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NOTIZIE · OI-275473 · 18/03/2011 17:22:00 · 5574 g fa5 min lettura
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Turchia potrebbe sostituire il South Stream

DiOsservatorio ItalianoSommario

Secondo il giornale moscovita "Kommersant", la Russia sta considerando la possibilità di ritirarsi dalla costruzione del gasdotto "South Stream", perché nel frattempo è apparsa un'alternativa più redditizia, quale il progetto della costruzione dell'impianto…

Secondo il giornale moscovita "Kommersant", la Russia sta considerando la possibilità di ritirarsi dalla costruzione del gasdotto "South Stream", perché nel frattempo è apparsa un'alternativa più redditizia, quale il progetto della costruzione dell'impianto per la produzione di gas liquefatto nel Mar Nero, sulla costa della Turchia. Il destino del gasdotto è stato una delle questioni principali dei colloqui avvenuti mercoledì tra il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan e il Premier russo Vladimir Putin. Presente anche il Vice Primo Ministro Igor Secin, che ha riferito al quotidiano che Mosca potrebbe ritirarsi dalla costruzione del gasdotto sottomarino South Stream. "In questo momento la società 'Gazprom' e il governo russo stanno esaminando le varie possibilità per minimizzare i costi della realizzazione del progetto South Stream. La possibilità di costruzione dell'impianto per la produzione di gas liquefatto nel Mar Nero potrebbe essere un'aggiunta o una delle alternative del gasdotto. Inoltre, un impianto di gassificazione può essere costruito a nord, nei pressi del sito Jamal", ha detto Secin. Mosca, per la prima volta, ha ammesso che esiste una variante al gasdotto, e questa è la costruzione dell'impianto per la produzione di gas liquefatto sul Mar Nero, per il quale il Primo Ministro Vladimir Putin ha incaricato il Ministro dell'Energia, Sergei Shmatko ad indagare sulla possibilità di redigere un progetto che vada a modificare il South Stream nella sua versione originale. Il portavoce del Primo Ministro russo, Dmitri Peskov, ha detto al giornale che un impianto per il gas liquefatto è parte armonica del progetto South Stream. "Qualora ci trovassimo ad affrontare ostacoli insormontabili nell'attuazione del progetto, questa componente può diventare un'alternativa completa al gasdotto", ha detto Peskov. Il Kommersant scrive, citando fonti vicine al Cremlino, che il forte atteggiamento della Turchia in difesa della sua zona economica 'esclusiva' ha costretto la Russia a cercare soluzioni alternative. Il giornale ricorda che Putin ha concordato con Erdogan che il gasdotto passa proprio attraverso il territorio della Turchia, già nel mese di agosto del 2009, quando i turchi hanno promesso di dare il proprio benestare. Un rappresentante di RusEnergy, Mihail Krutihin, ha detto al quotidiano che Mosca in cambio ha accettato di costruire del gasdotto Samsun-Ceyhan, che corrisponde alla Turchia, a scapito del proprio progetto Burgas-Aleksandropulis e ha aiutato la costruzione della prima centrale nucleare in Turchia. Il Kommersant scrive che Ankara non ha dato una risposta definita, anche se ha promesso di elaborarla già il 10 dicembre dello scorso anno. "<em>Al suo posto, la 'Gazprom' nel mese di febbraio ha ricevuto una licenza per le ricerche geologiche e sismiche, e il permesso finale per la Turchia ha promesso il 1 novembre</em>", ha aggiunto il quotidiano. "Non capiamo le cause di questi ritardi. I partner turchi ci dicono che la "Gazprom" non ha consegnato i documenti necessari per il progetto. La società russa non può conferirli, perché proprio adesso ha ricevuto il permesso per le prove che dovrebbero iniziare il 31 maggio. Pensiamo che questo sia un argomento di discussione", ha detto Secin. Secondo lui, proprio questo tema è stato oggetto di approfonditi colloqui tra Medvedev e Erdogan, che sono durati due ore in più rispetto al previsto.<br /> <br /> Al tempo stesso, dopo colloqui di quasi cinque ore, sono stati firmati due documenti quasi privi di significato, secondo il Kommersant. Il quotidiano scrive che gli esperti ritengono che la minaccia di Mosca sul ritiro dal South Stream rappresenti un tentativo di pressione sulla Turchia. "<em>Tutti i discorsi sulla costruzione dell'impianto per il gas liquefatto sono solo un bluff per i turchi. Se fosse veramente costruito l'impianto, sarebbe necessario costruire terminal per rigassificazione in Bulgaria o in Romania. La costruzione dell'impianto in Jamal è un'utopia, perché la navigazione lì è possibile solo due mesi all'anno</em>", ha dichiarato Mikhail Krutihin. Egli comunque ritiene che Ankara capisca bene la manovra di Mosca, e che la Russia non può ritirarsi dal South Stream, perché sarà un colpo troppo grande per il primo ministro e tutti gli accordi firmati con i paesi dell'Europa dell'Est.  <em>"La Turchia continuerà a ottenere concessioni da Mosca, contrattando un prezzo per il gas più basso. In ogni caso, i negoziati saranno trascinati"</em>, ha aggiunto Krutihin. Il capo di East European Gas Analysis, Mihail Korcemkin, stima che la navigazione di navi che trasportano gas, su un così oberato stretto di Bosforo, non è l'idea migliore. "Inoltre, attraverso lo stretto non possono passare grandi navi cisterna, con le quali il trasporto è più economico", dice Korcemkin. "Rossiyskaya Gazeta", citando il caso in esame, scrive che la Russia non ha fretta di dare una risposta definitiva alla domanda della Turchia di vendere gas ad un prezzo conveniente. Non è da escludere che le parole di Putin siano un messaggio rivolto anche all'Unione Europea che - apprestandosi ad aprire una guerra per il petrolio e il gas della Libia - ha avvertito la Russia sulla necessità di mettere a disposizione di terzi l'accesso ai gasdotti. Putin e la stessa Gazprom cercano così di mettere in guardia i Paesi Europei sulla possibilità di stringere una più forte e strategica alleanza con la Turchia, anzichè con l'UE, e così sull'eventualità che il gas russo potrebbe essere acquistato solo passando per Ankara. Un grave danno questo non solo dal punto di vista economico, considerando la mobilitazione di ricchezza di un progetto come il South Stream, ma anche economico, conferendo alla Turchia e a tale parte del Mediterraneo un ruolo primario per la distribuzione del gas, centro nevralgico di una fittissima rete di pipelines. Il futuro percorso principale "South Stream", progetto comune di "Gazprom" e "Eni", dovrebbe trasportare il gas russo sotto il Mar Nero, tramite il tubo della lunghezza di 900 chilometri, fino alla Bulgaria e attraverso la Serbia fino ai paesi europei. Il valore dell'investimento è stimato a 20 miliardi di euro, e la capacità del gasdotto dovrebbe essere 63 miliardi dei metri cubi all'anno, mentre la costruzione dovrebbe iniziare nel 2013 anno. La sezione del gasdotto attraverso la Serbia dovrebbe essere lunga 450 chilometri, della capacità dai 35 ai 41 miliardi di metri cubi all'anno. Il valore dell'investimento in questa parte del gasdotto è di almeno 700 milioni di euro.<br /> <br />   <em><strong>Osservatorio Italiano</strong></em>

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