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Sarajevo - Uno dei principali espondenti del <em>Team di esperti per la lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata nel sud-est Europa</em>, <strong>Domagoj Margetic</strong>, ha avvertito che le attività dei servizi segreti AID…
Sarajevo - Uno dei principali espondenti del <em>Team di esperti per la lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata nel sud-est Europa</em>, <strong>Domagoj Margetic</strong>, ha avvertito che le attività dei servizi segreti AID (Agenzia per Ricerca e Documentazione) è molto pericolosa, essendo una rete che non si può controllare perché è illegale e non esiste nel sistema di "sicurezza-servizi di intelligence" della Bosnia ed Erzegovina. Egli sostiene che a Sarajevo esiste una struttura che impedisce qualsiasi azione contro la classe politica e determinati gruppi di interesse economico. Egli ha sottolineato che il suo team di esperti ha documenti dell'Interpol tedesca e austriaca, nonchè del gruppo di intelligence della NATO, che confermano l'esistenza di un servizio parallelo illegale nei Balcani. L'esistenza di AID dimostra che l’élite politica bosniaca a Sarajevo, in maniera persistente, viola i principi degli accordi di Dayton, in quanto tutte le istituzioni sono sciolte dai vincoli del Dayton. La classe politica bosniaca, precisa Margetic, ha reso possibile la creazione di una "rete sotterranea" per nasconderla agli occhi della comunità internazionale, ha detto Margetic. Egli ha sottolineato che nella costituzione dell’AID hanno partecipato <strong>Bakir Izetbegovic, Haris Silajdzic</strong> e <strong>Hasan Cengic</strong>, e ritiene che questa rete sia ora sotto il controllo operativo di Izetbegovic.
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