Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Zagabria – Nell’operazione internazionale di polizia dal nome in codice “Dogma”, la scorsa settimana è stata catturata la “cellula croata” del cosiddetto cartello del narcotraffico balcanico. In Spagna sono stati…
Zagabria – Nell’operazione internazionale di polizia dal nome in codice “Dogma”, la scorsa settimana è stata catturata la “cellula croata” del cosiddetto cartello del narcotraffico balcanico. In Spagna sono stati arrestati lo zaratino Djordjo Fristic, Nebojsa Rkman e i due guidatori delle auto che avrebbero dovuto proseguire il tragitto attraverso l’Europa, oltre ad un altro uomo che ha partecipato al trasferimento della droga sulla terraferma. A quanto pare alcuni contrabbandieri sarebbero ancora a piede libero. Sui nomi e i paesi in cui i singoli sospettati verranno processati non è stato detto niente di preciso. E’ stato solo osservato che in Croazia e in Spagna sono state arrestate 11 persone e che l’USKOK ha aperto a Spalato un’inchiesta contro dieci persone. <br /> <br /> <strong>Operazione Internazionale.</strong> I risultati di questa azione sono stati presentati in un’apposita conferenza stampa della Polizia di Zagabria, dove, oltre ai rappresentanti della polizia croata e dell’USKOK (Ufficio per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata), c’erano anche il direttore dell’Ufficio statunitense DEA di Vienna, Isa Israel, l’ufficiale di collegamento della Guardia Civil spagnola Ponzalo Jesus Pantoja Navarro e i rappresentanti della polizia ceca Zuzana Tureckova e di quella bosniaca Himzo Selimovic. E’ stato sottolineato che all’“amputazione” del tentacolo indipendente croato della piovra balcanica il contributo maggiore è stato dato dalla polizia croata che ha anche avviato le indagini su questa banda. Tra l’USKOK, la Dea, la polizia spagnola e le polizie di diversi paesi europei, persino quella sudafricana si è creata una stretta collaborazione, necessaria per indagare a fondo su questo gruppo. La polizia croata alla fine del 2008 aveva iniziato ad indagare sulle attività del cartello balcanico, a cui viene generalmente legato il nome del boss montenegrino Darko Saric. All’inizio del 2009 fu emesso l’ordine del tribunale per pedinare e intercettare i sospettati, mentre da novembre dell’anno scorso, su richiesta dell’USKOK, la polizia spagnola si è inserita nell’operazione di pedinamento dei sospettati. Anche la polizia ceca ha contribuito alle indagini seguendo cinque sospettati che a Praga avevano, come copertura per il contrabbando, una società immobiliare.<br /> <br /> <strong>Il traffico. </strong>Grazie alla cooperazione internazionale gli inquirenti sono venuti a sapere che un grande carico di droga sarebbe arrivato in Europa su una nave merci da 300 metri della MSC Leigh, proveniente dal porto brasiliano di Santos. Ad inizio maggio questa nave è entrata nel Mediterraneo e dopo aver sostato in qualche porto italiano, è arrivata a Valenzia. Mentre era ancorata davanti al porto, due membri del gruppo di Cosic di notte hanno attraccato alla nave con un gommone. Qualche membro dell’equipaggio ha aiutato a trasferire 14 borse con la cocaina dalla nave al gommone. Da qui si sono recati verso la terraferma dove li attendevano gli aiutanti con due auto. E proprio qui sono stati bloccati e arrestati dalla polizia spagnola, che aveva seguito tutta l’operazione. Il gruppo ha contrabbandato dall’America Latina in Europa almeno 718 chilogrammi di cocaina. La prima consegna di 350 chili non è stata sequestrata e la droga è finita sul mercato della Croazia, della Slovenia e di altri paesi europei. La seconda consegna di 368 chili è finita nelle mani della polizia spagnola l’11 maggio a nei pressi del porto di Valencia. Oltre a Petar Cosic, sospettato di essere il capo dell’organizzazione criminale, altre cinque persone sono state catturate ed arrestate la scorsa settimana in Croazia, inoltre la polizia spagnola ha arrestato altri cinque loro “collaboratori”, due croati, un serbo, uno sloveno e un albanese, scrive lo Jutarnji list.
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.