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Podgorica - La criminalità organizzata montenegrina minaccia la sicurezza degli Stati membri dell'Unione Europea e, quando entrerà formalmente in vigore la liberalizzazione del regime dei visti, verranno a galla ogni impatto negativo della sua…
Podgorica - La criminalità organizzata montenegrina minaccia la sicurezza degli Stati membri dell'Unione Europea e, quando entrerà formalmente in vigore la liberalizzazione del regime dei visti, verranno a galla ogni impatto negativo della sua integrazione nel sistema di Schengen. Questo quanto dichiarato dal Direttore dell'Istituto Internazionale per gli Studi del Medio Oriente e dei Balcani( IFIMES) di Lubiana, <strong>Zijad Becirovic</strong>, secondo il quale si stanno spalancando le porte alla mafia verso l'Europa. Becirovic ha valutato che la criminalità in Montenegro è molto potente, e, con il sostegno di vari mezzi sofisticati, occupa un posto importante e in particolare nel settore del riciclaggio del denaro. Egli ritiene che non sia positiva politicamente la recente decisione della Commissione europea di proporre l'abolizione dei visti nel Montenegro, perché si dà un nuovo volto europeo <em>"al regime del Partito dei socialisti democratici e al suo leader Milo Djukanovic, anche se si tratta -</em> come afferma Becirovic - <em>di un partito politico-criminale basato sulla creazione di apparati repressivi". "Non è giusto lodare un regime che si vuole presentare come europeo, cioè il regime montenegrino con a capo Djukanovic, trascurando tante cose negative fatte proprio dal Governo</em>", ha detto. <em>"Il contesto politico-criminale, che non esiste solo in Montenegro ma anche in Kosovo, in Bosnia e Macedonia, viene ora presentato come una delle forze pro-europee. Questo va a sdoganare certe cose negative"</em>, spiega Becrovic. Questi afferma inoltre che la decisione della Commissione Europea è un vero e proprio regalo dell'UE, che si arrende ai regimi dei Balcani occidentali, compreso il regime di Djukanovic. <em>"Non vi è una vera base per credere che l'Unione europea sarà ancora più minacciata dalla criminalità organizzata e dalla corruzione"</em>, conclude il direttore di IFIMES.
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