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NOTIZIE · OI-252469 · 22/04/2009 15:00:00 · 6269 g fa6 min lettura
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Il parere della CIJ cambierà il Kosovo?

DiOsservatorio ItalianoSommario

Serbia e Kosovo hanno presentato, lo scorso 17 aprile, le loro argomentazioni relative al processo che si terrà dinanzi alla Corte di Giustizia Internazionale de L'Aja (ICJ) sulla legittimità della dichiarazione di indipendenza unilaterale del…

Serbia e Kosovo hanno presentato, lo scorso 17 aprile, le loro argomentazioni relative al processo che si terr&agrave; dinanzi alla Corte di Giustizia Internazionale de L'Aja (ICJ) sulla legittimit&agrave; della dichiarazione di indipendenza unilaterale del Governo provvisorio di Pristina dalla Serbia. Su tale procedimento dell'alta Corte incombe una grande responsabilit&agrave;, visto l'impatto che l'esito del giudizio avr&agrave; su tutti gli altri casi di secessione unilaterale, che a distanza di anni sono ancora controversi e problematici. &nbsp; A parte questo, per&ograve;, per il Kosovo in s&eacute; per s&eacute; difficilmente cambier&agrave; qualcosa, visto che entrambe le parti ritengono che la decisione della Corte non &egrave; destinata a mutare la realt&agrave; dei fatti. Serbia e Kosovo hanno presentato, lo scorso 17 aprile, le loro argomentazioni relative al processo che si terr&agrave; dinanzi alla Corte di Giustizia Internazionale de L'Aja (ICJ) sulla legittimit&agrave; della dichiarazione di indipendenza unilaterale del Governo provvisorio di Pristina dalla Serbia.&nbsp; I quindici giudici della corte delle Nazioni Unite, in base allo Statuto della Corte, avranno due anni per rispondere alla domanda posta dalla Serbia, lo scorso ottobre, dinanzi&nbsp; all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, di esaminare la proclamazione dell'indipendenza dal punto di vista del diritto internazionale.&nbsp; Pi&ugrave; precisamente,&nbsp; la Corte di Giustizia Internazionale non dovr&agrave; affrontare la legittimit&agrave; o meno dell'indipendenza del Kosovo, bens&igrave; se la proclamazione unilaterale dell'indipendenza da parte degli organi provvisori di autoregolamentazione del Kosovo , sia coerente con le norme del diritto internazionale.&nbsp;&nbsp; La squadra legale serba cerca di concentrare il procedimento non sul &quot;merito&quot; della questione, discutendo della legalit&agrave; o meno, ma sulla sua &quot;forma&quot; dell'atto, e dunque se esso sia&nbsp; viziato dalla non conformit&agrave; con le norme internazionali .<br /> <br /> Alcuni avvocati avevano proposto di cambiare la formula e chiedere a L'Aia di rispondere sulla legittimit&agrave; del riconoscimento, da parte degli Stati delle Nazioni Unite, dell'indipendenza del Kosovo, in conformit&agrave; del diritto internazionale e risoluzioni delle Nazioni Unite. Belgrado ha preferito escluderla, ritenendo che tale procedura avrebbe richiesto troppo tempo, perch&eacute;&nbsp; avrebbe dovuto analizzare separatamente il motivo per cui ogni Stato ha riconosciuto il Kosovo.&nbsp;&nbsp; La Serbia ha presentato una relazione e una documentazione con 83 documenti, raccolti in due libri con pi&ugrave; di 1000 pagine di argomenti sull'origine della crisi del Kosovo, con la quale si cerca di dimostrare che il governo di Pristina ha violato il diritto internazionale e il principio di integrit&agrave; territoriale, uno dei principi fondamentali delle Nazioni Unite, nonch&eacute; la risoluzione 1244 in base alla quale il Kosovo e Metohija fosse parte della Serbia, turbando il regime del governo ad interim che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aveva introdotto per garantire pace e sicurezza, nell'attesa di raggiungere un accordo per una possibile autonomia della provincia. <br /> <br /> Ad ogni modo, non si pu&ograve; nascondere che su tale procedimento dell'alta Corte incombe una grande responsabilit&agrave;, visto l'impatto che l'esito del giudizio avr&agrave; su tutti gli altri casi di secessione unilaterale, che a distanza di anni sono ancora controversi e problematici. Da questo punto di vista, si deve ammettere che la decisione della Corte delle Nazioni Unite, al di l&agrave; del caso in specie, avr&agrave; una risonanza a livello mondiale e potrebbe rivelarsi un decisivo precedente da applicare ad altre fattispecie, gi&agrave; fonti di destabilizzazione regionale.