Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Alla gara per l'acquisto del 54,05 per cento della società "Terminal container e merci alla rinfusa", entità distinta da Luka Bar, non è stata presentata alcuna offerta. Fallisce così la mia prima tornata del tender di…
Alla gara per l'acquisto del 54,05 per cento della società "Terminal container e merci alla rinfusa", entità distinta da Luka Bar, non è stata presentata alcuna offerta. Fallisce così la mia prima tornata del tender di privatizzazione, con la mancata offerta del consorzio serbo che avrebbe dovuto fare il grande colpo, e garantire così alla Serbia uno sbocco sul mare. Inoltre, dietro questo porto di Bar vi è il progetto italiano del Corridoio 11, visto che grazie alla stessa Bar-Boljare - unico buon collegamento del Porto con l'entroterra - e alla ricostruzione della ferrovia Belgrado-Bar potrebbe divenire la porta di accesso ai mercati dell'Europa sud-orientale dall'Adriatico. Alla gara per l'acquisto del 54,05 per cento della società "Terminal container e merci alla rinfusa", entità distinta da Luka Bar, non è stata presentata alcuna offerta. Lo ha annunciato oggi il Ministero dei Trasporti. I documenti di gara, che costavano circa 20 mila euro, sono stati acquistati da società famose provenienti da Filippine, Libano ed Emirati Arabi Uniti, così come dalla società di Belgrado BB Cargo, consorzio fondato nello scorso febbraio con il governo serbo al fine di partecipare alla gara per il Terminal container e Montekargo Podgorica. Per la Montekargo Podgorica l'unico che ha fatto un'offerta pubblica valida è la società rumena Grampet, mentre la gara per l'acquisto dell'intero capitale della società "Logistica Marittima-Pomorski poslovi" e "Sicurezza e protezione antincendio-Obezbjedenje i protivpozarna zastita", che fanno parte anch'esse del porto di Bar, sono state consegnate due offerte. Per la prima è giunta l'offerta dell'italiana Interlog e della società di Bar Nimont, mentre per la seconda la Obezbjedenje Gardian di Niksic e la greca TIC. La Commissione di gara la prossima settimana stabilirà la validità delle offerte e stabilirà una graduatoria. <br /> <br /> Il Presidente del Consiglio di Amministrazione del Porto di Bar, Predrag Ivanovic, si è detto sorpreso che non è giunta alcuna offerta per l'acquisto della partecipazione statale della società "Terminal container e carico alla rinfusa", anche se molti hanno espresso il loro interesse ad entrare nell'azionariato del porto. Analizzando la fattispecie, Ivanovic ritiene che la mancanza di offerte alla gara d'appalto è il risultato della crisi economica. "Possiamo dire che l'assenza di una comunicazione ufficiale deriva principalmente dagli effetti della crisi finanziaria che regna nel mondo e colpisce, in particolare, le società di navigazione e del trasporto marittimo in generale. Penso che questo sia il motivo principale del perchè non abbiamo avuto a questo punto delle offerte di gara", ha detto Ivanovic per Radio Free Europe. Ivanovic ritiene che l'interesse di potenziali clienti provenienti dalla Serbia non cadrà per l'acquisto di una parte del Porto di Bar. "Per quanto riguarda l'interesse della Serbia, probabilmente non ha avuto tempo sufficiente per organizzare un consorzio di società private insieme con il Governo della Repubblica di Serbia", osserva. <br /> <br /> Il Terminal container del Porto di Bar, parte del percorso che da Bar porta a Belgrado e Budapest, è un corridoio strategico, relativamente inattivo e il suo valore diventerà evidente dopo. Ivanovic, per un'intervista per Portal Analitika, ha stimato che "è troppo costoso ed esigente il contratto collettivo", e probabilmente questo è stato uno dei motivi per cui le aziende non si fanno avanti sulla gara. Tuttavia, aggiunge, dopo l'annuncio di una nuova gara d'appalto, sarà