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NOTIZIE · OI-272142 · 10/01/2011 15:06:00 · 5640 g fa5 min lettura
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Conflitto asiatico e nuove partnership della Russia

DiOsservatorio ItalianoSommario

Dopo le tensioni tra Corea del Nord e del Sud, provocate dall'incidente militare del 23 novembre, Seul e Pyongyang hanno confermato la loro intenzione a riaprire i colloqui di pace. Al contrario si teme che, invece di veri e propri negoziati, vi saranno…

Dopo le tensioni tra Corea del Nord e del Sud, provocate dall'incidente militare del 23 novembre, Seul e Pyongyang hanno confermato la loro intenzione a riaprire i colloqui di pace. Al contrario si teme che, invece di veri e propri negoziati, vi saranno nuove dimostrazioni di atti di forza. Le offerte del Sud Corea non vengono prese molto seriamente, ritenute solo frutto della propaganda statunitense all'interno delle trattative con la Cina, per difendere l`immagine dei buoni intermediari. La Cina rigetta le proposte dei Paesi occidentali di rivolgere tutta la responsabilità dell'incidente alla Corea del Nord, in quanto sia Pechino che Mosca avevano da tempo richiamato Seul affinchè annullasse le sue manovre militari. D'altra parte, gli USA avevano difeso il “diritto alle manovre nel quadro della sicurezza nazionale”. Sembra così riemergere il vecchio conflitto che dura da oltre cinquant'anni che vede schierate Cina e Russia da una parte ed America e Giappone d'altra parte, lasciando nel mezzo le due coree. Ancora una volta sono chiari i tentativi statunitensi di presidiare dei punti geostrategici e provocare un'altra crisi, onde ottenere una reazione cinese e russa. In tal senso, infatti, Sud Corea e USA hanno convenuto di non riprendere le trattative per il programma nucleare della Corea del Nord - che vede la partecipazione delle due Coree, USA, Cina, Russia e Giappone - fin quando Pyongyang non “ammetta la propria responsabilità dell'attacco di novembre". Questo quanto ribadito anche nel corso del summit OSCE di Astana, che non ha dato alcun nuovo impulso ai negoziati, bloccati dal dicembre del 2008. Come parte della propaganda, interviene anche WikiLeaks, pubblicando dei cablogrammi in cui viene confermato dai diplomatici americani che la Cina non “si oppone all'unione delle due Coree, ma non accetterebbe la presenza americana nella zona di demilitarizzazione sul 38° parallelo, che segna il confine tra i due Stati”. Pyongyang, in questa chiave di lettura, rischia di provocare con le sue prove missilistiche dei conflitti con la Cina sulla linea demarcazione con il Sud Corea dopo la caduta del regime comunista. Con il cambiamento dell'immagine della Cina come alleato di Pyongyang cominciano le manovre al sud del confine marittimo con la Corea del Nord con poco meno di sei navi della marina militare. Al contrario, sino ad oggi la Corea del Sud ha svolto più di 50 manovre. La crisi coreana va tuttavia ad inserirsi in una fase molto delicata dei negoziati per il nuovo trattato per la proliferazione di armi nucleari, mentre il progetto dello START in seno alla Camera Alta del Congresso americano viene approvato con 67 voti favorevoli e 28 contrari, in base al voto procedurale che precede quello finale. Dall'altra parte la Russia non si tanto fida degli accordi militari con gli Stati Uniti e, al fine di aumentare il suono del “crepitio delle armi”, stringe un accordo con un'altra potenza militare, l'India. Il Presidente russo Dimitri Medvedev e il Premier indiano Manmohan Singh ratificano l'accordo per lo sviluppo di un nuovo tipo dell'aereo militare, che potrebbe portare alla Russia altri 30 miliardi di dollari. Un accordo che è solo una parte della serie dei 15 protocolli firmati durante la visita di Medvedev in India, tenutasi il 21 e 23 dicembre 2010. L'India vuole modernizzare la sua flotta aerea per essere in grado di contrastare le manovre della Cina, percepita come una minaccia, dopo che per decenni i suoi alleati hanno acquistato armi da essa in piena guerra fredda. Tale accordo non è stato una semplice vendita di mezzi militari, ma anche una forte posizione della Russia verso l'India, tenendo presente che negli ultimi decenni l'India ha intrecciato stretti rapporti con USA e Paesi Occidentali. I grandi affari russi a New Delhi cambiano l`immagine del partner strategico russo, rispondendo così alla strategia americana nella regione. Sebbene l'India si stia trasformando in un'economia destinataria di appalti e contratti con partner internazionali, rompendo il monopolio dell'ex Unione Sovietica, il Governo indiano ha raggiunto un interessate accordo di cooperazione congiunta per la costruzione di aerei da combattimento di quinta generazione e la consegna di missili russi. Dopo aver ottenuto l'ampio consenso con gli Stati Uniti per l'uso pacifico di armi atomiche con gli Stati Uniti anche la Russia ha deciso di costruire tre nucleari in India. Nuovi contratti sono stati firmati per la distribuzione di petrolio e gas, con un interscambio reciproco che passa dagli attuali 10 miliardi di dollari ai 20 entro il 2015. Il valore totale dei progetti appaltati è di 30 miliardi di dollari. Oltre ad un livello bilaterale, i due Paesi si pongono in una situazione volta a cooperare strettamente all'interno del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) per ciò che riguarda il problema di Afghanistan e Pakistan, la pace in Asia e l'assenza di comunicazione tra i Paesi del continente, a cui si aggiunge un nuovo protocollo raggiunto con il Sud Africa. Mosca è molto interessata a portare l'India all'interno dell'Organizzazione di Shanghai per la cooperazione, a cui hanno già aderito Kazakhstan, Cina, Kirghizistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan. Intanto l'India sta sperimentando con successo i missili Prithvi II a corto raggio d'azione (350 km), in grado di trasportare anche una testata nucleare. L'India resta intanto al centro dell'attenzione della diplomazia americana, in quanto l'Amministrazione di Washington vede nell'India un possibile contrappeso alla Cina per risolvere i numerosi problemi del continente. In questo senso, i due Paesi hanno concordato una strategia di cooperazione in merito al programma nucleare firmato nel 2005, nonché alle visite del Presidente Barack Obama a Delhi nel maggio di quest'anno. Alcuni analisti americani ritengono che la Cina, in qualità di sostenitore della Corea del Nord, vede nella denuclearizzazione uno dei modi per risolvere i problemi della penisola, che saranno tra l'altro oggetto della visita in America del Presidente Hu Jintao in America il prossimo 19 gennaio. Anche con la prospettiva di buoni colloqui, la penisola coreana resta uno dei punti più pericolosi di quanto non lo sia stata per anni, che va ad inserirsi nelle problematiche della crisi internazionale che circonda i grandi percorsi energetici tra Russia, Cina e, di recente, anche l'India. <em><strong>Biljana Vukicevic </strong></em>

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