strong><em>Biljana Vukicevic </em></strong>
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