Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
La crisi globale che, giorno dopo giorno, porta al fallimento di interi Stati, ha colpito anche la grande Alleanza Atlantica. Le guerre che la NATO porta avanti da anni in Iraq e Afghanistan, nel nome della “democrazia”, abbandonate dagli…
La crisi globale che, giorno dopo giorno, porta al fallimento di interi Stati, ha colpito anche la grande Alleanza Atlantica. Le guerre che la NATO porta avanti da anni in Iraq e Afghanistan, nel nome della “democrazia”, abbandonate dagli stessi generali ormai pentiti, tra cui lo stesso Stanley Mc Crystal la cui carriera è stata stroncata dall'articolo del Rolling Stones, mettono in evidenza la crisi e il crollo totale dell`Alleanza Atlantica. Vengono così lanciati i primi segnali di una grave crisi di qualcosa che poteva essere considerata una “ideologia”. L'idea che la NATO sia una potenza che assicura agli Stati membri lo status di “protetto” sta cambiando, in quanto la stessa Alleanza Atlantica sta attraversando una crisi interna. La cyber-guerra ha cambiato il concetto del combattimento, mentre la 'cassa risparmio' è stata aperta anche per la sede di Bruxelles, i cui tagli causeranno meno posti di comando a livello regionale, diminuendo il livello amministrativo e il numero delle agenzie di collegamento che collaborano l'Alleanza. Nel corso dell'ultimo vertice di Bruxelles, nessuno degli Stati membri ha voluto destinare il 2,2 % del PIL alla Difesa. Cercano così di dissuadere i Paesi membri ad ottenere un risparmio di 1,5 miliardi di euro per i prossimi quattro anni, con tagli “sia in betone sia burocrazia”, il per dire simbolicamente che le misure coinvolgeranno vari settori. Saranno chiusi 6 posti di comando degli 11 che ora sono presenti. Delle 14 agenzie di collegamento esterne ne rimarranno solo 3, dei 13.500 dipendenti 6000 potranno essere licenziati. Tutto questo vale anche per gli Stati membri, visto che ognuno di loro, tra il 2008 e il 2009, hanno diminuito le loro spese dai 939 agli 875 miliardi di dollari. D'altra parte però non è stata ancora del tutto esclusa l'idea contraddittoria di costruire una nuova sede NATO a Bruxelles che costerà 1,5 miliardi di euro, oltre a quella di continuare la campagna delle nuove adesioni sopratutto per i Paesi ancora non membri dell'UE. <br /> <br /> Queste dunque sono le prime conseguenze di un allargamento forse smisurato che potrebbe lentamente portarlo all'autodistruzione. In caso contrario, il mancato allargamento potrebbe decretarne la fine. Escludendo i problemi interni alla NATO, non bisogna dimenticare i problemi che derivano dai contrasti esterni che ogni giorno diventano più forti proprio per ragioni economiche. La Cina, con la sua presenza dominante nelle varie zone di influenza, sta fornendo armi ai regimi anti-americani che si trovano in giro per il mondo. Per quanto riguarda invece la collaborazione tra NATO ed EU, il Segretario Generale della NATO Anders Fogh Rasmussen, e l'Alto Rappresentante dell'UE Catherine Ashton, hanno sottolineato che entrambe le parti dovrebbero “discutere di più, pianificare ed operare”, oppure in altre parole rafforzare la collaborazione in Afghanistan, BiH, Kosovo e Somalia. Ricordiamo che proprio sulla Bosnia è stato aperto il capitolo dell'adesione al programma di adesione al Membership Action Plan, il quale è stata definita necessaria la formalizzazione della destinazione degli immobili e delle proprietà di 69 siti, che possono essere le prossime caserme della NATO. A tali proprietà si guarda come alla soluzione per avere basi a basso costo e manodopera negli eserciti militari in tutti i Balcani per conseguire maggiori risparmi. Così si parla di integrazione euro-atlantica come un'ancora di salvezza economica, politica e di prosperità sociale, anche se è cosa nota che la presenza della NATO non implica benessere e stabilità all'interno del Paese ospitante. I soldati ribelli britannici, tedeschi, e gli stessi americani,hanno messo in evidenza la politica sbagliata della NATO che, ogni giorno di più, crea vittime sia nei corpi militari sia civili. <br /> <br /> L`ultimo colpo inferto alle truppe della NATO è stato quello dello scandalo scatenato dal portale elettronico <strong>Wikileaks</strong>, diretto da <strong>Julian Assange</strong> , che ha pubblicato i documenti dell'US Army che accusano i militari americani di aver messo in pericolo le operazione in Afghanistan e le vite dei loro soldati. D'altra parte, l'intenzione di Julain Assange era proprio quella di dare una immagine di insensatezza delle operazione militari, rendendo note quante vittime civili erano state causate dalla macchina dell'Alleanza. Secondo WikiLeaks, sono 15 000 i rapporti delle informazioni protette sono state rese pubbliche, contenenti gli scioccanti dettagli dei morti civili e delle operazioni in cui nessuno teneva presente chi era un bambino e chi era un soldato, e c'è da chiedersi se esiste qualche tribunale internazionale disposto a definire tali crimini un “genocidio”. Diverse compagnie della Royal Marines sono state accusate dallo stesso portale di aver ucciso civili nella provincia di Helmand nel marzo del 2008. Viene confermato che anche lo stesso David Miliband era preoccupato di ottenere una risoluzione ed un monitoraggio da parte dell'ONU, ma neanche questo pare abbia funzionato. D'altro canto, Assange non ha detto nulla che non si sapesse, come mostrato dagli stessi <a href="http://www.youtube.com/watch?v=oc_9TnFc8Bg&feature=related">video in circolazione</a>, come quello del soldato Bradley Manning che, viaggiando su di un elicottero Apache uccide gente innocente tra cui anche il giornalista della i Reuters. Il Segretario della Difesa americana, Robert Gates, da parte sua ha dichiarato a Washington che la pubblicazione dei documenti di WikiLeaks “può avere delle conseguenze che sono potenzialmente gravi e pericolose per i militari degli alleati e i partner afghani, in quanto potrebbe danneggiare le relazioni bilaterali e la reputazione di quella zona strategica. Una reputazione che, a nostro parere, è andata persa già un paio di anni fa, quando si vendevano gli hard disk dei dati segreti, quando i super agenti segreti della CIA venivano uccisi da un contadino con una cintura di esplosivo. <br /> <br /> Sembra chiaro che la reputazione della NATO sia già crollata, visto che le truppe dell'Alleanza sono ormai sinonimi di assassinio, arroganza ed occupazione dei Stati. Per salvare se stessa dal fallimento, e dunque sia dalla crisi economica che da quella dell'ideologia, la NATO tenterà di sottoporre un numero maggiore di Stati a combattere le sue guerre. D'altronde l'idea espressa nel 4 aprile 1949 ossia prefiggersi come obiettivo quello di “risolvere una difesa collettiva e preservare la pace e la sicurezza”, alla fine la maggior parte, tutto sommato, era basata sui attacchi e l'uso della forza. Le nuove sfide a cui dovrà rispondere la NATO vanno oltre le situazioni ipotizzate nel 20simo secolo: terrorismo, proliferazione nucleare, pirateria, cyber attacchi e forniture dall'energia. Le nuove sfide useranno i nuovi mezzi “per la difesa” che ormai sono sempre più imprevedibili, mentre è cosa certa che le truppe della NATO si avvicineranno sempre più nei punti sono possibili le interruzioni delle forniture di energia. <em><strong>Biljana Vukicevic</strong></em>
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.