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NOTIZIE · OI-271210 · 15/12/2010 22:23:00 · 5667 g fa5 min lettura
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vendita strategica o fallimento economico?

DiOsservatorio ItalianoSommario

La nuova storia della privatizzazione di Telekom Srbija non sembra troppo diversa da quella degli anni '90, ma rimane il dubbio se la vendita di una grande azienda strategica sia un buon affare oppure un totale fallimento per lo Stato. Molte diverse ipotesi…

La nuova storia della privatizzazione di Telekom Srbija non sembra troppo diversa da quella degli anni '90, ma rimane il dubbio se la vendita di una grande azienda strategica sia un buon affare oppure un totale fallimento per lo Stato. Molte diverse ipotesi su questo grande affare sono state smentite da parte del Governo serbo e dal Ministero dell'Economia. La vendita di Telekom Srbija include anche l'infrastruttura di proprietà dell'azienda venduta già nel 1998, durante la prima privatizzazione, che si è rivelata in parte una riorganizzazione interna ed ha portato all'ingresso della società greca OTE , che oggi in possesso del 20% delle azioni dell'infrastruttura di Telekom Srbija. Alla gara d'appalto chiusa venerdì si sono iscritte sette aziende molto interessate all'acquisto del 51% delle azioni di Telekom Srbija, quali Deutsche Telekom, France Telecom, America Movil, Telekom Austria, Weather Investments-Orascom, Turkcell, e Vimpelcom, come confermato dal Ministero delle finanze di Belgrado. Tuttavia la loro candidatura non implica che tutte faranno la loro offerta per il pacchetto di maggioranza dell'operatore di telefonia serbo. Stando ai termini dell'appalto, possono essere potenziali acquirenti di Telekom le compagnie oppure consorzi che negli ultimi 5 anni hanno servito un  minimo di 20 milioni di abbonati e nell'ultimo anno hanno guadagnato più di quattro miliardi di euro, mentre che alla fine di settembre abbiano un un minimo di tre miliardi di euro di capitale. Dalla documentazione presentata è possibile notare che tutte le sette società si sono qualificate per partecipare alla gara d'appalto e il prossimo passo sarà la presentazione delle prove dei mezzi finanziari. La data di scadenza per quella fase del processo di vendita è il 21 febbraio. Se intanto giungeranno ancora altre offerte, a fine febbraio si organizzerà un'asta televisiva, come confermato ieri dal Segretario del Ministero delle finanze Vuk Dokovic. L'acquirente sarà quindi la società capace di offrire il miglior prezzo. Nel caso in cui, invece, dovesse essere avanzata soltanto un'offerta, Telekom sara venduta al prezzo prestabilito, ma la società estera dovrà ottenere il permesso delle Commissioni antitrust della Serbia, BIH e Montenegro,  paesi in cui Telekom Srbija opera anche attraverso altre compagnie telefoniche. Una volta accordati i permessi si procederà con il pagamento e tutto dovrà essere finito nella prima metà dell'anno prossimo. Le compagnie interessate invieranno la loro documentazione,  firmando un contratto che garantirà la segretezza dei dati, quindi le società dovranno acquistare la documentazione. All'acquisto di Telekom Srbija sembrano essere interessati gli uomini più ricchi del mondo come il messicano Carlos Slim, proprietario di American Movil, e l'egiziano Naguib Sawiris proprietario di Orascom, il terzo uomo più ricco del Medio Oriente. A febbraio dell'anno scorso questi aveva incontro il Presidente Tadic a Belgrado insieme con i rappresentati di 17 società egiziane. “Orascom Projects and Touristic Development - OPTD" detiene  il 100% di Orascom hotels Holding, la più grande catena di alberghi, con 118 milioni di metri quadri in sette paesi tra cui Egitto e Medio Oriente. Sawiris è noto anche in Montenegro, per l'affare da 1.1. miliardi di euro per sette milioni di metri quadri affittati per 20 anni ad otto alberghi con 2000 milia posti, 1600 appartamenti e 750 ville. Invece Carlos Slim ha un patrimonio di 53 miliardi di dollari ed è uno dei più grandi azionisti del New York Times. Il Governo serbo ha offerto il 51% delle azioni di Telekom, della partecipazione statale pari all'80% . Il valore totale è di Telekom Srbija è di 2, 3 miliardi di euro,  e con la vendita del 51% delle azioni, lo stato incasserà circa 1,5 miliardi di euro, di cui circa 900 milioni saranno reinvestiti nelle infrastrutture. Tali capitali serviranno quindi a completare l'autostrada Beograd –Cacak,  la Pojate-Krusevac-Pozega-Cacak e la strada Ruma-Sabac-Loznica. Inoltre il Ministero delle infrastrutture ha pianificato i lavori sulla ferroviaria per Bar che costeranno circa 200 milioni di euro, ma consentirà un aumento della velocità media da 35 km/h a 85km/h entro il 2015, consentendo così un incremento delle esportazione da Romania, Bulgaria, Serbia, Montenegro e Italia. I lavori potrebbero costare in tutto circa 340 milioni di euro. Questo progetto è in comune tra Italia, Serbia e Montenegro, il Governo italiano finora vi ha investito circa un miliardo di euro. Gli italiani sono interessati sopratutto al potenziamento della rete ferroviaria per consentire alle aziende italiane sul posto, tra cui la FIAT, di trasportare merci in Italia e dall'altra parte del Mediterraneo. Per quanto riguarda la vendita di Telekom Srbija, però, è difficile mostrarsi del tutto ottimisti: in alcuni casi non sono state rispettate le procedure giuridiche, nonostante l'operato dall'Agenzia per la privatizzazione che dovrà “controllare il processo della privatizzazione”. In base a quanto prescritto dalla legge, l'agenzia avrebbe dovuto informare l'opinione pubblica del metodo e del prospetto di privatizzazione, invece l'annuncio pubblico è stato trasmesso "segretamente" attraverso un decreto governativo (n. di protocollo 023-7544/2010) dal 14 ottobre 2010, eliminando così il ruolo dell'Agenzia per la privatizzazione sostituita dal Ministero delle Finanze e contravvenendo ad altre disposizioni. La procedura quindi è stata poco chiara e ha lasciato spazio per “affari segreti”. Un'altra violazione riguarda la nomina di tre consiglieri e un subappaltatore che dovrebbero aiutare nel processo di privatizzazione. Eppure il Governo ha assegnato tali incarichi senza interpellare nessuno, e scegliendone uno in palese conflitto di interessi. La commissione di gara doveva essere nominata dal Ministro per la privatizzazione, invece è stato fatto dal Governo. Inoltre la legge precisa che i membri devono essere dei rappresentanti della comunità locale, dei sindacati e delle istituzioni. Violando il procedimento di privatizzazione ed esponendosi in prima persona, il Governo serbo non fa altro che evocare nuovamente lo scandalo di Telekom Srbija degli anni 90, che sembra debba ripetersi.   <em><strong>Biljana Vukicevic</strong></em>

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Entità
28
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Aziende
8
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◉ Geografia della notizia · 8 paesi coinvolti
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