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NOTIZIE · OI-266763 · 30/08/2010 15:03:00 · 5774 g fa6 min lettura
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La Turchia grande mediatore strategico

DiOsservatorio ItalianoSommario

La Turchia si conferma  essere un intermediatore tra i Balcani e il Medio Oriente , e questo importante ruolo storico subisce in qualche modo anche gli eventi relativi ai suoi rapporti all'interno della regione.   Se fosse stato un vero…

La Turchia si conferma&nbsp; essere un intermediatore tra i Balcani e il Medio Oriente , e questo importante ruolo storico subisce in qualche modo anche gli eventi relativi ai suoi rapporti all'interno della regione.&nbsp;&nbsp; Se fosse stato un vero intermediario,&nbsp; senza nostalgiche tendenze &quot;neottomane&quot;, l'intermediazione sarebbe senz'altro stata approfondita. In realt&agrave;,&nbsp; il ruolo della Turchia non e` solo&nbsp; quello di intermediario, bens&igrave;&nbsp; di essere giocoliere delle grandi entit&agrave; per&nbsp; la loro politica. La Turchia non sar&agrave; considerata come un paese dalla buona volont&agrave; politica e di vero ponte tra Occidente e Medioriente. <br /> &nbsp; Il recente accordo tra Armenia e Russia, che accetta la permanenza della&nbsp; Base di Gjumri&nbsp; almeno fino al 2044, ha in qualche modo sollevato i dubbi del Governo azerbaigiano, in quanto in discussione non voi &egrave; soltanto la possibilit&agrave; di usare le basi sul territorio armeno,&nbsp;&nbsp; ma anche il fatto che Mosca possa costruire una qualche cooperazione militare con lo Stato caucasico. Di fatti, nel&nbsp; caso in cui l'Azerbaigian intenda prendere con la forza&nbsp; l`indipendente Nagorno Karabah,&nbsp; la base russa potrebbe costituire un ostacolo, visto che la maggior parte dei colonnelli di&nbsp; nazionalit&agrave; armena hanno&nbsp; la cittadinanza russa. Come&nbsp; contro-risposta, la Turchia potrebbe offrire degli elementi chiave per costruire la Repubblica Indipendente di Nakhichevan,&nbsp;&nbsp; repubblica autonoma tra Armenia e Turchia, vicino Arrarat.&nbsp; La questione di Nagorno &egrave; stata proposta come punto di discussione della riunione dell'Organizzazione dell'accordo per la sicurezza collettiva, a cui hanno partecipato&nbsp; Russia, Bielorussia, Kazahstan, Tagikistan,&nbsp; Tirghizistan e Armenia, la quale vorrebbe ottenere un sostegno dai Paesi partner un sostegno in caso di un attacco da parte dell'Azerbaigian.&nbsp;&nbsp; Realmente questo &egrave;&nbsp; possibile soltanto nel caso in cui lo voglia la Russia, ma gli altri non vorrebbero rompere i rapporti con la Turchia e Azerbaigian, visti gli interessi economici che lega questi Paesi.&nbsp; Il governo russo vuole avere&nbsp; buoni rapporti anche con l'Azerbaigian ma il Presidente Iljham Alijev ogni tanto i ricorda che la guerra nel Nagorno Karabah ancora non &egrave;&nbsp; finita e che le trattative della pace non possono continuare all'infinito.&nbsp; Dall'altra parte si parlava anche di un accordo militare tra Russia a Azerbaigian con la vendita di missili C-300,&nbsp; dopodich&eacute; tutto questo &egrave; stato smentito da parte del Ministro Sergei Lavrov. Lui ha confermato che la Russia non vende armi ai paesi nella regione che potrebbero creare una destabilizzazione.&nbsp;&nbsp; Il Presidente turco Abdulah Gul ovviamente non vuole trovarsi a lottare con la Russia in un conflitto con l'Azerbaigian, volendo gettarsi alle spalle &quot;i rapporti della guerra fredda&quot;,&nbsp; soprattutto perch&eacute; &quot;Russia e Turchia sono Stati amici&rdquo;. Questo pu&ograve; significare che la Turchia abbia fatti un patto con la Russia, vista anche la loro vicinanza sulla questione dell'Iran, sul quale ha manifestato una certa ambiguit&agrave;.&nbsp; Le imprese turche hanno esportato in Iran fino al&nbsp; 1 luglio una&nbsp; quantit&agrave; di benzina nel valore di 200 milioni di dollari, subendo per questo gli avvertimenti della delegazione americana. <br /> <br /> &nbsp;La situazione si riscalda anche con la paura turca per ritiro delle forze militari americane dall'Iraq, considerando che a Bagdad dopo sette mesi delle elezioni parlamentare non &egrave; stato creato un Governo, mentre vi sono tutte le condizioni per parlo&nbsp; diventare un nuovo centro delle organizzazioni terroristiche,&nbsp; per poi passare oltre il confine turco. &ldquo;A me&nbsp; preoccupa di pi&ugrave;&nbsp; la possibilit&agrave; di uno&nbsp; scontro tra&nbsp; kurdi e arabi oppure sciiti e sunniti, che potrebbe avere un impatto diretto sulla Turchia&rdquo;, avvisa Sedat Lachiner, coordinatore della organizzazione Internazionale per la ricerca strategia (USAK).