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Alla prossima Assemblea degli azionisti, in conformità con la Legge sulle società commerciali, verrà modificato lo Statuto dell'Elektroprivreda Crne Gore, come dichiarato dal vicepresidente del Governo montenegrino Vujica Lazovic a "Portal Analitika".…
Alla prossima Assemblea degli azionisti, in conformità con la Legge sulle società commerciali, verrà modificato lo Statuto dell'Elektroprivreda Crne Gore, come dichiarato dal vicepresidente del Governo montenegrino Vujica Lazovic a "Portal Analitika". Secondo lui, l'approccio del Consiglio d'amministrazione dell'EPCG, che valuta le richieste per l'approvazione del prezzo dell'energia elettrica, non cambia in relazione a quanto definito nel Contratto siglato con la società A2A, perché tale contratto è conforme alla legge sulle società commerciali. Egli afferma che lo Stato apporterà le modifiche dello Statuto dell'EPCG per impedire l'aumento del prezzo dell'energia elettrica, senza che vi sia un precedente consenso dei rappresentati dello stato al Consiglio d'amministrazione dell'EPCG, perché è chiaro il fatto che i rappresentanti del capitale statale che formano la maggioranza in seno al Consiglio non condividono questa richiesta del management esecutivo. Parlando del partenariato con la società italiana A2A, Lazovic ha sottolineato che il contratto firmato con la A2A è buono per il Montenegro, e che per dimostrarlo, chiederà che il contratto sia pubblicato per farla finita con le speculazioni dei media. Per non lasciare spazio alle manipolazioni e alle speculazioni proporrà al Governo di approvare la decisione di pubblicare l'intero contratto con la A2A. "Ritengo che questo sia uno dei migliori contratti che abbiamo firmato, dove gli interessi dello stato montenegrino sono protetti al massimo", ha sottolineato il vicepresidente del Governo del Montenegro. Il fatto è che il management esecutivo dell'EPCG ha avuto un approccio massimalista alla richiesta. Tuttavia, allo stesso modo, anche il regolatore dovrebbe rimanere fino alla fine rigoroso nell'accoglimento delle argomentazioni, il tutto in conformità con la metodologia e con la Legge sull'energia. Ieri l'Agenzia di regolamentazione per l'energia ha tenuto la seconda discussione su richiesta della Elektroprivreda montenegrina per l'approvazione della regolamentazione del reddito ammissibile. Hanno discusso della richiesta dell'EP che il regolatore le approvi circa 342 milioni di euro, che i consumatori dovrebbero pagare attraverso le bollette. Stevo Muk, che si è presentato davanti ad un gruppo di cittadini e giornalisti, ha spiegato che l'EP non ha fornito nessun argomento valido per aumentare il prezzo. Come ha spiegato l'EPCG aveva detto che avrebbe consegnato la documentazione per giustificare la sua richiesta, ma questa documentazione non è stata consegnata. Il management italiano dell'EPCG richiede un tasso di rendimento garantito sugli investimenti, cioè una sorta di sicurezza per cui ogni suo investimento sarà restituito attraverso i pagamenti delle bollette da parte dei cittadini. Nella loro richiesta tale tasso, che in grande misura influenza anche l'aumento del prezzo della corrente ai cittadini, è dell'11%, quattro punti percentuali in più rispetto al minimo prescritto. Il presidente del Consiglio d'Amministrazione dei direttori dell'EP Srdjan Kovacevic afferma che tale importo è irreale. "L'11 % è probabilmente uno standard in occidente, ma credo che in questo momento in Montenegro questo non sia reale", spiega Kovacevic. L'Agenzia di regolamentazione per l'energia definisce la metodologia per determinare il prezzo e sulla base di essa si calcola anche il tasso di rendimento degli investimenti. Come sostiene Kovacevic il problema principale di questa valida metodologia è che ha un grande difetto: le perdite non sono accettabili, ma si considera che il tasso di rendimento non possa essere neanche un po' inferiore ad almeno il 7,8%. Al presidente dell'Associazione degli azionisti di minoranza dell'EP Vasilije Milickovic durante la discussione non hanno permesso di porre una domanda essenziale ai rappresentanti della A2A: perché i 96 milioni di euro, del processo di ricapitalizzazione, non sono stati usati per ridurre le perdite sulla rete? La RAE ha annunciato che su tutte queste richieste potrà dichiararsi solo tra 15 giorni, e che dalle spese che accetterà il regolatore dipenderà il prezzo della fornitura di energia e il carico sui consumatori a copertura delle perdite sulla rete. Alla discussione, organizzata dalla RAE, ieri erano presenti anche i rappresentanti di un gruppo dei cittadini del settore delle ONG e qualche osservatore. L'ultima discussione pubblica è stata indetta per venerdì.
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