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Podgorica/Montenegro - L'Assemblea degli azionisti di Crnogorski elektro-prenosni sistem ha adottato ieri la decisione sulla ricapitalizzazione. Il suo partner strategico, la società italiana "Terna", acquisterà per 34,26 milioni di euro circa 32,28 milioni…
Podgorica/Montenegro - L'Assemblea degli azionisti di Crnogorski elektro-prenosni sistem ha adottato ieri la decisione sulla ricapitalizzazione. Il suo partner strategico, la società italiana "Terna", acquisterà per 34,26 milioni di euro circa 32,28 milioni di azioni, con un'offerta chiusa. E' anche stato eletto un nuovo Consiglio d'Amministrazione di sette membri: Zoran Djukanovic, Vesna Bracanovic e Milica Raicevic, Radivoje Brajovic, e due italiani di Terna Elisabetta Colacchia e Fabio Todeschini. Gli azionisti hanno inoltre adottato un piano di sviluppo degli investimenti di CES valido fino al 2014, la decisione sulla costruzione della sotto stazione Tivat-Kotor con collegamenti alle linee di trasmissione Podgorica - Trebinje e Tivat- Kotor- Pljevlja. Sono stati aboliti i diritti di acquisto delle azioni in via preventiva.<br /> <br /> Contro alcune decisioni chiave si sono espressi i rappresentanti del fondo Monet e gli azionisti di minoranza Vasilije Milickovic e Katja Popovic, riporta il "Pobjeda". L'emissione di azioni ad offerta chiusa con un compratore conosciuto è stata giudicata da Milickovic "<em>una farsa con cui gli azionisti di minoranza sono estromessi una volta per tutte", a loro danno</em>". "<em>Se fosse stata indetta una gara per la ricapitalizzazione di CES o Prenos, sicuramente avremo ottenuto una offerta migliore, quella attuale non è nell'interesse dello stato del Montenegro, ma esclusivamente a vantaggio degli italiani"</em>, ha dichiarato Milickovic. Egli ha stimato che la vendita di azioni a compratore conosciuto è sempre in odore di corruzione, ma ha affermato che gli azionisti di minoranza non sono contrari ad una ricapitalizzazione, ma ritengono debba essere svolta in modo più trasparente. Il Presidente del Consiglio d'Amministrazione di Prenos, Zoran Djukanovic, ha spiegato che la decisione dell'offerta chiusa è dovuta al contratto di interconnessione con l'Italia, ratificato dal Parlamento. Djukanovic ha dichiarato che il valore della società era stato deciso nel 2003, il test di stima è seguito cinque anni dopo: "<em>il prezzo del trasporto è sempre determinato dal regolatore, gli azionisti di minoranza otterranno tutto ciò a cui hanno diritto</em>", ha dichiarato Djukanovic.
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