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Il Presidente russo Dmitri Medvedev ha dato inizio alla propria visita negli USA non da Washington ma da Los Angeles, come ospite del Governatore Arnold Schwarzenegger, scortandolo in incontri con diversi imprenditori della Silicon Valley. Durante il primo…
Il Presidente russo Dmitri Medvedev ha dato inizio alla propria visita negli USA non da Washington ma da Los Angeles, come ospite del Governatore Arnold Schwarzenegger, scortandolo in incontri con diversi imprenditori della Silicon Valley. Durante il primo giorno di visita non ha incontrato il Presidente Barack Obama, impegnato a risolvere la spinosa questione del Generale Steneley Mc Crystal, dimostratosi critico delle scelte dell'Amministrazione. Le relazioni statunitensi con la Russia, negli ultimi tempi, hanno ripreso vigore grazie alla ripresa delle trattative per l'accordo START e su un possibile compromesso per le sanzioni di Teheran. Durante l'ultimo Forum economico di San Pietroburgo, la scorsa settimana, il Presidente Medvedev aveva sottolineato il grande interesse russo per gli investimenti delle compagnie occidentali del settore tecnologico. La politica estera russa mira dunque a costruire legami più solidi con USA e EU, allo scopo di trasferire nuove tecnologie in Russia. Così facendo, almeno una parte del mitico “american dream” potrebbe trasformarsi in un “russian dream”, se la Russia riuscisse ad offrire miglior opportunità di successo a grandi aziende e grandi menti. Sembra, tuttavia, che quello che il Presidente russo sta proponendo agli investitori stranieri non è un “sogno vuoto”, perché è la prima mossa che consentirà di sviluppare una complessa strategia. Il team Medvedev-Putin si muove con cautela e risolutezza sul campo minato mondiale, puntando alle più importanti compagnie estere che potrebbero portare vantaggi all'economia russa, considerando con attenzione ogni dettaglio che possa servire ad attrarle. Ciò che interessa maggiormente al Presidente Medvedev è la costruzione di un centro d'innovazione d'eccellenza come la Silicon Valley. <br /> <br /> La seconda priorità sono le relazioni economiche e la cooperazione con gli USA, come dimostra la costituzione del "<strong>The US- Russia Business Council</strong>". “Penso a quei legami di reciproco interesse economico che potrebbero mantenere le relazioni generali in equilibrio, anche in situazioni avverse e anche quando i venti politici minacciano di far saltare tutto", ha detto Edward S. Verona, Presidente di US-Russia Business Council (USRBC). Nato come associazione di categoria con sede a Washington e Mosca, l'USRBC si occuperà della risoluzione delle controversie, delle relazioni fra amministrazione e servizi di intelligence di mercato, e fornirà, in generale, una serie di servizi ai propri associati americani e russi. Fornisce agli alti dirigenti delle aziende americane, un forum per monitorare continuamente le loro strategie sul mercato russo e i cambiamenti delle condizioni. Inoltre, il Consiglio ha agito con successo per conto di compagnie associate nel risolvere specifiche controversie commerciali, o nell'influenzare le politiche russe che avevano un impatto negativo sulla loro attività in Russia. Tramite il Consiglio si vuole sviluppare anche un rapporto multidimensionale con la Russia, come confermato da Michael McFaul, principale consigliere di Obama per le relazioni con la Russia. Ovviamente, si tratta di un rapporto bipolare ed equo tra i due stati, come unico modo di stabilizzare i rapporti politici. Dal 2000, l'USRBC ha assistito membri americani e le loro controparti russe in importanti transazioni e affari, specialmente nell'ambito delle tecnologie dell'informazione e dell'energia, che ricevono più di 500 milioni di dollari di finanziamento delle esportazioni, per sostenere le vendite sul mercato russo. Il Consiglio ha incontrato personalità di spicco come Vladimir Putin, Colin Powell, Alexei Kudrin, Condoleezza Rice, German Gref, James A. Baker III, Mikhail Kasyanov, Yuri Luzhkov, Richard Lugar, Sergei Stepashin, Don Evans, Leonid Reiman, oltre a numerosi membri di spicco della Duma russa e del Congresso americano. Tutto ciò potrebbe portare a pensare che è finita l'epoca dei disaccordi tra America e Russia, la guerra fredda rimane soltanto nel passato. Ma, come sottolineato anche da McFaul, rimangono “serie questioni” da risolvere tra i due stati, nel settore della sicurezza, ma anche in ambito economico, come la partecipazione della Russia nel WTO. Quest'ultima potrebbe rivelarsi una questione spinosa tra i due presidenti, conferma Anders Aslund, specialista russo del “The Peterson Institute for International Economics” di Washington. Vari analisti russi confermano che il capitale estero per la Russia potrebbe essere la macchina della modernizzazione del sistema esistente, sopratutto dopo aver acquisito le nuove regole del gioco. Proprio nel nuovo gioco dell'economia globale, la Russia sta giocando in modo molto intelligente, aprendo le porte ai vecchi nemici. In questa ottica, la visita del Presidente Medvedev nella Silicon Valley e l'incontro con l'ex Segretario di stato George Shultz, probabilmente servirà ad osservare da vicino il metodo della "Silicon Valley draw investement", e trarne ispirazione per la versione russa nel sobborgo di Mosca, a Skolkovo. Le nuove trattative, quindi, anche quelle politiche, useranno il linguaggio dell'economia, considerata in molti casi il miglior negoziatore. L'incontro con il capo di Google, Eric Schmidt, potrebbe far sviluppare una solida cooperazione tecnologica, anche se costringerebbe a cambiamenti nel contesto economico russo. La loro presenza in Russia contribuirà a fare pressione su quella parte della politica, e della società, che teme i cambiamenti, e ci si augura che porti sopratutto un vantaggio ai cittadini. Non è un caso, quindi, che durante la sua visita della sede della società che pubblica e gestisce Twitter, Medvedev scherzando apre il suo profilo (KremilinRussia), mentre ad Obama ancora resta da giocare i video gioci della guerra con i suoi “generali in fuga”. Ciò che diventa ancora più presente è il nuovo vento dalla Russia portando quello che una volta si chiamava “american dream”, ed è divenuto il "Русская мечта" (sogno russo). <em><strong>Biljana Vukicevic</strong></em>
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