Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tra i rapporti pubblicati dalla ONG WikiLeaks che esaminano gli eventi dell'area balcanica, compare un documento che ritrae i Balcani come una regione messa al servizio dei traffici internazionali della criminalità organizzata. La storia di Slobodan…
Tra i rapporti pubblicati dalla ONG WikiLeaks che esaminano gli eventi dell'area balcanica, compare un documento che ritrae i Balcani come una regione messa al servizio dei traffici internazionali della criminalità organizzata. La storia di Slobodan Tesic, trafficante di armi con cittadinanza serba e britannica, da anni nasconde i movimenti dei potenti “re della guerra”, come Viktor Bout, Leonid Minin, Azizz Nassour, Samih Osailly. Quello che oggi WikiLeaks porta alla luce, annunciando come informazioni segrete in fatto che “i funzionari americani hanno fermato un serbo che vendeva armi sul mercato nero allo Yemen”, non è nulla di nuovo, ma un'operazione anti-crimini che era stata usata già molte altre volte per fermare una parte dei traffici e lasciare l'altra libera di svilupparsi . Nella nota diplomatica resa pubblica, l` ambasciatore americano Steven Seci dell'ambasciata a Sana afferma che “un cittadino serbo, dal nome Slobodan Tesic, ha tentato di vendere armi tramite la sua azienda al Ministero della Difesa dello Yemen nell'ottobre del 2009, per un valore di 78 milioni di dollari". Sulla base del contratto stipulato tra l'azienda di Tesic e il Ministero Yemenita, la fornitura doveva giungere alla fine del 2010. I dati risultano derivanti dall'ambasciata americana in Bulgaria, rilevando che Tesic è pronto a vendere munizioni per piccole armi, per artiglieria pesante, fucili di precisione, attrezzature per la demolizione, cannoni e obici. I bulgari informano gli Stati Uniti dell'affare di Tesic, nella speranza che gli americani fermino il traffico per dare loro uno spazio nei rapporti di fornitura in Yemen per una simile attrezzatura. Tesic sembra essere coinvolto anche nel traffico di armi verso Iraq, Liberia e tutti gli altri regimi denominati “terroristici”. Egli gode della doppia cittadinanza britannica, ed è stato spesso visto nei circoli VIP di Londra e, nonostante la sua attività fosse nota, non era ricercato da forze di polizia, come rilevato in un documento ONU. Tuttavia Tesic non era un piccolo trafficante , ma uno di quelli collegato con i più potenti venditori al mondo, come confermato dal fatto che tramite la sua off-shore di Cipro era coinvolto nella vendita della tecnologia cinese in Pakistan, nonché di attrezzature chimiche di produzione indiana. Appare quindi strano che proprio gli Stati Uniti hanno cercato di fermare un trafficante di armi, ben sapendo che, insieme con la Russia, godono del monopolio dei mercati, oltre ad essere i principali fornitori delle armi di Israele, Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo. Eppure la sua storia ci dice dell'altro. Slobodan Tesic, un serbo nato in Bosnia, ha guadagnato i primi capitali durante la guerra con il traffico delle armi. dopodiché si trasferisce a Belgrado e apre la sua azienda Temeks, con la quale continua ad esportare armi. L`azienda viene chiusa nel 2000, dopo la risoluzione ONU sulla violazione dell'embargo e contro il traffico illecito di armi in Liberia. L`azienda, per non essere sanzionata dall'ONU , falsifica i documenti per la fornitura alla Liberia, intestandola alla società creata per la Repubblica del Congo. Il Consiglio di Sicurezza ONU a quel punto individua in Tesic il principale responsabile della violazione dell'embargo per l'esportazione delle armi. Fu allora che Tesic apre un'altra azienda a Melvale, nelle isole Seychelles per riprendere il suo business tramite la società off-shore. Dal 2009 la sua azienda ha una sede anche in Bosnia, mentre lui vive sulla linea Belgrado-Londra. Tra i dipendenti nella sua azienda per la maggior parte vi sono colonnelli della JNA tra cui, come riportato da alcuni media serbi, anche Dragan Ilic che era a capo della polizia. L` anno scorso Tesic si vede bloccare un grande contratto con la Libia e la sua azienda è stata discreditata. Sin dagli anni '90 i più grandi lavori di Tesic erano i contratti