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Zagabria/Croazia-Montenegro - Il gigante norvegese del petrolio, Statoil, sta negoziando con la ungherese MOL, e non con i rappresentanti della croata INA, la perforazione petrolifera nella zona centrale dell'Adriatico. A renderlo noto sono i media croati,…
Zagabria/Croazia-Montenegro - Il gigante norvegese del petrolio, Statoil, sta negoziando con la ungherese MOL, e non con i rappresentanti della croata INA, la perforazione petrolifera nella zona centrale dell'Adriatico. A renderlo noto sono i media croati, secondo i quali le società petrolifere sembra si siano già accordate sul consenso e resta solo da concordare come condurre le ricerche. La decisione, che ci crediate o no, non dipende dalla Croazia. Infatti, al posto di Želimir Šikonja, direttore di INA del Settore ricerca e sviluppo nell'Europa sudorientale in cui rientra anche la Croazia, è l'ungherese Andras Kiraly, direttore del settore internazionale per la ricerca e la produzione di petrolio e gas, a negoziare con i norvegesi. Kiraly ha già sottoscritto un accordo con i norvegesi, mentre la MOL si sta discutendo anche sul prezzo. Questi, alla fine di gennaio quando i rappresentanti della Statoil erano a Zagabria, ha firmato, a nome di INA, un accordo sulla segretezza dei dati con la compagnia norvegese.la quale aveva richiesto, dietro pagamento, l'accesso ai database di informazioni riservate dell'INA relative alle aree dell'Adriatico centrale e meridionale, in cui ricercare petrolio e gas. "<em>Se la MOL vuole vendere l'INA possiamo dare l'ok</em>". precisa. MOL, a nome di INA, si accorderà per la distribuzione, definirà quanto la scoperta vale sul mercato, determinerà la produzione quotidiana e il prezzo del petrolio e del gas prodotti e verrà esaminata la questione riguardante il luogo di consegna di petrolio e gas, in modo che gli ungheresi possano decidere a proprio vantaggio. Secondo le informazioni messe a disposizione dal Professor Igor Dekanić dell'Istituto di Mineralogia e Geologia del petrolio, le potenziali mete dei norvegesi potrebbero essere le zone intorno alle isole di Brač e Šipan. Infatti, ad una profondità di 5000 metri, presso l'isola di Brač, è stato trovato del petrolio ma anche del solfuro di idrogeno (gas velenoso) per cui le operazioni di estrazione sono state abbandonate. Ai magnati del petrolio è stato negato l'accesso a Šipan in quanto zona protetta.
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