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Belgrado - Nuove società, interessate all'acquisizione del pacchetto delle azioni di maggioranza dell'<strong>Industria Petroliera della Serbia (NIS)</strong>, accanto poi alla stessa Gazpromneft che intende aumentare la sua quota di proprietà,…
Belgrado - Nuove società, interessate all'acquisizione del pacchetto delle azioni di maggioranza dell'<strong>Industria Petroliera della Serbia (NIS)</strong>, accanto poi alla stessa Gazpromneft che intende aumentare la sua quota di proprietà, avranno nuove opportunità in seguito alla presentazione della NIS nella Borsa di Belgrado. Il mercato delle azioni di piccoli azionisti aprirà la questione degli assetti proprietari della compagnia petrolifera, visto che NIS potrebbe quotare al massimo il 19,08 per cento delle azioni dei piccoli azionisti, pari a quanto possiedono i cittadini (15 per cento) e gli ex e attuali dipendenti (4,09 per cento). Gazpromneft ha il 51, e lo Stato il 29,92 per cento. I piccoli azionisti hanno ottenuto cinque azioni del valore nominale di 500 dinari, ossia quanto i russi hanno pagato per una singola azione del pacchetto della maggioranza. Le opinioni del valore delle azioni, all'inizio delle negoziazioni in Borsa sono diverse, ma in generale si pensa che il prezzo crescerà drasticamente. Gli analisti del settore petrolifero confermano che stanno seriamente pensando a questo commercio e che le azioni di NIS sono interessanti, ma nessuno ha ancora fatto un quadro della situazione. Zoran Obradovic, proprietario di maggioranza della "Petrobart"-Avia ha espresso già il suo interesse, precisando che ogni decisione dell'acquisto delle azioni dipenderà dal prezzo delle azioni a cui saranno quotate sul mercato azionario, e anche dal processo di sviluppo globale della NIS. Non è noto invece se lo Stato serbo sta considerando di aumentare la propria quota di proprietà acquistando le quote degli azionisti di minoranza. Danica Draskovic, membro del Consiglio di Amministrazione della NIS, dice su questo non vi è alcuna discussione. La prospettiva di guadagno potrebbe essere il basso prezzo iniziale di acquisto, ma è difficile prevedere a quale prezzo si venderanno perché non sono in atto negoziazioni. Secondo alcuni promotori finanziari, i prezzi offerti dalla Gazpromneft siano bassi, pari a 500 dinari per azione, perché considerando che in qualità di proprietario di maggioranza, secondo il contratto di acquisto, ha l'obbligo di riscattare tutte le azioni per 4,8 euro per ogni azione, prezzo pari proprio a quello che i russi hanno acquistato le azioni individuali. Tuttavia, la quotazione in Borsa non può andare al di sotto di tale livello. Il broker Branislav Jorgic ritiene che il prezzo delle azioni dipenderà dalle attività economiche di questa compagnia. "All'inizio, è ragionevole aspettarsi un'offerta leggermente più alta, e poi tutto dipenderà da quanti siano più o meno interessati alla vendita delle azioni. Potenziali acquirenti sono i fondi-pensione nazionali ed esteri, i fondi di investimento, le compagnie di assicurazione, le banche estere. Questi sono gli investitori professionali che conoscono il valore di questo tipo di compagnia petrolifera e che aspettano alla lunga i dividendi. L'esperienza dimostra che i primi a vendere le azioni sono coloro che hanno bisogno di soldi, nella seconda ondata vi sono gli speculatori, e nella terza quelli che conservano azioni perché contano che esse porteranno loro un dividendo ", ha detto Jorgic. A suo parere, il grande acquirente di azioni della NIS potrebbe essere un concorrente della Gazpromneft che, entrando nella struttura di proprietà della NIS, otterrebbe delle informazioni sui suoi progetti: questo potrebbe essere il motivo per cui potrebbe essere interessata all'acquisto di azioni quotate dai dipendenti e dai cittadini, così come potrebbe esserlo lo Stato serbo.
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