con la Zastava oruzje, che forniva armi alle Filippine, ma quelle forniture non sono state mai pagate. Nel 2001, il grande contratto con l'Iraq per i pezzi di ricambio per i missili è stato stipulato con la Jugoimport, che ha sottoscritto a sua volta un contratto con altre cinque aziende: Infiniti, Brunner, GVS, Interdeal e Temek (azienda di Tesic). Allora scoppio il grande scandalo “ORAO” , scaturito dall'azienda di Bijeljina nella RS, affermando che era stata violata la Risoluzione ONU per l'embrago alle armi e l'Atto di Dayton. Inoltre successivamente, la commisione per il controllo dell'esportazione delle armi alla Liberia scoprì che l'azienda di Tesic, da giugno di 2002, esportava migliaia di pezzi di arma da fuoco con una falsa documentazione. I documenti falsi coinvolgevano anche l'azienda Interjug, dietro la regia di Tesic e del suo collaboratore Orhan Dragas che ha smentito ogni suo coinvolgimento, chiedendo 6 milioni di dollari dall'ONU a titolo di risarcimento. Nell'affare era coinvolto anche Jovan Aleksic dell'azienda serba Aviogenex. Mediante un aereo noleggiato si recavano spesso insieme in Liberia, mentre sembra che le armi siano state trasportate con gli aerei della compania Moldava , Aerocom, parte della azienda Belga, Ducor. D'altra parte sono stati molte le sanzioni ONU per i rapporti con Iraq e Armenia. Nel 2003 la sua azienda Temex esce dalla lista ONU che vieta le esportazioni di armi in Liberia. Temex così falsifica la documentazione per il Congo e nel 2005, la Melvale con sede a Blegrado e alle Seychelles, stipulano un contratto con Krusik a Valjevo e Sloboda di Cacak, per l'esportazione delle armi in Georgia senza nessuna autorizzazione. Il contratto non è stato portato a termine e lo Stato serbo ha pagato i danni ad entrale le due compagnie serbe per la produzione delle armi. Nell 2006 Tesic stipula un altro contratto con Zastava per la Nigeria, da cui poi uscì un caso di abuso di potere contro i direttori di Zastava. L` anno scorso il contratto con la Libia del valore di 50 milioni di dollari con Sloboda a Cacak e Zastava oruzje è stato onorato tramitte l'azienda Melvale. Nell'ottobre del 2009 la sua azienda fittizia stipula contratto di 78 milioni di dolari con lo Yemen e il Ministero delle difesa. Anche oggi Tesic continua ad operare sui mercati che sono sotto embrago per l'importazione di armi, un settore che consente di ottenere milioni di euro come guadagni . Quello che a questa storia sembra molto interessante è come sia stato possibile dare ancora spazio di manovra a Tesic, se anche in Serbia le sue aziende dal 2007 sono senza permesso di esportazione. Ci si chiede come possa aver fatto, dunque, ad ottenere dei contratti con lo Stato serbo nonostante i fallimenti precedenti. Nel 2009 si conferma anche che non aveva le autorizzazioni da parte della polizia e né del Ministero della Difesa. Così ritorniamo sulle orme della vechia storia dei tragitti nei Balcani del traffico internazionale di armi (si veda <a href="http://osservatorioitaliano.org/read.php?id=55580"><strong>I giochi dei traffici per l’allargamento della NATO</strong></a>) ed iprogetti della NATO per la fornitura delle armi. La storia di Tesic, come parte del club di Londra, non è tanto diversa da quella di Kellogg Brown & Root, società del gruppo Halliburton (di cui l'ex vicepresidente americano Dick Cheney era presidente del CdA) . Nei documenti delle ambasciate americane ancora nessuno parla della sudafricana Executive Outcomes (Eo), della britannica Sandline International, della statunitense DynCorp e della belga International Defence and Security - Idas. Nessuno parla dei dettagli sugli affari della ditta inglese Defence Systems Limited - Dsl e dell'americana Military Professional Resources Increment - Mpri , oppure della Vinnel, filiale del Trw Group, Saic, Ici of Oregon e Logicon, dipartimento del gruppo Northrop Grumman. E` più interessante smuovere le acque con i documenti di WikiLeaks per lasciare sempre la verità nelle ambiguità delle lobby dietro il velo dei regimi democratici che “combattono contro quelli terroristici”. <em><strong>Biljana Vukicevic </strong></em>
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