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L'Aja - L'ex presidente della Republika Srpska <strong>Radovan Karadzic </strong>ha chiesto al Tribunale dell'Aja di inviare ai governi di Malta e Bangladesh una richiesta di consegna della documentazione necessaria per preparare la sua difesa in relazione…
L'Aja - L'ex presidente della Republika Srpska <strong>Radovan Karadzic </strong>ha chiesto al Tribunale dell'Aja di inviare ai governi di Malta e Bangladesh una richiesta di consegna della documentazione necessaria per preparare la sua difesa in relazione al contrabbando di armi da parte dei musulmani bosniaci durante il conflitto in Bosnia-Erzegovina. Karadzic ha chiesto l'intervento dei più elevati vertici di Malta e Bangladesh per la presentazione della documentazione, in quanto i suoi collaboratori di difesa non hanno ricevuto alcuna risposta dopo le richieste ufficiali inviate tramite le ambasciate di questi paesi in Olanda. <br /> Allo stesso modo, Radovan Karadzic ha chiesto al Governo italiano i rapporti dei servizi segreti sulla guerra in Bosnia-Erzegovina del 1992-1995. In particolare, questi afferma che alcuni agenti dei servizi italiani, parte della missione Onu in Bosnia (Unprofor), hanno raccolto delle prove relative ai bombardamenti del mercato di Sarajevo nel 1994 e nel 1995 ad opera dell'esercito bosniaco imputati invece a quello serbo che, intanto, cercavano di occupare la città. Karadzic afferma, inoltre, che il Sismi sia in possesso di una intercettazione di una telefonata tra Alija Izetbegovic e il sindaco di Srebrenica, ottenuta tramite un centro di ascolto satellitare a Cerveteri. La telefonata dimostrerebbe che Izetbegovic si è rifiutato di evacuare la città prima dell'incursione serba. Infine Karadzic ha chiesto i rapporti dei servizi italiani sulle operazioni clandestine di riarmo dei bosniaci con la collaborazione di UNPROFOR, UNCHR, e l'ONG islamica Aiuti al Terzo mondo (Twra), in violazione dell'embargo sulle armi decretato dal Consiglio di Sicurezza Onu. La richiesta della documentazione è stata presentata tramite l'ambasciata italiana a L'Aia, la quale ha affermato che consegnerà la documentazione dietro autorizzazione della Corte stessa.
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