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Il Ministero dell’Economia ha informato la scorsa settimana che la Transpetrol a.s. ha messo in funzione un serbatoio ad alta capacità – 75 000 metri cubi – che è stato inaugurato con una cerimonia a Bucany il 2 Giugno, alla quale anche il Ministro Jahnatek…
Il Ministero dell’Economia ha informato la scorsa settimana che la Transpetrol a.s. ha messo in funzione un serbatoio ad alta capacità – 75 000 metri cubi – che è stato inaugurato con una cerimonia a Bucany il 2 Giugno, alla quale anche il Ministro Jahnatek ha partecipato con il CEO di Transpetrol, Ivan Krivosudský, e un centinaio di ospiti. L’operazione, è stato detto, è importante per il rafforzamento e la sicurezza energetica, e per ridurre i rischi ambientali in Slovacchia. Il serbatoio, del costo di 15,5 milioni di euro, rispetta l’ultima e più rigorosa legislazione dell’Unione Europea, ed è il prodotto delle ultime tecnologie. Transpetrol, che nel 2009 ha trasportato oltre 10 milioni di tonnellate di petrolio, è da tempo soggetta a questioni giudiziarie per quanto riguarda una quota azionaria del 34 per cento che risulta contestata. Il Tribunale distrettuale di Kosice aveva qualche giorno fa giudicato la nullità del contratto per una esecuzione del 1998 sulla presunta proprietà di questa quota da parte di un’azienda chiamata Gajus, tra i cui soci compaiono società e persone vicine all’imprenditore Ignac Ilcisin. Il Ministero dell’Economia dichiarava, dopo la sentenza di Kosice, che gli argomenti usati dal Tribunale erano inequivocabili e sostanziali per la risoluzione del caso. Lo Stato slovacco, a seguito dell’acquisto lo scorso anno dal gigante energetico russo Yukos del 49% in suo possesso (ceduto nel 2002 nel corso di un processo di privatizzazioni), dichiara di esserne l’unico proprietario. La Gajus aveva però nel frattempo venduto le quote alla ceca Quick Power, che a sua volta le aveva cedute al fondo di investimento americano Cappa Fund, che ne reclama la proprietà e invita il governo slovacco a rispettare ‘la legge’ nel caso di specie, dopo una sentenza – questa volta a favore di Ilcisin – arrivata il mese scorso dalla Repubblica Ceca. La Cappa Fund avrebbe trovato un alleato nell’Ambasciata degli Stati Uniti a Bratislava. Ma né il Governo slovacco – tramite il Ministero dell’Economia – nè altre branche dello Stato competenti sono stati contattati al momento dalla Cappa Fund o dall’Ambasciata. Fonte:Buongiorno Slovacchia
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