individuato anche un partner strategico per il Porto di Bar. L'infrastruttura portuale ha un prezzo troppo elevato e ha un esubero di dipendenti. Per portarla al livello necessario per il suo sfruttamento e per la ricostruzione della ferroviaria, secondo gli esperti, non può basteranno solo 350 milioni di euro, come invece sostiene il Ministro serbo delle Infrastrutture Milutin Mrkonjic. La ricostruzione della linea ferroviaria Belgrado-Bar, in linea con gli standard europei per garantire la velocità dei treni da 90 km all'ora, avrebbe un costo di almeno due miliardi di euro.<br /> <br /> Intanto, giunge la dichiarazione delle aziende serbe, le quali assicurano che certamente parteciperanno alla gara per l'acquisto del Porto di Bar, ha detto il Ministro delle Infrastrutture della Serbia, Milutin Mrkonjic. Ricordiamo che il governo serbo ha deciso, lo scorso dicembre, di accantonare circa 50 milioni di euro per partecipare alla gara d'appalto come partner di minoranza di un consorzio a partecipazione mista. Tra gli imprenditori interessati figurano anche il proprietario della "Delta" Miroslav Miskovic. Tuttavia, tutti gli appelli del Governo a sostenere l'interesse nazionale ad acquisire uno sbocco sul mare sono caduti invano. Il calo improvviso dell'interesse degli investitori può essere giustificato con la crisi economica degli imprenditori serbi - che nei fatti non hanno tutti questi soldi - o con la stessa crisi del Montenegro, che ha già mandato all'aria un altro contratto infrastrutturale, ossia quello della Bar-Boljare. "Sono ancora convinto che sarebbe un bene per le imprese serbe, e che troveremo qualche forma di accordo ora che verrà ripetuta la gara, vedremo come", ha detto Mrkonjic. Egli aggiunto che era del tutto previsto il fatto che nessuno può accedere alla gara d'appalto per la privatizzazione del Porto di Bar, visto che la sua pubblicazione del bando di gara "è stato in fretta". "Ho insistito sul fatto che prima di iniziare I negoziati su come entrare nel Porto di Bar, ma loro (Governo del Montenegro) erano impazienti", ha detto Mrkonjic, aggiungendo che il Montenegro ha agito così anche con la gara d'appalto per l'autostrada Bar-Boljare per quale, tra l'altro, non ha ancora trovato un partner.<br /> <br /> Il Ministro serbo ha stimato che la partecipazione alla gara per la privatizzazione del Porto di Bar è comunque nell'interesse della Serbia, in considerazione del fatto che le darebbe uno sbocco sul Mar Adriatico. La Serbia continua ad avere una priorità come acquirente delle vendite future del Porto di Bar montenegrino. "I trasporti non tollerano alcun confine politico o rivalità regionale, i nostri imprenditori sono pronti a partecipare alla vendita del Porto di Bar, così come sono interessati italiani e portoghesi. Non è mia intenzione volgere le spalle ai nostri partner che vendono il porto di Bar”, ha detto allora Mrkonjic. "Lo sbocco sul mare della Serbia è il Montenegro, e per tale elemento ci hanno accusato di avere delle mire politiche, e ora si complimentano perchè non ci sono tanti interessati”, ha osservato Mrkonjic. In relazione così all'importanza di investire nel porto. Il Ministro ha detto che la Serbia ha un interesse politico allo sbocco sul mare, e per cogliere tale opportunità ha intenzione di costituire una società per l'acquisto del Porto di Bar, con una valutazione di fattibilità economica e non politica. Inoltre, dietro questo porto di Bar vi è il progetto italiano del Corridoio 11, visto che grazie alla stessa Bar-Boljare - unico buon collegamento del Porto con l'entroterra - e alla ricostruzione della ferrovia Belgrado-Bar potrebbe divenire la porta di accesso ai mercati dell'Europa sud-orientale dall'Adriatico. <em><strong>Fulvia Novellino</strong></em>
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