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L'India, grande e colossale potenze economica nel mondo, si appresta a divenire un interessante partner per la Serbia. Il più grande progetto di investimenti indiani in Serbia è il parco tecnologico nella città di Indjija, che…
L'India, grande e colossale potenze economica nel mondo, si appresta a divenire un interessante partner per la Serbia. Il più grande progetto di investimenti indiani in Serbia è il parco tecnologico nella città di Indjija, che sorgerà su uno spazio di 50 ettari e costerà 50 milioni di dollari. Allo stesso modo, sta divenendo un settore strategico di cooperazione proprio l'agricoltura, nella sua elevata complessità. <strong>L'India e le sue potenzialità</strong>. L'India senza dubbio potrebbe divenire nei prossimi quattro decenni una delle tre maggiori potenze economiche al mondo, insieme con quella cinese e russa. Anche per la grande opportunità di crescita, quindi, tutte le più grandi società del mondo fanno a gare per conquistare uno spazio nel mercato indiano; gli imprenditori serbi, invece, non hanno ancora vinto i pregiudizi che li tengono lontani dal subcontinente indiano. I produttori serbi si sono fatti scoraggiare dalla lontananza, che fa lievitare il prezzo delle merci esportate, e dai prodotti particolari di cui necessitano i cittadini indiani, ma queste spesso sono mere scure piuttosto che vere motivazioni. La grandezza del mercato indiano, infatti, è proprio quella di riuscire ad assorbire di tutto, oltre poi alla mole delle sue risorse umane (il censimento del popolo indiano durerà almeno un anno). Gli anni del forte sviluppo hanno portato ad una grande amplificazione delle differenze nella società indiana, per cui ora è possibile registrare un gran numero di analfabeti, ma anche il maggior numero di esperti informatici e di centri di ricerca all'avanguardia. "Il nostro mercato è affamato di professionisti in ambito informatico, ma anche di industria automobilistica", ha dichiarato Rohit Sabo, membro nel Confederazione della industria indiana. La grande potenzialità dell'India è nascosta dietro alcuni dati demografici apparentemente poco influenti: più di 500 milioni di cittadini hanno un'età inferiore ai 18 anni e ogni hanno più di due milioni di studenti si laureano. Una tale mole di risorse umane rappresenta la forza che permetterà al Paese di avere un PIL più alto di quello cinese nel 2020. L'Ambasciatrice indiana in Serbia, <strong>Nengca Lovum</strong>, ha sottolineato che l'India potrà imparare tanto dalla Serbia, sopratutto nel settore agricolo, e “il miglior modo per trovare spazio per le aziende serbe sul mercato indiano, è stringere rapporti con le aziende locali. D'altra parte la Serbia potrà guardare all'India come a un potenziale investitore”, ha aggiunto l'ambasciatrice, aggiungendo che il primo passo in questa direzione sarebbe la risoluzione del problema dei visti. <strong>Accordi bilaterali.</strong> I diversi settori di interesse reciproco sono innanziatutto l'agricoltura, poi seguito da quello sanitario e farmaceutico, delle medicine tradizionali, infrastrutture e costruzione, ricerca scientifica e tecnologica, tecnologia dell'informazione, agricoltura e trasformazione dei prodotti alimentari, biotecnologie, turismo e investimenti. La prima mossa per stimolare l'esportazione di merci in India sarà un<u><em> accordo sul sistema doganale</em></u>, che permetterà un più facile scambio di merci di ogni tipo, escluso quelle di origine animale. Shri Nanda Kumar, Segretario indiano all'agricoltura ha visitato la Serbia i primi di marzo 2009, per firmare l'<u><em>Accordo di cooperazione nel settore agricolo</em></u> ed esplorare le aree specifiche di interesse immediato. La prima riunione del Comitato economico misto istituito ai sensi dell'Accordo sugli scambi e sulla cooperazione economica, si è tenuto a New Delhi il 2 Aprile 2008 tra i Vice Presidenti. Il colloquio tra le due parti è stato ritenuto fruttuoso e ha toccato una vasta gamma di questioni, tra cui il quadro delle relazioni economiche e la loro possibilità di crescita. L'Accordo sottoscritto per collaborazione nel settore agricolo ha dato la possibilità alla Serbia di specializzarsi nell'imballaggio di ogni tipo di cibo, nella produzione di macchinari per l'agricoltura, nelle colture orticole, nei sementi, semi ibridi e vaccini. In particolare il settore dei sementi potrebbe fornire ottime opportunità alla produzione serba, perché, data la produzione agricola indiana, il mercato è sempre avido di tale risorsa. Gli Istituti di agricoltura serbi hanno sviluppato progetti per la produzione dei semi, ma andranno migliorati per favorire l'esportazione alla luce delle esigenze dell'agricoltura indiana. Inoltre la Serbia è interessata all'esportazione di trattori e macchine agricole, che potrebbero avere un buon mercato data le dimensioni degli appezzamenti di terreno dei piccoli produttori indiani. Un ulteriore settore di reciproco intervento potrebbe essere quello delle costruzioni e privatizzazioni: nella costruzione della rete stradale indiane potrebbe essere spesa l'esperienza e la professionalità dei professionisti serbi, tenendo presente che nel settore saranno investiti 150 milioni di dollari. <br /> <br /> Tutti i tipi