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Bucarest - Ammonta a circa 200 milioni di euro il valore della proprietà di 1.147 cittadini italiani, che hanno lasciato la Romania per tornare in Italia, tra il 15 settembre 2009 e il 30 aprile 2010. I dati sono stati raccolti dalle autorità…
Bucarest - Ammonta a circa 200 milioni di euro il valore della proprietà di 1.147 cittadini italiani, che hanno lasciato la Romania per tornare in Italia, tra il 15 settembre 2009 e il 30 aprile 2010. I dati sono stati raccolti dalle autorità delle Fiamme Gialle di Roma, al termine del periodo a disposizione per usufruire dello scudo fiscale, introdotto dal Governo di Berlusconi. La normativa dello scudo italiano è stato introdotto nell'autunno del 2009: chiunque avesse portato soldi all'estero, ha avuto l'opportunità di rfar rientrare il capitale in Italia in forma anonima. La Romania è stata una delle "vittime collaterali", in quanto 198 milioni di euro, nascosti al fisco italiano, hanno lasciato la Romania.<br /> Raluca Seucan, portavoce del IGRP, ha dichiarato al quotidiano "Gandul" che queste informazioni devono essere ancora verificate. "<em>Se dovessimo incappare in elementi di reato, procederemo legalmente. Se sono reati di competenza della polizia, verranno condotte delle indagini e dove troveremo elementi di competenza di altre istituzioni, si farà riferimento a loro</em>", ha detto Seucan. D'altra parte, i dati della Banca Centrale di Romania mostrano che nel periodo tra settembre e dicembre 2009, dal paese sono usciti 718 milioni di euro. Altri 943 milioni sono giunti nel periodo gennaio-aprile 2010, per un totale finale di 1,661 miliardi di euro. I dati non mostrano bene se i soldi sono stai prelevati da individui o da aziende. Se le stime dei funzionari italiani sono esatte, l'importo di 198 milioni di euro rappresenta quasi il 12% del totale delle rimesse dalla Romania all'estero. <br /> Nel complesso, gli italiani hanno riportato in patria 104,5 miliardi di euro, circa 50 miliardi in meno di quanto previsto e sperato da Berlusconi. Tuttavia, il Tesoro italiano si è stupito che in Romania potesse essere nascosto tanto "denaro nero" italiano. Una piccola sorpresa è stata anche il denaro recuperato da Brasile e Argentina, nonostante siano paesi in cui vivono grandi comunità di immigrati italiani. Gli italiani avevano conti in Cile, Cuba, Cina (esclusa Hong Kong), Ecuador, Egitto, Mongolia, Montenegro e Palestina. Nel complesso, da questi paesi, da cui non era previsto un rimpatrio di capitali italiani, sono arrivati 1,77 miliardi di Euro, con circa 5.000 operazioni. La maggior parte dei capitali, comunque, sono rientrati dai cosiddetti paradisi fiscali. Dalla Svizzera sono arrivati 71 miliardi di euro, dal Lussemburgo 6,8 miliardi di euro e da San Marino 5,8 miliardi di euro.
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