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Il <em>Paese delle Aquile</em>, terra antica e aspirante democrazia moderna, diventa protagonista indiscusso della scoperta delle culture e delle civiltà dell'Europa Orientale. Dopo anni di lontananza, l'Albania si avvicina di nuovo alla penisola…
Il <em>Paese delle Aquile</em>, terra antica e aspirante democrazia moderna, diventa protagonista indiscusso della scoperta delle culture e delle civiltà dell'Europa Orientale. Dopo anni di lontananza, l'Albania si avvicina di nuovo alla penisola italiana, riacquistando così il ruolo che gli spetta, ossia di terra di incontro delle culture del Mediterraneo, dividendo con l'Italia storia, tradizioni e cultura. Questi i temi centrali della mostra che si tiene a Torino dal 26 giugno al 12 luglio, realizzata grazie all'incontro e alla cooperazione di associazioni albanesi ed italiane che si trovano in Italia. “L'Albania si scopre” nasce da una iniziativa delle Associazioni<strong> Arcadia</strong>, <strong>Egnatia</strong> e <strong>Idee Migranti</strong> , con la collaborazione del Consolato d’Albania in Piemonte e molte associazioni di cittadini albanesi di Modena e Torino, quali l’Associazione “<em>Albania in Piemonte”</em>, l’Associazione Culturale Italo Albanese <em>Vatra </em>e<em> F.I.A.P.</em>, l’Associazione Mergimtari, l’Associazione Tepelena, la Comunità Cattolica Albanese "Madre Teresa" a Torino , oltre a tanti volontari albanesi e italiani che hanno partecipato alla sua progettazione e realizzazione.<br /> <br /> L'Albania, attraverso gli occhi di chi ascolta e le parole di chi narra, diventa un paese incredibile, pieno di fascino e contraddizioni, e conoscendo la sua storia e la sua società, ci si accorge che i suoi cittadini oggi sono parte integrante delle nostre città, al di là dei pregiudizi e dagli stereotipi della vecchia guardia del giornalismo. La mostra, curata da Chiara Minutella, Andi Doda e Fabio Boni, si avvale del contributo scientifico di Irakli Kocollari, uno dei maggiori storici intellettuali albanesi e Roland Tasho, che della società del paese delle aquile è fotografo da sempre. Si tratta di una mostra storicofotografica, allestita agli Antichi Chiostri di Torino, allestita su 37 pannelli, sui quali viene illustrata la storia del paese dall‘800, periodo della dominazione ottomana,passando dalla dittatura del comunista Enver Hoxha, fino agli anni ’90 quando l’Albania si affaccia al pluralismo politico e alla democrazia. La mostra viene costantemente animata dal colore rosso che fa da sfondo a tutta l’esposizione, includendo anche attività di contorno, come un convegno sull’immigrazione e l’integrazione, un momento di riflessione, approfondimento e dibattito. Di fatti, lo scopo di questa iniziativa è quello di sensibilizzare e avvicinare gli italiani alla storia, alle tradizioni, agli usi e costumi, di un paese così vicino e non molto diverso dall'Italia, per certi aspetti.<br /> <em></em><br /> “<em>L’Albania è il paese più integrato a livello europeo. OIl processo di inserimento delle comunità di albanesi a Torino è forte, assodato e stabile</em>", afferma l’Assessore all'Integrazione della città di Torino, <strong>Ilda Curti</strong>, nel suo discorso di apertura all’inaugurazione della mostra, sottolineando come gli albanesi residenti a Torino si definiscono "cittadinitorinesi" e dunque parte integrante della città. <em>"La comunità albanese non è solo importante quantitativamente, ma soprattutto qualitativamente, ed è caratterizzata da una fortissima specificità</em>", continua ancora l'Assessore Curti. Allo stesso modo, l’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, <strong>Gianni Oliva</strong>, nonché storico di chiara fama internazionale, ha sottolineato l’importanza della storia e della conoscenza dei processi dell’immigrazione per poterli anticipare e correggere e soprattutto per poterli risolvere alla fonte. <br /> <br /> L’inaugurazione ha visto la partecipazione del Console Generale d’Albania di Milano <strong>Nausjca Spahia</strong>, del Console Onorario del Piemonte <strong>Giovanni Firera</strong> (<em>nella foto, accanto all'Assessore Gianni Oliva</em>) , nonché numerosi esponenti del mondo diplomatico piemontese, con i rappresentanti consolari di Mongolia, Islanda, Portogallo, Cile, e Perù , e il Decano del Corpo Consolare del Piemonte Liliana Gomez. "<em>Un successo indiscutibile questa manifestazione </em>– ha valutato il Console Onorario Giovanni Firera – <em>che ancora una volta ha messo in evidenza l’Albania e la sua storia. Le difficoltà per la realizzazione di questa manifestazione sono state purtroppo tante, ma il risultato finale ci ha ripagato di alcune amarezze dei giorni precedenti alla manifestazione. I valori che ho imposto da sempre, lungo il percorso di questo delicato lavoro di rappresentanza, unione, compattezza, e lealtà hanno avuto , ancora una volta, ragione rispetto ad altri valori negativi. L’Albania è un valore assoluto su cui non si può discutere o tergiversare. Il mio compito è quello di portarne in alto i valori e l’immagine e con questa manifestazione l’obiettivo è stato raggiunto”</em>. La mostra, dunque, ha presentato sotto forma di didascalie, fotografie e proiezioni video, un vero popolo del Mediterraneo che, in quanto tale, è in costante evoluzione in virtù dell'incontro sulla sua terra di diverse culture.
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