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NOTIZIE · OI-275598 · 22/03/2011 14:10:00 · 5569 g fa6 min lettura
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il PE ora più debole

DiOsservatorio ItalianoSommario

Il quotidiano britannico 'Sunday Times' ha sferrato una dura inchiesta nei confronti di tre europarlamentari, membri della Commissione agli Affari Esteri presso la Commissione Europea, mediante la quale intendono mostrano all'opinione pubblica come funzioni…

Il quotidiano britannico 'Sunday Times' ha sferrato una dura inchiesta nei confronti di tre europarlamentari, membri della Commissione agli Affari Esteri presso la Commissione Europea, mediante la quale intendono mostrano all'opinione pubblica come funzioni la lobbying a Bruxelles. I giornalisti del Sunday Times hanno montato una vera e propria indagine sotto copertura, presentandosi ai tre deputati come rappresentati di un'importante società londinese, in cerca di agevolazioni per il proprio business, attraverso emendamenti o rettifiche alle leggi europee, dietro un compenso di circa 100.000 euro all'anno. Si tratta dell'ex Vicepremier rumeno, Adrian Severin, l'ex Ministro degli Esteri della Slovenia Zoran Thaler, e l'ex Ministro degli interni austriaco, Ernst Strasser. A seguito della pubblicazione del reportage, gli eurodeputati sloveno e austriaco si sono dimessi, al contrario di quello rumeno, che ha affermato che non intende rinunciare al suo mandato, sulla base di uno scoop giornalistico. E' dunque in atto una vera e propria campagna mediatica tutta britannica che va a colpire di Parlamento Europeo, e i singoli Stati Europei, che diventano così bersaglio vulnerabile di un vero e proprio ricatto. Tutto ciò avviene proprio mentre la stessa Unione Europea è completamente spaccata sul fronte della guerra contro la Libia, dopo la divisione interna tra Francia, Germania e Italia. <strong>Reazione di Bruxelles.</strong> Il Parlamento Europeo ha annunciato domenica l'apertura di un'inchiesta nei confronti dei tre deputati in risposta alle accuse di corruzione mosse dal Sunday Times. "Le accuse del quotidiano britannico sono gravi e il Parlamento Europeo le sta prendendo in seria considerazione", ha detto all'AFP il portavoce del Parlamento europeo Jaume Duch, annunciando che le prove in possesso del Sunday Times sono state inviate al Parlamento per essere esaminate attentamente", ha detto Duch. Intanto il leader del gruppo socialista, il tedesco Martin Schulz, ha dichiarato all'Afp che aveva chiesto di incontrare i diversi parlamentari "il più presto possibile per sentire la loro versione", avvertendo però che "ci saranno delle conseguenze necessarie e appropriate, qualora queste accuse sono confermate", in quanto tale comportamento è incompatibile con le gruppo, anche se del tutto legale. <strong>I personaggi</strong><br /> <br /> Il conservatore austriaco <strong>Ernst Strasser,</strong> ex Ministro degli Interni, che sedeva tra le fila del Partito popolare europeo (PPE, a destra), si è dimesso il giorno stesso, su richiesta del leader del Partito popolare austriaco (OVP), il vicecancelliere Josef Pröll, che ha trovato "vuote" le sue "giustificazioni". Strasser è Vicepresidente della Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb, membro della Commissione per gli affari esteri e della Delegazione all'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo (<strong><a href="http://www.europarl.europa.eu/members/expert/alphaOrder/view.do;jsessionid=0B10B27F863E0CAAFB2A70BA1609413F.node1?language=IT&id=96766">vedi profilo</a></strong>) . Ma è anche stato nel 2008 manager della VCP Energy Holdings, società controllata dal Vienna Capital Partners, curando diversi "progetti energetici nei nuovi Paesi membri dell'Est Europa". Come Strasser, il suo segretario di Gabinetto Christoph Ulmer è anche un membro anziano della Friendship Society russo-austriaca ed è stato direttore Esecutivo della Ce-Oil Gastrading AG , società energetica di proprietà del Vienna Capital Partners. Egli è stato accusato per aver presentato un progetto di modifica all'interno di un comitato CE, chiedendo un versamento iniziale di 25.000 euro per conto di una società di sua proprietà in Austria, parte della somma totale di 100.000 euro di un anno. Nel