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Bucarest - L'assenza del Presidente Traian Basescu alla riunione a Varsavia dei leader della regione è stata oggetto di numerose polemiche, vista anche la partecipazione del Presidente Obama. Molti infatti si chiedono se il gesto…
Bucarest - L'assenza del Presidente Traian Basescu alla riunione a Varsavia dei leader della regione è stata oggetto di numerose polemiche, vista anche la partecipazione del Presidente Obama. Molti infatti si chiedono se il gesto influenzerà il rapporto tra Romania e gli Stati Uniti, nonchè con la stessa Polonia - Paese che ha ospitato l'incontro - partner strategico della Romania e, soprattutto, attore più "ostico" sulla scena l'Europa dell'Est. Secondo il quotidiano rumeno "Adevarul", la Romania è interessata a mantenere buoni rapporti con la Polonia, almeno in termini di cooperazione all'interno dell'Unione europea. La Polonia assumerà la Presidenza dell'UE il 1 luglio. Una parte degli interessi comuni rumeno-polacchi può essere vista sui negoziati del bilancio UE per il 2013-2020, dove sia Varsavia che Bucarest hanno un obiettivo comune: ottenere più stanziamenti per la politica di coesione. Entrambi i Paesi sono inclusi in un gruppo informale "Amici della coesione", che include gli stati beneficiari della politica di sostegno per le regioni meno sviluppate. Dall'altra parte vi è il club dei donatori, che taglierebbe i contributi a queste politiche, sotto la pressione della crisi finanziaria e il bilancio di austerity. I leader della formazione "Amici della coesione" sono membri del Gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria), che si aggiungono agli Stati baltici. Il ruolo della Polonia è di importanza fondamentale, per le sue dimensioni. Il problema per la Romania (e la Bulgaria) è che gli interessi possono coincidere con quelli del Baltico e del Gruppo di Visegrad, solo fino ad un certo punto, legato alla capacità di assorbimento dei fondi, dove Romania e Bulgaria sono le ultime nell'UE. Secondo un rapporto della KPMG, pubblicato la scorsa settimana, gli importi assorbiti dai Paesi Baltici e dal Gruppo di Visegrad, pro capite, è a metà strada tra i 1.000 e 2.000 euro, mentre la Romania e la Bulgaria non raggiungono neanche i 500 euro. Per quanto riguarda le future assegnazioni del tasso di assorbimento vincolante, Bucarest e Sofia saranno lasciate fuori. I Paesi dell'Europa centrale non potrebbero avere l'interesse ad essere nello stesso gruppo con i fallimento dell'assorbimento, perché questo farà diminuire la capacità di negoziazione. Il rischio maggiore è che la Romania venga inserita in un "gruppo di perdenti", insieme con la Bulgaria e la Grecia, secondo l'opinione di diversi alti funzionari e analisti di Bruxelles. Per evitare questo, la Romania ha bisogno, oltre a sviluppi nazionali, del sostegno della Polonia presso le istituzioni europee, in particolare in seno al Consiglio dell'Europa. Un altro elemento da prendere in considerazione è legato alla recente mossa strategica in Europa centrale. I Ministri della Difesa del gruppo di Visegrad hanno recentemente deciso di creare una struttura militare comune, sotto la direzione di Varsavia. Secondo l'analisi Stratfor pubblicata il 16 maggio, la "decisione arriva come rilancio di interesse da parte della Russia verso la sua ex-zona d'influenza". Anche se ha stretto una partnership strategica con la Polonia, la Romania non è stata invitata a partecipare a questa struttura, mentre l'Ucraina si. La Slovacchia, come la Romania, non riconosce l'indipendenza del Kosovo, ma fa parte del Gruppo di Visegrad, ha partecipato alla riunione a Varsavia con il presidente Ivan Gasparovic, dopo aver ottenuto alcune condizioni sulla presenza delle autorità di Pristina. Il boicottaggio di Bucarest è visto da alcune fonti di Bruxelles come risposta al mancato invito della Romania alla nuova gestione dell'esercito sotto il controllo di Varsavia. "La posizione degli attori regionali e internazionali verso il Kosovo è, inoltre, un serio ostacolo agli obiettivi di sviluppo nell'agenda politica delle autorità di Pristina. Tuttavia, l'UE ha, infatti, una strategia sul tema del dialogo Belgrado-Pristina. Questo è un passo importante che può prevedere un diverso atteggiamento serbo verso lo Stato del Kosovo. Penso che sia molto importante per questa ragione che i due paesi stanno insieme. E' deludente che alcuni paesi non lo aiutano in questo processo delicato", ha detto per Adevarul Europa Rosa Balfour, Consulente del Centro Europeo per la Politica, tra i più importanti analisti di Bruxelles. <em><strong>Iulia Crisan</strong></em>
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