&nbsp; In tutto questo, sembra che la Turchia stia continuando a pianificare il suo ruolo di intermediatore politico, come quello nei Balcani, provando anche la mediazione tra i politici iracheni per stabilire un governo, che tuttavia &egrave; fallito rovinosamente, come accaduto nei Balcani. &quot;Gli scontri tra curdi e Arabi nel Iraq del Nord potrebbero destabilizzare il Paese. Le conseguenze sicuramente si sentiranno anche in Turchia&rdquo;, dichiara Sehat Ekmen, del Centro per l studi e ricerche del Medi Oriente. Da notare che in questa parte dell'Iraq vive pi&ugrave; di un milione di Turkemeni,&nbsp; e la maggior parte di loro vive nella parte dell'Iraq nei pressi di&nbsp; Kirkuk dove sono stati scoperti grandi giacimenti di petrolio. Dopo l'autonomia dello stato curdo stanno tentando di fare i loro affari da soli, cosa&nbsp; che non &egrave; stata ben accetta a Bagdad. Inoltre, i&nbsp; Kurdi iraniani che sono pi&ugrave; di quattro milioni, che hanno preso un'autonomia pi&ugrave; ampia grazie all'aiuto delle forze americane, anche se adesso aspirano sempre pi&ugrave; all'indipendenza.&nbsp; Questa eventualit&agrave;,&nbsp; ovviamente, pu&ograve; creare un effetto domino in Turchia, Iran Iraq e Siria. Infine, in Turchia&nbsp; vivono pi&ugrave; di 20 milioni dei curdi, soprattutto nell'Anatolia sudest.&nbsp; Una tale situazione potr&agrave; causare un vero caos, se&nbsp; nessun pu&ograve; pi&ugrave; prevedere i prossimi passi nel Medio Oriente. Una mossa del genere potrebbe&nbsp; fare comodo a tutti quelli che ogni tanto provocano gli scontri tra Libano, Israele, Turchia , Azerbaigian e Palestina per aprire le strade per conquistare&nbsp; importanti&nbsp; giacimenti di gas. In quel caso, il ruolo della Turchia diventer&agrave; cruciale. <br /> <br /> Di tale parere, anche la rivista&nbsp; The Economist che ha pubblicato l` articolo dal titolo &ldquo;Il grande mediatore&rdquo;, rilevando come la Turchia svolga un ruolo molto importante per i prossimi sviluppi in Medio Oriente.&nbsp; Alla luce degli ultimi scontri tra Turchia ed Israele, si pu&ograve; dire che dal 2006&nbsp;&nbsp; i rapporti bilaterali erano ben diversi, arrivando anche a catturare da parte di&nbsp; Hamas un giovane israeliano. Per la sua liberazione allora intervenne proprio Ankara,&nbsp; come rilevato dai colloqui tra l'ambasciatore israeliano in Turchia e Recep Tayyip Erdogan. Ad incidere su tali rapporti, secondo gli analisti, anche il fatto che il Governo &egrave; stato condotto da un partito fondamentalista, che&nbsp; ha sviluppato i suoi forti rapporti con l'Iran e quindi &egrave; diventato un partner intermediario tra Iran e gli altri paesi. Nessuno pu&ograve; dire nulla per intermediazione dell'aprile del 2007 quando, grazie alla Turchia, si deliberano 15 marines britannici&nbsp; sequestrati dagli iraniani. Allo stesso modo, anche la Francia dovr&agrave; ringraziare l'intervento di Ahmet Davutoglu per la deliberazione della professoressa Clotilde Reiss fermata in Iran per&nbsp;&nbsp; spionaggio. La Turchia &egrave; diventata un ponte in Medio Oriente, ma anche la prima tappa per migliaia&nbsp; di rifugiati politici proveniente da Iran, Iraq, Afghanistan e Asia centrale, come in caso dell'avvocato iraniano Moastafei Mohamad,&nbsp; fuggito prima in Turchia e dopo in Norvegia.&nbsp; L'intermediazione Turca hanno suscitato&nbsp; entusiasmo anche in Africa. Si cerc&ograve; l'aiuto di Ahmet Davutoglu per creare&nbsp; una disputa territoriale con Namibita. Sebbene fosse lusingato, Davutoglu ha detto che almeno una volta era perplesso. Ad ogni modo sembra evidente come la Comunit&agrave; Internazionale e la geopolitica, in una situazione in cui vi sono gravi problemi, manda avanti la Turchia come possibile intermediatore, che a volte ha fallito e altre no, a seconda degli interessi che aveva nei confronti di questi casi. <em><strong>Biljana Vukicevic</strong></em>

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