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Belgrado - L'offerta del Presidente serbo Boris Tadic di fare da mediatore nella disputa tra la Macedonia (FYROM) e la Grecia è benvenuta, come riportano fonti del gabinetto del Presidente macedone Gjorge Ivanov citate dal quotidiano Blic.…
Belgrado - L'offerta del Presidente serbo Boris Tadic di fare da mediatore nella disputa tra la Macedonia (FYROM) e la Grecia è benvenuta, come riportano fonti del gabinetto del Presidente macedone Gjorge Ivanov citate dal quotidiano Blic. <em>"Il presidente Ivanov saluta l'offerta del presidente Tadic di condurre i negoziati nel quadro del mandato delle Nazioni Unite. Inoltre, qualsiasi offerta di aiuto in questa controversia, impostaci dalla Grecia è la benvenuta</em>", precisa Skopje. Gli analisti macedoni, tuttavia, esprimono i loro dubbi sul fatto che Tadic possa riuscire in qualcosa che neanche gli altri inviati sono riusciti. "<em>Tadic sta senz'altro allargando la politica di cooperazione e sviluppo nella regione e ha la giusta credibilità per offrire tale assistenza, nell'interesse non solo della Macedonia, ma anche della regione intera, perché questa disputa limita lo sviluppo regionale. Se non altro, prendiamo il caso del corridoio 10</em>", spiega <strong>Risto Nikovski,</strong> ex ambasciatore macedone in Gran Bretagna, Mosca e Tirana. Questi aggiunge che se il problema non venisse a breve risolto, numerose conseguenze cadranno anche sulla Grecia, in relazione al fatto che blocca lo sviluppo della NATO e dell'UE. "<em>L'unica domanda è come potrebbe influire Tadic su Atene per trovare una soluzione equilibrata, perché il problema è in Grecia, non in Macedonia</em>",dice Nikolovski. Anche il professore <strong>Dimitar Mircev</strong>, esperto di integrazioni europee, ritiene che non deve essere respinta l'offerta di Tadic, perché non è escluso che sia un segnale dato da Atene. <em>"Il processo di risoluzione della controversia è congelato perché ogni parte resta sulla sua linea rossa. Nessuna delle soluzioni offerte legate al problema del nome è accettabile per la Macedonia"</em>, afferma Mircev. Intanto, alcune fonti ufficiose da Skopje, affermano che si avverte un certo barlume di speranza nel fatto che dopo l'arrivo di George Papandreou a capo del governo greco è stata superata la paura degliincontri bilaterali diretti. Incoraggia anche la road map 2014 di Papandreou per i Balcani occidentali, che consente l'ingresso della regione nell'UE entro 4 anni. Eppure, 8 punti nella proposta greca nella disputa con Skopje peggiorano l'atteggiamento perché sottolineano che non può esistere né una nazione macedone, né un popolo macedone. La Grecia ha messo il veto all'apertura dei negoziati tra l'Unione europea e la Macedonia, nonostante la relazione positiva della Commissione europea.
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