&nbsp;&nbsp; Il Kosovo&nbsp; attualmente rimette in discussione&nbsp; altri Stati a met&agrave; riconosciuti, in parte non riconosciuta o auto-riconosciuti, come&nbsp; Taiwan, Transnistria, Repubblica turca di Cipro del Nord (TRNC), Abkhazia, Ossezia del Sud e Tamil Tamil Eelam ( Stato indipendente de facto, nel nord-est dello Sri Lanka). Taiwan &egrave; il caso&nbsp; pi&ugrave; vicino al Kosovo,&nbsp;&nbsp; riconosciuto da 22 Stati ma osteggiato dalla Cina (di qui l'importanza della sua presenza al processo),&nbsp; mentre&nbsp; TRNC &egrave; stato riconosciuto solo dalla Turchia, mentre Abkhazia e Ossezia del Sud da Russia e Nicaragua. Ovviamente, il problema di estendere il riconoscimento internazionale al Kosovo e poi Taiwan, si avverte anche per tutti quei movimenti che sono potenzialmente &quot;separatisti&quot;, che covano il disagio e il malessere economico di ciascun Paese.<br /> <br /> &nbsp; A parte questo, per&ograve;, per il Kosovo in s&eacute; per s&eacute; difficilmente cambier&agrave; qualcosa, visto che entrambe le parti ritengono che la decisione della Corte non &egrave; destinata a mutare la realt&agrave; dei fatti. Hashim Thaci, in qualit&agrave; di Primo Ministro, ha dichiarato che&nbsp; &quot;la decisione, qualunque essa sia, non far&agrave; n&eacute; caldo n&eacute; freddo&quot;, perch&eacute; il Kosovo &egrave; gi&agrave; indipendente, &quot;questo &egrave; tutto&quot;. Allo stesso tempo il capo della diplomazia serba,Vuk Jeremic, afferma che anche se il Kosovo ottenesse la legittimit&agrave; dell&rsquo;indipendenza dalla Corte de L'Aja, la Serbia non riconoscer&agrave; mai lo Stato di Pristina. Afferma inoltre che &quot;&egrave; molto difficile stabilire la connessione con uno scenario cos&igrave; ipotetico, poich&eacute; le nostre aspettative sono che il tribunale decida sulla base del diritto internazionale, e la nostra convinzione forte &egrave; che le istituzioni temporanee di auto-governo hanno violato il diritto internazionale&quot;. Nonostante Belgrado si faccia forte delle sue convinzioni, ammette che qualsiasi cosa accadr&agrave;, &quot;la Serbia non riconoscer&agrave; il Kosovo in nessuna circostanza, qualunque essa sia, mai e poi mai&quot;.&nbsp; Se all'inizio si era detta disposta ad accettare ogni decisione, adesso qualcosa cambia, rivelando anche una sorta di debolezza diplomatica, in quanto si dice pronta a disattendere un parere che essa stessa ha chiesto. &nbsp;<br /> &nbsp;<br /> Al momento, sono&nbsp; circa 18 gli Stati, tra quelli che hanno riconosciuto il Kosovo, ad aver presentato un loro parere al processo, nonch&egrave; altri 15, tra quelli che non lo hanno riconosciuto.&nbsp; Tra questi vi &egrave; anche la Cina, la cui presenza rende questo dibattito ai vertici giuridici a livello internazionale un evento storico, e la Russia, il pi&ugrave; forte sostenitore di Belgrado e dell'inviolabilit&agrave; del territorio serbo. Accanto a tali giganti vi sono Spagna, Grecia, Romania, Cipro e Slovacchia, dove le idee separatiste delle minoranze nazionali sono sempre in agitazione e pronte a riemergere periodicamente, ragion per cui sono stati finora restii a riconoscere l'ex provincia serba. Poi vi sono India, Indonesia, Brasile ed Iran che non intendono riconoscere il Kosovo, oltre a Vaticano, Libia, Argentina, Israele, Egitto, Georgia, Moldavia, Azerbaigian, Tagikistan, Uzbekistan, Ucraina e Sud Africa, per un totale di 44 Stati che hanno votato contro l'indipendenza del Kosovo. Dall'altra parte ci sono 58 Stati che hanno riconosciuto il Kosovo, tra cui 22 Paesi europei, gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita, ma vi &egrave; anche un intero sistema (quello della Comunit&agrave; Internazionale) che si &egrave; mosso in soccorso dei kosovari all'indomani del crollo della Jugoslavia.&nbsp; La Corte de L'Aja, tra le tante possibilit&agrave;, potrebbe prendere una decisione &quot;diplomatica&quot;, che non stravolga la posizione del Kosovo e non crei nessun precedente, precisando che ogni conclusione in merito alla questione sollevata dalla Serbia, riguarda solo questo caso in particolare, e nessun altro.&nbsp; Potrebbe cos&igrave; mettersi al riparo da ogni altra rivendicazione, e dallo stesso ribaltamento dello status del Kosovo all'interno della regione. <br /> &nbsp; <em><strong>Fulvia Novellino</strong></em>

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Entità
45
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2
menzionate
Aziende
0
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◉ Geografia della notizia · 20 paesi coinvolti
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