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Bruxelles - La Serbia è la benvenuta in Europa, e avrà la possibilità di chiedere lo status di candidato come membro dell'Unione europea, ma prima deve compiere degli importanti passi per quanto riguarda le "esigenze tecniche"…
Bruxelles - La Serbia è la benvenuta in Europa, e avrà la possibilità di chiedere lo status di candidato come membro dell'Unione europea, ma prima deve compiere degli importanti passi per quanto riguarda le "esigenze tecniche" e attendere la decisione relativa all'abolizione dei visti. Queste le parole di <strong>Cecilia Malmstrom</strong>, Ministro degli Affari europei svedese, sottolineando che lo sblocco dei negoziati della Croazia è un segnale molto favorevole per il rafforzamento del processo di partecipazione dei Balcani occidentali nell'UE. Ha inoltre confermato che la Svezia, come Presidente dell'Unione Europea, vuole un nuovo slancio nell’integrazione dei Balcani occidentali, così come una più intensa partecipazione della Serbia all’EU. Malmtrom aggiunge, tuttavia, che la Serbia, presentando la sua richiesta di candidatura all'adesione, deve rispettare un elevato livello di conformità con gli Stati membri dell'UE. Il capo del ministro degli esteri svedese<strong> Carl Bildt</strong>, a sua volta, ritiene che, ai fini del buon esito della richiesta per lo status di candidato all'adesione, è importante scongelare e applicare l'accordo transitorio tra l’UE e la Serbia. "<em>Non appena l'accordo tra l'UE e la Serbia enterà in vigore, allora saremo pronti ad accettare la domanda di candidatura per l'adesione della Serbia nell'UE</em>", precisa Carl Bildt. A tale affermazione replica il Ministro degli Esteri <strong>Vuk Jeremic</strong>, il quale promette che <em>"la Serbia, probabilmente entro la fine dell’anno, porterà a termine la sua candidatura per l'adesione all'UE, a prescindere dal fatto che il SSP e l'accordo interinale con l'Unione saranno scongelati o meno". "La Serbia resta dell'intenzione che, entro la fine dell'anno, ponga fine al dibattito nazionale e internazionale lungo la strada che sta facendo</em> - afferma Jeremic - <em>l'esperienza dimostra che nessuna strada che porta all'ingresso nell'UE è stata priva di ostacoli. Noi continueremo a fare di tutto per poter ottenere delle condizioni politiche favorevoli per ogni passo in avanti dell'integrazione. L’accordo interinale con l'UE doveva essere già scongelato, dato che tutti i criteri necessari sono stati rispettati, compresa la piena cooperazione con L'Aja</em>", ha detto Jeremic. La data dello scongelamento dell'accordo interinale non sarà l'unico parametro che saraà considererato al momento di decidere quando presentare la candidatura, ha osservato il Ministro. Infatti, non bisogna inoltre dimenticare che anche l’Olanda resta barricata sulla sua posizione, secondo la quale l'accordo dell’UE con la Serbia può avere effetto solo quando Ratko Mladic sarà deportato all'Aja. Intanto si attende la riunione del Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea, che si terrà domani mattina a Bruxelles, in occasione della quale verranno analizzati i vari pareri relativi alla situazione della Bosnia-Erzegovina e agli sforzi attuati per superare il ritardo nelle riforme all'interno delle istituzioni del Paese.
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