video afferma di avere cinque clienti, da cui ha ottenuto denaro per proporre delle leggi che soddisfano gli interessi dei suoi clienti. In sua difesa Strasser ha sostenuto che il suo è stato solo un bluff per scoprire chi fossero i mandanti delle sospette offerte. Ha tuttavia deciso di dimettersi perché, spiega, in Austria si sta conducendo una campagna contro di lui, che ha assunto proporzioni gigantesche ai danni del Partito popolare austriaco (ÖVP). Contro <strong>Adrian Severin</strong>, membro del Partito Social Democratico in Romania, il Sunday afferma che abbia inviato un messaggio ai falsi lobbisti per annunciar loro che "l'emendamento richiesto è stato depositato in tempo", e poco dopo ha inviato una fattura di 12.000 euro per i servizi di consulenza. Il Deputato Adrian Severin ha dichiarato in sua difesa che le accuse contro di lui da parte del giornale "Sunday Times" sono solo "atti di denigrazione e diffamazione", e ha aggiunto di essere in attesa che la situazione venga chiarita in seno del Parlamento europeo, mentre allo stesso tempo, inizierà un processo in tribunale, contro il giornale britannico. Adrian Severin ha spiegato che gli è stato offerto un contratto da parte di un membro della commissione di esperti internazionali di una società britannica, nel quale veniva ben specificato che il suo stato era di consulente politico, "senza alcuna clausola per lui di sottostare ad obblighi definiti come dipendente, partner di quella ditta o, cosa molto importante, agente di quella ditta, o rappresentante di terzi per fare gli interessi di quella società". Adrian Severin ha deciso di dimettersi dal Ufficio Permanente del PSD fino a quando non venga chiarita la sua posizione in seno al Parlamento europeo. Il PSD attende ora il giudizio del Parlamento Europeo, secondo il presidente del partito, Victor Ponta, aggiungendo che egli rispetterà e applicherà immediatamente la decisione di Bruxelles, qualunque essa sia. Severin è anche membro della Commissione per gli affari esteri, della delegazione per le relazioni con la Repubblica popolare cinese, membro sostituto della commissione per gli affari costituzionali e della delegazione per le relazioni con l'Albania, la Bosnia-Erzegovina, la Serbia, il Montenegro e il Kosovo (<strong><a href="http://www.europarl.europa.eu/members/public/geoSearch/view.do?id=33990 ">vedi profilo</a></strong>). <br /> Per quanto riguarda il socialdemocratico sloveno <strong>Zoran Thaler</strong>, ex Ministro degli Affari Esteri della Slovenia, nel video del Sunday Times si dice propendo a cambiare la legge, chiedendo poi di versare il denaro sul conto bancario di Londra. Mentre Severin ha detto di non aver fatto nulla di illegale, Thaler ha dichiarato che fin dall'inizio sapeva che si trattava di un giornalista e che ha cercato di capire sin dove volesse arrivare. Ieri a Lubiana ha tuttavia tenuto una conferenza stampa nella quale rassegna le proprie dimissioni, "in conformità con i miei standard etici, onde mostrare la piena verità su chi agisce legalmente, e chi in maniera illegale ", ha detto Thaler. Egli ha aggiunto che vuole sapere chi si nasconde dietro i tentativi di compromettere pubblicamente la sua figura, ritenendo che l'inchiesta confermerà che lui non è colpevole. L'eurodeputato europeo è noto soprattutto presso il pubblico macedone come un lobbista per l'adesione di Skopje all'UE. Thaler è stato eletto alle elezioni europee del 2009 nelle file dei Socialdemocratici, è membro della "Commissione per gli affari esteri" , Vicepresidente della delegazione alle commissioni di cooperazione parlamentare UE-Armenia, UE-Azerbaigian e UE-Georgia, e mebro sostituto della Commissione per i problemi economici e monetari e della delegazione alla commissione parlamentare mista UE-ex Repubblica iugoslava di Macedonia (<strong><a href="http://www.europarl.europa.eu/members/expert/groupAndCountry/view.do?language=IT&id=96727">vedi profilo</a></strong>)

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Strumenti del dispaccio
Entità
37
menzionate
Persone
2
menzionate
Aziende
1
menzionate
◉ Geografia della notizia · 17 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Maghreb · Vienna · Lubiana · Londra · Skopje
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