di relazioni economiche sono facilitate dal<em><u> Comitato per i rapporti economici</u></em>, istituito con un protocollo di collaborazione nel settore del commercio, degli investimenti, dell'agricoltura, delle industrie della salute e delle costruzioni, della scienza e della tecnologia e del turismo. Nel prossimo anno è previsto una più efficace collaborazione tra i due paesi, che avevano ottimi rapporti al tempo della ex Jugoslavia, grazie all'<em><u>accordo tripartito tra India, Egitto e Jugoslavia, </u></em>durato fino al 1993. Nel 2000 è stato firmato un nuovo accordo economico, in cui più tardi sono stati coinvolti anche FICCI, ASSOCHAM e la Camera di commercio serba. All'interno dell'Ambasciata indiana a Belgrado è stato allestito un business center in cui è possibile ricevere informazioni sulla credibilità delle aziende (www.embassyofindiabelgrade.org)<br /> <strong><br /> Interscambio e investimenti greenfield</strong>. Per ora in Serbia sono attive una decina di aziende indiane, tra cui Rilajans, interessata ad espandersi nell'industria chimica e poi Mahindra & Mahindra Motors, Mahindra & Mahindra Tractors, Amalgmations Limited, TAFE, TATA Motors, Maruti Udyog, Ranbaxy, Panacea Biotech, Himalaya Herbal, NIIT, Hardgate Holdings Ltd., TVS Sundara. La TATA Motors era interessata alla fabbrica di Zastava, mentre la compagnia Tractors and Frama Equipement aveva dimostrato interesse nella privatizzazione di IMT, fabbrica serba per la produzione di trattori, ma nessuno dei due affari ha avuto successo. Negli ultimi anni la Serbia ha esportato merce per un valore di 7 milioni di dollari, mentre ha importato merce dall'India per 48 milioni di dollari. La maggior parte delle esportazioni serbe sono state lamiere, macchine per lo smistamento e turbine, fibra, medicine, caffè.<br /> <br /> <strong>Parco tecnologico di Indjija</strong>. Il più grande progetto di investimenti indiani in Serbia è il parco tecnologico nella città di Indjija, che sorgerà su uno spazio di 50 ettari e costerà 50 milioni di dollari. Secondo i piani, in 5 anni la pianura serba somiglierà a una vera Silicon Valley, che dovrebbe attirare 600 milioni di dollari in investimenti. Un simile parco costruito a Bangalore esporta software per un valore di 14 miliardi di dollari. Ramgopaal Narajanan, direttore di Embassy Group, ha confermato che il suo compito sarà di portare le più grandi compagnie mondiali del settore tecnologico in Serbia, trasformando il parco tecnologico nel più grande esportatore serbo. Nella prima fase del progetto verrà edificata una zona di circa 25.000 metri quadrati, con tutti i servizi incluse banche, ristoranti e palestre. Potranno trovare occupazione circa 2500 esperti in tecnologie informatiche, i quali lavoreranno con strumenti forniti dai partner indiani per un valore di 30 milioni di dollari. In cinque anni saranno edificati circa 250.000 mq su 220 ettari, con la creazione di 25.000 posti di lavoro. Si prevede la fine dei lavori entro il 2014, quando la Embassy Group conta di portare in Serbia aziende come Microsoft, HP e IBM. Il Ministro serbo per le telecomunicazioni, Jasna Matic, ha sottolineato che il parco informatico porterà sviluppo anche in altri settori come quello dell'istruzione, perché serviranno molti professionisti nel settore tecnologico. Quello che la città di Indjija ha offerto agli investitori indiani, oltre a un nome che ricorda molto la madrepatria, è anche la volontà dell'amministrazione di facilitare tutto il progetto. Finora il Comune ha ricevuto 300 milioni dei investimenti dall'estero, il che testimonia la buona collaborazione del Comune. <br /> <strong><br /> Investimenti in India</strong>. L'India può fornire una grande opportunità alla produzione serba, sotto molti punti di vista: in India sono presenti tutti i settori della produzione industriale tra cui quella automobilistica, di pezzi di ricambio per l'industria automobilistica, IT settore, biotecnologie, industria farmaceutica, tessile, per la produzione di cemento, sale, carta, gioielli. Il subcontinente indiano è anche ricco di risorse minerali: ha la più grande riserva al mondo di carbone, inoltre si estrae manganese, bauxite, cromo, nichel, gesso, rame, oro, diamanti e petrolio. Il mercato indiano è aperto per ogni tipo di investimenti a parte quelli della cosiddetta lista nera: armi, energia nucleare, ferrovie, miniere di carbone, lignite, fonderie, gesso, oro, diamanti, cupro e zinco. Per ogni tipo di investimento è necessario: <br /> 1.aprire un ufficio o rappresentanza (Liaison Office, Branch Office, Project Office) tramite una compagnia indiana; in questo caso si può scegliere di aprire soltanto una rappresentanza, sarà possibile solo effettuare indagini di mercato, ma non fare profitti, come stabilito dalla Foreign Exchange Regulation Act (FERA), i permessi sono rilasciati dalla Reserve Bank of India (RBI);<br /> 2. fondare l'azienda con un partner indiano in base alla legislazione indiana;<br /> 3. il Governo indiano offre anche la possibilità di fondare un Branch Office per le compagnie che si occupano della produzione e del commercio, ma la produzione è consentita solo alle aziende fondate in India. <em><strong>Biljana Vukicevic</strong></em>
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