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NOTIZIE · OI-251468 · 30/06/2009 03:33:00 · 6200 g fa4 min lettura
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storia, tradizioni e cultura di un Paese del Mediterraneo

DiOsservatorio ItalianoSommario

Il <em>Paese delle Aquile</em>, terra antica e aspirante democrazia moderna, diventa protagonista indiscusso della scoperta delle culture e delle civilt&agrave; dell'Europa Orientale. Dopo anni di lontananza, l'Albania si avvicina di nuovo alla penisola…

Il <em>Paese delle Aquile</em>, terra antica e aspirante democrazia moderna, diventa protagonista indiscusso della scoperta delle culture e delle civilt&agrave; dell'Europa Orientale. Dopo anni di lontananza, l'Albania si avvicina di nuovo alla penisola italiana, riacquistando cos&igrave; il ruolo che gli spetta, ossia di terra di incontro delle culture del Mediterraneo, dividendo con l'Italia storia, tradizioni e cultura. Questi i temi centrali della mostra che si tiene a Torino dal 26 giugno al 12 luglio, realizzata grazie all'incontro e alla cooperazione di associazioni albanesi ed italiane che si trovano in Italia. &ldquo;L'Albania si scopre&rdquo; nasce da una iniziativa delle Associazioni<strong> Arcadia</strong>, <strong>Egnatia</strong> e <strong>Idee Migranti</strong> , con la collaborazione del Consolato d&rsquo;Albania in Piemonte e molte associazioni di cittadini albanesi di Modena e Torino, quali l&rsquo;Associazione &ldquo;<em>Albania in Piemonte&rdquo;</em>, l&rsquo;Associazione Culturale Italo Albanese <em>Vatra </em>e<em> F.I.A.P.</em>, l&rsquo;Associazione Mergimtari, l&rsquo;Associazione Tepelena, la Comunit&agrave; Cattolica Albanese &quot;Madre Teresa&quot; a Torino , oltre a tanti volontari albanesi e italiani che hanno partecipato alla sua progettazione e realizzazione.<br /> <br /> L'Albania, attraverso gli occhi di chi ascolta e le parole di chi narra, diventa un paese incredibile, pieno di fascino e contraddizioni, e conoscendo la sua storia e la sua societ&agrave;, ci si accorge che i suoi cittadini oggi sono parte integrante delle nostre citt&agrave;, al di l&agrave; dei pregiudizi e dagli stereotipi della vecchia guardia del giornalismo. La mostra, curata da Chiara Minutella, Andi Doda e Fabio Boni, si avvale del contributo scientifico di Irakli Kocollari, uno dei maggiori storici intellettuali albanesi e Roland Tasho, che della societ&agrave; del paese delle aquile &egrave; fotografo da sempre. Si tratta di una mostra storicofotografica, allestita agli Antichi Chiostri di Torino, allestita su 37 pannelli, sui quali viene illustrata la storia del paese dall&lsquo;800, periodo della dominazione ottomana,passando dalla dittatura del comunista Enver Hoxha, fino agli anni &rsquo;90 quando l&rsquo;Albania si affaccia al pluralismo politico e alla democrazia. La mostra viene costantemente animata dal colore rosso che fa da sfondo a tutta l&rsquo;esposizione, includendo anche attivit&agrave; di contorno, come un convegno sull&rsquo;immigrazione e l&rsquo;integrazione, un momento di riflessione, approfondimento e dibattito. Di fatti, lo scopo di questa iniziativa &egrave; quello di sensibilizzare e avvicinare gli italiani alla storia, alle tradizioni, agli usi e costumi, di un paese cos&igrave; vicino e non molto diverso dall'Italia, per certi aspetti.<br /> <em></em><br /> &ldquo;<em>L&rsquo;Albania &egrave; il paese pi&ugrave; integrato a livello europeo. OIl processo di inserimento delle comunit&agrave; di albanesi a Torino &egrave; forte, assodato e stabile</em>&quot;, afferma l&rsquo;Assessore all'Integrazione della citt&agrave; di Torino, <strong>Ilda Curti</strong>, nel suo discorso di apertura all&rsquo;inaugurazione della mostra, sottolineando come gli albanesi residenti a Torino si definiscono &quot;cittadinitorinesi&quot; e dunque parte integrante della citt&agrave;. <em>&quot;La comunit&agrave; albanese non &egrave; solo importante quantitativamente, ma soprattutto qualitativamente, ed &egrave; caratterizzata da una fortissima specificit&agrave;</em>&quot;, continua ancora l'Assessore Curti. Allo stesso modo, l&rsquo;Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, <strong>Gianni Oliva</strong>, nonch&eacute; storico di chiara fama internazionale, ha sottolineato l&rsquo;importanza della storia e della conoscenza dei processi dell&rsquo;immigrazione per poterli anticipare e correggere e soprattutto per poterli risolvere alla fonte. <br /> <br /> L&rsquo;inaugurazione ha visto la partecipazione del Console Generale d&rsquo;Albania di Milano <strong>Nausjca Spahia</strong>, del Console Onorario del Piemonte <strong>Giovanni Firera</strong> (<em>nella foto, accanto all'Assessore Gianni Oliva</em>) , nonch&eacute; numerosi esponenti del mondo diplomatico piemontese, con i rappresentanti consolari di Mongolia, Islanda, Portogallo, Cile, e Per&ugrave; , e il Decano del Corpo Consolare del Piemonte Liliana Gomez. &quot;<em>Un successo indiscutibile questa manifestazione </em>&ndash; ha valutato il Console Onorario Giovanni Firera &ndash; <em>che ancora una volta ha messo in evidenza l&rsquo;Albania e la sua storia. Le difficolt&agrave; per la realizzazione di questa manifestazione sono state purtroppo tante, ma il risultato finale ci ha ripagato di alcune amarezze dei giorni precedenti alla manifestazione. I valori che ho imposto da sempre, lungo il percorso di questo delicato lavoro di rappresentanza, unione, compattezza, e lealt&agrave; hanno avuto , ancora una volta, ragione rispetto ad altri valori negativi. L&rsquo;Albania &egrave; un valore assoluto su cui non si pu&ograve; discutere o tergiversare. Il mio compito &egrave; quello di portarne in alto i valori e l&rsquo;immagine e con questa manifestazione l&rsquo;obiettivo &egrave; stato raggiunto&rdquo;</em>. La mostra, dunque, ha presentato sotto forma di didascalie, fotografie e proiezioni video, un vero popolo del Mediterraneo che, in quanto tale, &egrave; in costante evoluzione in virt&ugrave; dell'incontro sulla sua terra di diverse culture. &nbsp; &nbsp; &nbsp;

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