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I Ministri degli Esteri e della Difesa dei Paesi NATO sono alle prese con una nuova strategia dell'Alleanza Atlantica, che includerà anche il tema dello scudo missilistico, della difesa da attacchi telematici e del disarmo nucleare. La proposta della…
I Ministri degli Esteri e della Difesa dei Paesi NATO sono alle prese con una nuova strategia dell'Alleanza Atlantica, che includerà anche il tema dello scudo missilistico, della difesa da attacchi telematici e del disarmo nucleare. La proposta della Germania, sostenuta dal Ministro della Difesa tedesco Karl Theodor Guttenberg e da altri funzionari dei Paesi europei, considera la strategia del 1999 ormai superata mentre si rivolte ad implementare il progetto del disarmo. Al contrario il Segretario generale di NATO, Anders Fogh Rasmussen, è ancora intenzionato a convincere i paesi dell'alleanza a costruire un unico sistema missilistico difensivo. In risposta alle tendenze al disarmo, Gran Bretagna e Francia hanno siglato un accordo per lo sviluppo congiunto di testate nucleari, che prevede, tra l'altro, la creazione di un centro per la tecnologia nucleare in Gran Bretagna e uno in Francia per i test nucleari. Durante il vertice tra i due Paesi, tenutosi a Londra pochi giorni fa, il Premier britannico David Cameron e il Presidente francese Nicolas Sarkozy, hanno cercato di elaborare una strategia per unificare le forze militari impegnate in interventi all'estero e hanno firmato due accordi: uno di ampia collaborazione e uno sulle armi nucleari. Il governo britannico ha descritto tali misure come "pratiche”, ma ha subito forti critiche da parte dell'opposizione laburista che, dopo molti anni, sembra essersi avvicinato nuovamente all'idea di una riduzione delle spese militari. Parte dell'opinione pubblica, infatti, è sul piede di guerra per i continui tagli della spesa pubblica dedicata alla cultura, all'istruzione e alle pensioni, e non vede di buon occhio le grandi spese per la cooperazione militare. Sono servite a poco, le spiegazioni del Ministro della Difesa britannico Liam Fox, il quale ha valutato che la collaborazione tra i due Stati porterà ad un riduzione dei costi, attraverso la formazione di corpi militari congiunti, il miglior scambio delle informazioni e la cooperazione in materia di appalti di tecnologie e attrezzature. Il Ministro ha annunciato, inoltre, che l'accordo prevede anche l'utilizzo congiunto delle portaerei dal 2020. La Francia e la Gran Bretagna sono i due paesi europei con il più grosso arsenale nucleare, il loro accordo strategico potrebbe creare un asse attorno al quale potrebbe essere costruita la nuova politica di difesa dell'EU. Ma non tutti la pensano così. “<em>Qui si tratta solo dei soldi</em>”, ha spiegato l'analista militare Charles Heiman. Il traffico aereo e navale sono i due settori in cui la collaborazione potrebbe cominciare già domani. Che si tratta solo di soldi è dimostrato dalle cifre pubblicate dal Governo britannico che rivelano una riduzione delle spese militari del 8% nei prossimi 4 anni, oltre a una diminuzione delle forze. Herve Moren, Minstro della Difesa francese, ha presentato la base di questa collaborazione, sottolineando che la Francia potrebbe mantenere i suoi aerei in aeroporti britannici e viceversa. Una ampia collaborazione potrebbe prevedere l'istruzione dei piloti degli aerei A400M, lo sviluppo congiunto di nuovi velivoli senza pilota e la razionalizzazione dei missili. Le idee si stanno già realizzando, l'accordo infatti prevede il noleggio di 14 airbus francesi per il trasporto truppe alla Gran Bretagna. Le forze di terra col tempo potranno impegnarsi in manovre congiunte e operazioni militari, con la possibilità di creare un comando unico di una brigata anglo-francese di 5000 soldati. Parte del Parlamento britannico, però, si oppone a tale ipotesi, rilevando una seria limitazione della sovranità britannica. Il Ministro Fox ha spiegato, comunque, che le forze britanniche conserverebbero la possibilità di reagire autonomamente, e che la collaborazione con la Francia non significa un legame più debole con altri alleati della NATO o con gli USA. Si è sottolineato, inoltre, che l'arsenale nucleare congiunto consentirebbe di accrescere o quantomeno lasciare intatta la potenza militare di entrambi gli Stati, consentendo al contempo di operare una riduzione della spesa militare resa necessaria dalla crisi economica. Proprio motivazioni economiche, quindi, spingono i due paesi ad un accordo simile alla "St. Malo Declaration" del 1998, sottoscritta da Tony Blair and Jacques Chirac, che molti analisti chiamarono “Suez paradigm”, evocando un la vicinanza strategica delle due potenze nel 1956. L'antica rivalità anglo-francese, tanto enfatizzata dal duca di Wellington:”<em>I Francesi ci hanno sempre disprezzato e ancora ci disprezzano</em>” o dall'Ammiraglio Nelson “<em>dovete odiare i Francesi come odiate i diavolo</em>”, è ormai solo un ricordo. La nuova situazione internazionale, associata alle difficoltà dovute alla crisi economica, sta portando quindi alla valutazione di nuove strategie e alleanze, che inevitabilmente creano malcontenti tra i vecchi amici ed alleati. Il Ministro degli esteri italiano Franco Frattini ha criticato Francia e Gran Bretagna per i loro accordi, che forzano gli altri membri e le istituzioni della UE. In una intervista rilasciata al Financial Times, Frattini ha dichiarato che i colloqui avrebbero dovuto essere svolti tra sei membri del gruppo UE: Francia, Germania, Italia, Inghilterra, Spagna e Polonia. Se il Segretario NATO Rasmussen vorrà dedicare il prossimo summit a Lisbona ai rapporti tra NATO e Russia, sicuramente si potrà parlare di un'altra pagine della storia delle recenti relazioni internazionali.<br /> <em><strong>Biljana Vukicevic</strong></em>
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