Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Bruxelles - La Serbia ha migliorato il voto medio per il progresso nel processo di transizione da 2,85 a 2,89, grazie soprattutto all’applicazione dell’accordo transitivo con la UE, come riportato dal rapporto di transizione per il 2009 della…
Bruxelles - La Serbia ha migliorato il voto medio per il progresso nel processo di transizione da 2,85 a 2,89, grazie soprattutto all’applicazione dell’accordo transitivo con la UE, come riportato dal rapporto di transizione per il 2009 della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS). Essa si trova ora al 22simo posto tra i 29 Paesi della regione dalla Europa centrale ed Asia centrale, come riferito dall'economista Peter Sanafi. La Serbia è seguita da Azerbaigian, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Tagikistan, Turkmenistan ed Uzbekistan. In teoria, il voto massimo che la Serbia potrebbe ottenere è 4,33. Sanafi ha sottolineato che nel 2010 l'economia serba vedrà un aumento dell’economia dell'1%, mentre per il 2009 si aspetta una diminuzione del 2,5-3%. "<em>Per il prossimo anno ci si aspetta una ripresa economica che porti l'economia allo stesso livello precedente alla crisi economica stessa. La Serbia ha una prospettiva chiara, e il fattore chiave è quello di continuare il progresso nel processo d'integrazione europea</em>", ha spiegato Sanafi, aggiungendo che il ritardo del Paese nei processi di transizione, rispetto ad altri Paesi della Europa centrale e del Baltico, è il riflesso del fatto che tali processi cominciati dieci anno dopo. A suo parere, Belgrado recupererà tale ritardo, grazie alla costruzione delle nuove infrastrutture e della connessione commerciale con la UE, visto che il settore finanziario ha superato la crisi economica senza le conseguenze, grazie ad una politica monetaria della banca centrale e alle misure del Governo per attenuare gli effetti della crisi, accanto al credito richiesto al Fondo monetario internazionale. Egli ha aggiunto che l'intera regione, quest'anno rischia un crollo dell'economia del 6,3%, cifra che raggiunge le due cifre per i Paesi baltici, Armenia ed Ucraina, mentre l’anno prossimo ci si aspetta un aumento del 2,5%, grazie alla Russia.
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.