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Il settore del trasporto marittimo è, forse, il più globale e dipende più di ogni altro dalle leggi della domanda e dell‘offerta. Negli anni fra il 2000 ed il 2008, la progressiva riduzione del numero delle navi (offerta di stiva) e l’aumento della domanda…
Il settore del trasporto marittimo è, forse, il più globale e dipende più di ogni altro dalle leggi della domanda e dell‘offerta. Negli anni fra il 2000 ed il 2008, la progressiva riduzione del numero delle navi (offerta di stiva) e l’aumento della domanda di trasporto ha generato utili importanti per le compagnie di navigazione e gli armatori, e conseguentemente per i cantieri navali. Infatti, nel solo 2007 sono stati emessi ordini di costruzione di nuove navi per un valore di circa 250 miliardi di dollari. Soltanto un anno dopo, quando erano “in progress” ordini di costruzione per 10.000 nuove navi, è arrivata la crisi internazionale (il cui inizio viene identificato con il fallimento della banca Lehmann Brothers), che ha portato una drastica riduzione dei consumi e della produzione a livello globale. Gli armatori, quindi, oggi spingono perché i cantieri ritardino sempre più le consegne o per la cancellazione degli ordini in corso. Navi nuove del valore di 100 milioni di dollari sono state vendute a meno della metà del loro valore, altre giacciono invendute e moltissime sono ferme, in attesa, sparse nelle rade dei porti di tutto il mondo. Il numero delle navi ferme è stimato intorno al 10% del totale; è sufficiente dare uno sguardo alla zona marittima antistante la regione di Johor (fonte: www.vesseltracker.com), a est di Singapore: le navi ancorate sono centinaia, alcune vuote, abbandonate, spesso solo con qualche uomo a bordo, in attesa di tempi migliori. Solo poco tempo fa un container da 40 piedi (che contiene circa 65-67 m3 di merce) sulla rotta Estremo Oriente/Mediterraneo aveva un costo di circa 900 dollari, oggi ne costa 194; un carico completo veniva pagato circa 200.000 dollari, oggi non supera i 10.000. Colossi del trasporto containers come Maersk, CMA CGM, Evergreen, Hapag-Lloyd hanno fermato dal 20 al 25% della loro offerta di carico e non prevedono miglioramenti sostanziali del mercato dei noli prima del 2012. La difficoltà di ottenere credito dagli istituti finanziari aggrava questa situazione: rendere difficile l’accesso al credito non facilita la sopravvivenza e la ripresa, ma alimenta il pessimismo ed aiuta solo il mondo bancario. A giudicare dai risultati economici di Nazioni come Cina, Brasile o India, nuovi impulsi all’economia globale, e quindi anche ad una ripresa dei trasporti marittimi, verranno proprio da quei Paesi. Più che dagli Stati Uniti, la cui ripresa è oggi più lenta e moderata di quanto si pensava. Fonte:Buongiorno Slovacchia
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