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Sarajevo - Il Generale in pensione e capo della sicurezza dell'Esercito jugoslavo nel periodo del 1993/1999, Aleksandar Dimitrijevic, nella terza parte dell'intervista pubblicata dal settimanale "Dani" di Sarajevo, ha detto che il…
Sarajevo - Il Generale in pensione e capo della sicurezza dell'Esercito jugoslavo nel periodo del 1993/1999, Aleksandar Dimitrijevic, nella terza parte dell'intervista pubblicata dal settimanale "Dani" di Sarajevo, ha detto che il Presidente serbo Slobodan Milosevic gli ha chiesto l'arresto dell’allora Premier montenegrino Milo Djukanovic.<br /> "Milosevic mi ha invitato a Karadjordjevo nel 1997 e dopo un colloquio generico su cosa stesse succedendo sul campo e nell’esercito, mi ha detto: ‘Senti, devi arrestare Milo’. Io non potevo crederci. ‘Signor Presidente, non capisco di che cosa stia parlando. Milo Djukanovic è membro del VSO (Consiglio Supremo della Difesa), è il Presidente del Montenegro! A parte questo, perchè arrestarlo!?’, ho chiesto io. ‘Perchè contrabbanda sigarette’, mi ha risposto lui.<br /> Gli ho ricordato che l'affare delle sigarette è iniziato al tempo in cui era Presidente del Montenegro Momir Bulatovic e che la maggior parte dei soldi ricavati in questo modo andavano a finire nel bilancio dello Stato. Rifiutandomi quindi di arrestare Djukanovic, ho cercato di spiegare a Milosevic che il Governo montenegrino con questi soldi pagava le pensioni, i salari, e manteneva la pace sociale. ‘Mentre al contrario, signor Presidente, in Serbia i soldi del contrabbando di sigarette finiscono esclusivamente nelle tasche dei singoli’, ho concluso. ‘Dove sta il contrabbando in Serbia?’, si è alzato Milosevic. ‘No, signor Presidente, lei sa di che cosa sto parlando’”, ha dichiarato Dimitrijevic, sottolineando che questo è stato il suo ultimo colloquio con Milosevic relativo all’arresto di Djukanovic. Dimitrijevic inoltre ha aggiunto che non deve niente a nessuno. L’Esercito della Jugoslavia, e dopo anche l’Esercito di Serbia e Montenegro, erano da lui visti come comuni, e i membri del VSO lo criticavano in ugual modo. Nonostante tutto, il Generale in pensione ha affermato di aver fatto di tutto affinché non si abusasse dell’esercito e non fosse il fattore per la stabilizzazione dello Stato.
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