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difetto di comunicazione di intelligence

Belgrado/Serbia-Italia - Il Presidente della Serbia Boris Tadic in una conversazione telefonica con il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi ha espresso rammarico per gli incidenti provocati dai tifosi serbi a Genova. <em>&quot;Sono dispiaciuto per quanto accaduto a Genova</em>&quot;, ha detto Tadic al Primo Ministro italiano.

Osservatorio Italiano · · Aggiornato il · OI-268563 · 4 min di lettura

OsservatorioItalianoLa cibernetica dell’informazione

I due funzionari hanno convenuto che gli incidenti che si sono verificati ricadono sulla responsabilit&agrave; dei gruppi di teppisti e non vanno ad influenzare i rapporti di amicizia tra Italia e Serbia. Tadic e Berlusconi dovrebbero incontrarsi a Belgrado il prossimo mese, dopo che il vertice intergovernativo del 13 e 14 Ottobre, &egrave; stato rinviato a causa di un intervento chirurgico a cui il Premier &egrave; stato urgentemente sottoposto. Intanto, il Ministro degli Esteri Franco Frattini, in un'intervista per i media italiani, ribadisce che <em>&quot;la Serbia ha fornito le scuse ufficiali per gli incidenti di hooligans</em>&quot;, smentendo che la polizia italiana abbia commesso degli errori nel gestire la situazione, in quanto ha agito onde evitare che la situazione degenerasse con conseguenze peggiori. <em>&quot;Quindi nessun appunto alle nostre forze dell&rsquo;ordine - afferma Frattini, continuando - l&rsquo;Italia ha un interesse strategico ma anche politico nel voler far entrare la Serbia nell&rsquo;Ue e che l&rsquo;hooliganismo non nasce certo in Serbia ma fa parte della &lsquo;tradizione&rsquo; di altri paesi europei, come ad esempio la Gran Bretagna</em>&rdquo;. Il capo della Farnesina precisa infatti che &ldquo;il problema non &egrave; la Serbia ma sono i criminali serbi che il governo di quel paese si &egrave; impegnato ad arrestare&rdquo;.&nbsp;&nbsp;In riferimento all'ingresso in Italia dei gruppi di hooligans ben armati di spranghe e bombe carta, Frattini afferma che<em> &quot;vi sono stati difetti di comunicazione tra le intelligence, per i quali sono state gi&agrave; chieste delle spiegazioni perch&eacute; lo scambio preventivo informativo non sia avvenuto. Certamente molti altri paesi da cui provengono gruppi di estremisti in vista di manifestazioni sportive, fanno parte del trattato Schengen. Vi sono dei casi limite in cui per eventi sportivi internazionali lo spazio Schengen si pu&ograve; sospendere, ma nessuno poteva immaginare che per una singola partita della Nazionale si sarebbe dovuti ricorrere a quella misura</em>&rdquo;, afferma Frattini, sottolineando come gli accordi di Schengen siano stati negoziati all&rsquo;unanimit&agrave;, impensabili ora da ridiscutere. Tuttavia avverte che &ldquo;<em>per i Paesi che devono ancora farne parte forse &egrave; necessario fare una riflessione pi&ugrave; approfondita di quelle che abbiamo fatto in passato</em>&rdquo;.<br />

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Intanto, la Serbia ha indetto una riunione straordinario del Consiglio nazionale di Sicurezza per discutere delle violenze che hanno distrutto le strade della citt&agrave; di Belgrado nella giornata di domenica, oltre agli incidenti di Genova. Il Governo serbo ha fortemente condannato quanto accaduto, deplorando la violenza inaudita di tali gruppi, che ha scosso molto l'opinione pubblica italiana. Tuttavia il&nbsp;Ministro degli Interni&nbsp;Ivica Dacic&nbsp;ha stimato &nbsp;che le preparazioni per la partita di calcio Serbia-Italia a Genova non sono avvenute con le dovute precauzioni, se un piccolo gruppo di tifosi &egrave; riuscito ad interromperla. <em>&quot;L&rsquo;intervento della polizia italiana, che fatto un grande errore nel non impedire l&rsquo;assalto contro la squadra serba n&eacute; i disordini alla partita, poteva essere molto pi&ugrave; efficace in quanto non doveva permettere che i tifosi entrassero nello stadio con utensili cos&igrave; pericolosi. La polizia italiana non ha chiesto nessuna informazione, n&eacute; si &egrave; rivolta a noi prima della partita. L&rsquo;informazione sul numero di tifosi e il percorso che avrebbero fatto l'abbiamo fornita su nostra iniziativa</em>&quot;, ha detto Dacic.&nbsp; Neanche la Federazione di calcio della Serbia aveva chiesto l'aiuto della polizia serba n&eacute; che i poliziotti accompagnassero i tifosi o la squadra, ha aggiunto. A suo parere la polizia serba non pu&ograve; intervenire per proteggere l&rsquo;ordine pubblico in Italia, ma qualcuno dei nostri poliziotti, se fosse andato in Italia, poteva offrire assistenza, per esempio fare da interfaccia tra la polizia locale e la Federazione di calcio. &nbsp;

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