Roma - Gli scontri al confine israelo-libanese hanno destato la preoccupazione di Mosca, che si è fatta sostenitrice della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano, invitando entrambe le parti a rispettare il 'cessate il fuoco' stabilito dalla risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La Russia sembra essere così molto attenta al mantenimento della sicurezza in una regione critica che potrebbe avere una rapida escalation in conflitti armati, nonchè una forte influenza sul mercato energetico.
Viene così confermata l'analisi dell'Osservatorio Italiano secondo cui il Libano potrebbe divenire una zona sensibile e critica per il monopolio nella gestione dei gasdotti e della rete di distribuzione del gas verso l'Europa. Non va dimenticato che tra Israele e Libano si contrappongono le lobbies petrolifere interessate allo sfruttamento dell'immenso giacimento di gas al largo delle coste libanesi, il quale potrebbe divenire anche una fonte di energia per il progetto del gasdotto Nabucco.
Il giacimento 'Leviathan' che si trova a 130 Km da Haifa contiene 450 miliardi di m3, che si affianca così ai pozzi di Tamar e Dalit che contengono altri 160 miliardi di m3 di gas: 50 anni di gas per Israele, oppure 15 anni di gas per il Nabucco. Sul Leviathan ha messo le mani la compagnia americana “Noble Energy” che sta conducendo le esplorazioni. Le attenzioni di Mosca sembrano essere ancora più giustificate